Colma le mani
dei miei seni abbandonati
- candide promesse -
sul collo posa labbra
che annullino la notte
e nel fiore schiuso
di dolci rugiade
respira quest’alba
appesa al vento
dei sogni
astrofelia franca donà
Colma le mani
dei miei seni abbandonati
- candide promesse -
sul collo posa labbra
che annullino la notte
e nel fiore schiuso
di dolci rugiade
respira quest’alba
appesa al vento
dei sogni
astrofelia franca donà

Nei passi tuoi più scuri,
guardami, io ti farò da faro.
Nei tuoi momenti vuoti
mangiami, ti nutrirò di vero
Ma non giocarmi, non mi giocare
e come un dado, non mi lanciare,
non sono il punto su cui sperare
Nelle tue ascese, prive di prese
stringimi, sarò la roccia.
Nei tuoi deserti asciutti
attingimi, diventerò la goccia
Ma non giocarmi, non mi giocare;
sul tuo tappeto verde, non mi puntare,
non sono io il bersaglio, su cui mirare
Nella tua giungla impervia
leggimi, e vedrai la mappa.
Nelle tue vittorie
levami, perché sarò la coppa
Ma non giocarmi, non mi giocare;
e sulla tua scacchiera, non m’ingannare
o il mio temuto amore mi vedrà arroccare

Mi sento a casa
quando la tua voce
profonda mi culla
placando l’affanno del cuore.
Mi sento a casa
quando divento un gomitolo
tra le tue braccia,
sciogliendo i nodi del tempo.
Libero e liscio
quel filo di lana
con te intreccio,
gettando le fondamenta.

Crucci d’azzurro
ancora in vita:
quei boccioli mai sfiorati
sul respiro
ti gridano, silenti,
informi dita.
Di sbieco alle finestre
lanciammo sguardi e pietre
e forse lapidammo il bianco
e le comete;
non resta che il profilo
del candore
lì, riversato di quand’avemmo ardore.
E più che bimbi
di cruda età,
è musica ancestrale
l’essere bimbi tra le rughe:
quando la morte ambascia
le paure
la vita ti scrive addosso
le carezze,
e trova sempre spazio
tra l’unto e il dolo.
Stefano Lovecchio

CASIDA DE LAS PALOMAS OSCURAS
Por las ramas del laurel
vi dos palomas oscuras.
La una era el sol,
la otra la luna.
«Vecinita», les dije,
«¿dónde está mi sepultura?»
«En mi cola», dijo el sol.
«En mi garganta», dijo la luna.
Y yo que estaba caminando
con la tierra por la cintura
vi dos águilas de nieve
y una muchacha desnuda.
La una era la otra
y la muchacha era ninguna.
«Aguilitas», les dije,
«¿dónde está mi sepultura?»
«En mi cola», dijo el sol.
«En mi garganta», dijo la luna.
Por las ramas del laurel
vi dos palomas desnudas.
La una era la otra
y las dos eran ninguna.
§
Sui rami dell’alloro
camminano due colombe oscure.
L’una era il sole,
l’altra la luna.
“Casigliane mie,” chiesi,
“dove sta la mia sepoltura?”
“Nella mia coda”, disse il sole.
“Nella mia gola”, disse la luna.
Ed io che andavo camminando
con la terra alla cintola
vidi due aquile di neve
e una ragazza nuda.
L’una era l’altra
e la ragazza era nessuna.
“Care aquile, ” chiesi,
“dove sta la mia sepoltura?”
“Nella mia coda”, disse il sole.
“Nella mia gola”, disse la luna.
Sui rami dell’alloro
vidi due colombe nude.
L’una era l’altra
ed entrambe nessuna.
FEDERICO GARCIA LORCA


Ho scavato solo
per trovare
roccia e
ho nuotato
pensando di riaffiorare
arrivando sul fondo
e credendo di volare
precipitavo,
sono qui e
mi arrendo,
ti prego,
amami e
lascia che per una volta
io lo senta.

marciare insieme
su quei binari vuoti
tra sassi e pervinca
tenendoci
per mano
mentre sfeccia
la vita
e arde il sole
se dovessimo
portarci
appresso
pane e miele
per spanderlo
sull’asfalto
soffocato
di pioggia
se dovessimo
raccogliere
briciole
con la nuvola
delle nostre mani
per
darle in pasto
ad altre mani
e poi
tornare
perchè ci sia uno spazio
dove dare sia anche a perdere
e
perdonare
se dovessimo
cambiarci gli occhi
e le mani
per essere
migliori
o soltanto arrivare
a domani
e ridere alla gramigna
alla
malasorte
a chi ci assomoglia
e pianta chiodi
nei nostri cuori
per
allegria
se dovessimo andare
insieme come binari
a fianco a fianco
senza sospetto
ti cederei il passo
e mi inchinerei
all’amore che dai
con la voce e le parole
quando sono io
a non saper continuare

When they begin the beguine, it brings back the sound of music so tender,
It brings back a night of tropical splendor, it brings back a memory ever green.
I’m with you once more under the stars, and down by the shore an orchestra’s playing
Even the palms seem to be swaying, when they begin the beguine.
To live it again is past all endeavor, except when that tune clutches my heart,
And there we are, swearing to love forever, and promising never, never to part.
What moments divine, what rapture serene,
Till clouds come along to disperse the joys we had tasted,
And now when I hear people curse the chance that was wasted,
I know but too well what they mean.
So don’t let them begin the beguine, let the love that was once a fire remain an ember;
Let it sleep like the dead desire I only remember when they begin the beguine.
Oh yes, let them begin the beguine, make them play,
Till the stars that were there before return above you,
Till you whisper to me once more, Darling, I love you!
And we suddenly know what heaven we’re in, when they begin the beguine
When they begin the beguine.
§
Quando iniziano a suonare la beguine
mi torna alla mente il suono di una musica tenera,
mi torna alla mente una notte di splendore tropicale,
mi torna alla mente una memoria eterna.
sono con te ancora una volta sotto le stelle,
e giù alla spiaggia un’orchestra sta suonando
e anche le palme sembra stiano ondeggiando
quando loro iniziano la beguine
E vivere di nuovo il passato è difficile
tranne quando quella musica stringe il mio cuore,
e noi siamo là, a giurarci amore per sempre,
e a prometterci che mai, mai ci lasceremo
che momenti divini, che estasi serena,
fino a quando le nuvole arrivarono a dissolvere le gioie che avevamo provato
ed ora, quando io sento persone maledire un opportunità sprecata,
capisco fin troppo bene ciò che intendono dire
quindi, non lasciare che inizino la beguine,
di anni d’amore, che una volta era un fuoco, rimanere una brace;
lasciali dormire come i desideri morti di cui mi rimane solo il ricordo
quando inizia la beguine.
oh sì, lascia che inizino la beguine, lasciali suonare,
fin che le stelle che erano là sopra tornino su di te
fino a bisbigliare a me una volta di più, “caro io ti amo!”
e noi improvvisamente sapremo di essere in paradiso,
quando inizieranno la beguine
quando inizieranno la beguine.
COLE PORTER
http://youtu.be/exkM4SSnFJc