
Ho ascoltato le voci di fuori e di dentro
e vecchi impasti di parole stantie
come fosse dovuto un lamento.
Non sono certo d’avere compreso
il senso da dare alle cose
o il rumore dell’acqua che scende
prima di trasformarsi in vapore.
Mi sono impegnato ad incidere
muri di gomma
per lasciare una traccia
sul bagnasciuga del divenire.
Ho costruito effimere dighe
per fermare il tempo
e regalare quelle poche certezze
come castelli di carta
quando soffia il vento.
Non è rimasto più niente
salvo qualche tronco
inerte di fianco
per farmi tossire
quando ripasso ricordi.

“Non è rimasto più niente
salvo qualche tronco
inerte di fianco
per farmi tossire
quando ripasso ricordi.” non so… ma la poesia è bella, Rosy
Emerge un senso molto forte di aver cercato inutilmente un senso per ciò che si è vissuto o costruito, cercato di proteggere o di fermare, quasi che il non esserci riuscito sia diventata una sconfitta personale. Solamente il ricordo di ciò che è stato fa capire che in effetti il vissuto c’è stato veramente. Io l’ho letta in questa maniera.
Una poesia molto intensa, come uno scavare in se stessi.
Patrizia
E’ proprio molto bella! Espressioni come “ascoltare
voci di fuori e di dentro come fossero un lamento, l’incertezza di comprendere il senso delle cose, incidere muri di gomma per lasciare traccia al futuro,
costruire effimere dighe contro lo scorrere del tempo,
regalare certezze di carta quando soffia il vento.
E non rimane più niente per te, Lorenzo, tranne qualche tronco per farti tossire quando ripassi ricordi” ripeto
sono espressioni uniche. Non ho voluto riscrivere la tua poesia “Inutilità”, ed infatti non l’ho riscritta. Ho inteso così per degnamente esaltarla.
Ciao Paolo.
Perchè “Inutilità”
Molto bella Lorenzo.
Graziella
Mio caro ,hanno già detto tutto tutti.Aggiungo che quella tosse è la mia.Tinti
La leggo, mi sento dentro emozioni forti, non sto a ricercare il senso di ogni parola, mi inebrio di quelle stupende metafore e mi dico: “Ma io al confronto, che scrivo?”. Questo il mio commento.
Sandra
Ogni giorno che passa si perde qualcosa, così é la vita, finché rimane poco e niente di essa. Guardando indietro verso il passato si sentono più forte l’amarezza e i rimpianti. Metafore belle e molto originali :
“Mi sono impegnato ad incidere
muri di gomma
per lasciare una traccia
sul bagnasciuga del divenire.”
ciao,grazie della bella lettura
Giuseppe
Un grande ringraziamento a tutti i commentatori. M’è rimasto un rimpianto. Non averla intitolata “Castelli di carta”.
Lorenzo