Traguardo

Fatta
è la vita
di piccole cose, parte
e tutto di noi: consolazione
al pretesto del passaggio terreno, al miraggio del viaggio.

Accontentarsi di ìnfime cose, carpe diem,
e dir grazie pensando a chi non può avere neanche quelle:
enormità per chi ha fame, ingiustizie, le guerre.

Di poi tutto verrebbe in seconda battuta,
in secondo piano, non più importante, più nulla,
soltanto minime cose ordinarie, separandole dal senso
del giorno per giorno.

In pazienza, per ciò che si ha, per ciò che si soffre . . .

Fino al buio della
nera notte di
Luce.

Paolo Santangelo

Ciò che all’uomo rende onore

Tempesta la mia anima
turbolenza di un cielo
ingiallito dal tempo
pergamena ritrovata
in uno scrigno dorato

la via scritta in sanscrito
destino dell’uomo
travagliato
dall’infinito andare
di dispute e offese
terra che ha assorbito sangue
di avi trafitti

madrigali e ugole urlanti
regole e condanne
giudici e giudizi
improrogabili morti
in ingiuste cause
o giuste clemenze

impregnato il tempo
nel baratro di persone perse
cadenzare di un presente
nel ritmo di pioggia
scrosciante

incenso asperso a purificare
e raggi di sole ad illuminare
sol quello che non duole
e che all’uomo rende onore

Maristella Angeli

Sconosciuta

Emissario
scivolo silenzioso
nelle strade
conosciuto ai pochi
come senza tribolo
alla mia vista radenti anime
alzano lo sguardo

e tu ?

sconosciuta a testa china
ti trascini con le mani
in cerca di tenerezza
come coltelli
tra i denti
hai rose d’inverno
recise prima del tempo

mentre affluenti
di questa città
in piena contro il tempo
pensano di avere il potere
di controllarti con i loro flutti
lambendo invano le tue rive
con promesse
di paesaggi fiabeschi
fatti d’illusorio

ma non sanno
che i loro sogni effimeri
s’infrangeranno miseramente
come nuvole cineree
nel tuo ceruleo cielo

Pierluigi Ciolini

La mia amica

 
E’…
 un raggio di sole
nella mia vita,
 
che m’ allevia
la monotonia
del quotidiano
tedioso,
e
mi scalda il cuore…
con un sorriso
 
E’…
un raggio di luna
che m’ inonda
i pensieri,
e
mi pervade …
con  sogni soavi
 
E’…
l’estasi eterea
che m’ invade l’anima,
e
la riempie d’amore
con l’ansia vitale…
 
che mi fa rinverdire

Ciro Germano

Published in: on settembre 30, 2011 at 07:03  Commenti (6)  
Tags: , , , , , , , , , , , , , ,

What a Wonderful World

I see trees of green, red roses too
I see them bloom for me and you
And I think to myself, what a wonderful world

I see skies of blue and clouds of white
The bright blessed day, the dark sacred night
And I think to myself, what a wonderful world

The colours of the rainbow, so pretty in the sky
Are also on the faces of people going by
I see friends shakin’ hands, sayin’ How do you do?
They’re really saying I love you

I hear babies cryin’, I watch them grow
They’ll learn much more than I’ll ever know
And I think to myself, what a wonderful world
Yes, I think to myself, what a wonderful world

§

 

CHE MONDO MERAVIGLIOSO

Vedo alberi verdi, anche rose rosse
Le vedo sbocciare per me e per te
E fra me e me penso, che mondo meraviglioso

Vedo cieli blu e nuvole bianche
Il benedetto giorno luminoso, la sacra notte scura
E fra me e me penso, che mondo meraviglioso

I colori dell’arcobaleno, così belli nel cielo
Sono anche nelle facce della gente che passa
Vedo amici stringersi la mano, chiedendo “come va?”
Stanno davvero dicendo “Ti amo”

Sento bambini che piangono, li vedo crescere
Impareranno molto più di quanto io saprò mai
E fra me e me penso, che mondo meraviglioso
Sì, fra me e me penso, che mondo meraviglioso

BOB THIELE  E  GEORGE DAVID WEISS

Published in: on settembre 30, 2011 at 06:58  Commenti (2)  

