
Fa acqua
lo scafo ferito.
Ripara nel seno solingo
di affetti e memorie ancorate
e nel fondo profondo del tempo confuso
trova riposo.
Riascolta le voci
disseminate
scordate da tempo nel mezzo dei flutti
ingrossati ad inganno
quando sembravan cullarlo nei sogni
quando ogni spruzzo donava l’ebbrezza
quando i marosi eran sprone ad andare.
Mare d’incanto di mille abbordaggi,
sirene bramose e bramate
dall’onde richiuse o volate nel vento.
Ancora ne resta il bel canto lontano,
sognante e soave,
placebo all’amaro salato
del sale del mare.
D’un mare pacato dal sonno dei venti
un tempo rissosi…a conquistare ogni vela.
Spruzzi, di nuovo, aspetto sul viso,
se mai verranno…se mai varranno, ancora.

Questa poesia mi fa sentire il pianto del mare onde di sale addosso, molto bella Armando.
aurelia
“Spruzzi, di nuovo, aspetto sul viso,
se mai verranno…se mai varranno, ancora.”
Poesia molto bella e suggestiva per il senso trasparente del linguaggio, la chiusa poi è significativa ed efficace. Bravo Armando, un caro saluto.
Roberta
Veramente evocativa di immagini e suoni.Chapeau Armando!Tinti
Contiene un canto particolare, bella Rosy