Le parole

Le parole
se si ridestano
rifiutano la sede
più propizia, la carta
di Fabriano, l’inchiostro
di china, la cartella
di cuoio o di velluto
che le tenga in segreto;
le parole
quando si svegliano
si adagiano sul retro
delle fatture, sui margini
dei bollettini del lotto,
sulle partecipazioni
matrimoniali o di lutto;
le parole
non chiedono di meglio
che l’imbroglio dei tasti
nell’Olivetti portatile,
che il buio dei taschini
del panciotto, che il fondo
del cestino, ridottevi
in pallottole;
le parole
non sono affatto felici
di essere buttate fuori
come zambrocche e accolte
con furore di plausi e
disonore;
le parole
preferiscono il sonno
nella bottiglia al ludibrio
di essere lette, vendute,
imbalsamate, ibernate;
le parole
sono di tutti e invano
si celano nei dizionari
perché c’è sempre il marrano
che dissotterra i tartufi
più puzzolenti e più rari;
le parole
dopo un’eterna attesa
rinunziano alla speranza
di essere pronunziate
una volta per tutte
e poi morire
con chi le ha possedute

EUGENIO MONTALE

Oggi non ho la parola

 
Oggi non ho la parola
la bocca non si apre alla pronuncia
l’incubo di questa notte mi ha svegliata
lasciandomi tra il rosa dell’alba
e l’amaro del sogno
in sospeso come la mia vita
quasi in fuga dalle mie finestre chiuse
ora che il tempo scade
sento il vento che trapassa
le mie querce
l’odore di quel fresco riparo
mentre il nodo stringe
mi spacca il dolore.

Rosy Giglio

Published in: on settembre 29, 2011 at 07:21  Commenti (8)  
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Il valzer del dolore si balla da soli

non basterebbero i petali di mille rose rosse
per raccontare il dolore
pesante e leggero negli occhi
di chi pure ti guarda con stupore
e non
capisce ma fa segno di assenso
al tuo continuo cambiare discorso
su chi
è andato ma resta macigno solo tuo
sul petto smagrito
ed è come dare le
tue lacrime perle
a porci umani
che allungano le mani fin dove è
possibile
perchè non basta l’amore per dimenticare
non basta il tentato
odio
per dissipare questi sospiri compiaciuti
convinti di aver capito
tutto
quando tu vorresti soltanto un piccolo sisma
solo tuo che ti
inghiotta finalmente la terra
il resto ‘affanculo

Non basterebbe
sorriso compiacente
di chi
suggerisce e consiglia e
guarda altro
nè occhi spremuti
d’asssenzio
o bocche lacere di
dolore
non ci sono
ragioni nè
testa
non vale quel lucido
pensare
logico di matematici assertivi
non serve inno all’amour
ma macerare
in santa pace
il male
al petto
di visceri
squassati
che vogliono
requie
e non la trovano.
Forse basterebbe
un intonaco lilla
su corpo e anima
per pulire un attimo
colpi di frusta.

L’amore c’è ma
non basta
ci vuole
mondo
dentro
e non languore.

Dammi
amica d’ogni vento
un poco di succo di
viola ciocca
amaro ma
di vita.

Tinti Baldini e Maria Attanasio

Vorrei trasmettere

Vorrei trasmettere con le parole
ciò che i miei occhi vedono
Con un soffio mandarti il vento
che accarezza la mia pelle
Farti sentire il rumore delle onde
che si infrangono
sulle scogliere della Bretagna
Oltre il mio sguardo il nulla dell’orizzonte
sotto il nero degli abissi
attorno a me il silenzio

Gianna Faraon

Published in: on settembre 29, 2011 at 07:05  Commenti (5)  
Tags: , , , , , , , , , , , , , ,

Come una breve gioia

Come una breve gioia
la calda Estate se ne va.
Non ci sarà più il sole
che brucia gli umidi sospiri di tristezza,
e le lunghe notti
scorreranno lente
in compagnia del gelido vento.
Anche gli alberi, come me,
diventeranno tristi
e piangeranno foglie,
tante leggere figlie,
che strappate dalle loro braccia
volteggeranno rapide verso la morte.
E il cielo spesso sarà cupo
di nuvole grigie,
mantello nerastro
dei cuori solitari.
E la nebbia scenderà
ad avvolgermi col suo bianco
velo misterioso.
Chi mi toglierà la pena dal cuore?
Torna, Estate, a riscaldarmi
col tuo luminoso abbraccio;
torna, Estate, a rasserenarmi
con la tua ardente luce.

Nino Silenzi

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 62 other followers