CAPODANNO 2012

 
Divertitevi con i mortaretti,
con tutto ciò che fa dimenticare,
con spese folli: tanto non è ora
di pensare al futuro, questa notte
.
Ubriacatevi con gli ultimi pensieri
d’ultime note tristi del passato,
fate follìe, ballate a perdifiato
del fine scaramantico perduto.
.
Domani un altro giorno è già passato
da questo Vecchio Anno ripetuto
con fatti ricorrenti sempre uguali.
sul nostro lieve granello suicida…
.
Uccisioni tra uomini infinite,
fame nel mondo è sempre meno sazia,
continua ad esser certa l’ingiustizia,
l’egoismo di pochi annienta gli altri,
si spera come a ogni Anno nuova vita.
.
Amori e sogni d’Anno bisestile.

Paolo Santangelo

Il canto della sirena

Sottile e increspato
o dolce creatura
lontano ho viaggiato
e non conosco paura
di terra, uomo, cielo
ne ho visto le forme
dagli occhi ho tolto il velo
nel sentiero le mie orme.
Ma quale voce potente
seta, roccia, mai uguale
che nessun mortale sente
e così vera appare
muta, brillante lama
di sole nel temporale
luccica, è di squama
o miraggio del male?
Canta, nascosta al giorno
guidami nell’oblio
perchè è da questo mondo
che desidero l’ addio,
non morte, nè dolore
cullami nelle tue note
mostrami l’ amore
nelle mie stanze vuote,
ma non siano di rabbia
i versi tuoi sublimi
e coprirò di sabbia
coloro che per primi
hanno scorto tra le onde
una figura misteriosa
che fugge tutte sponde
e di creder non si osa
e la mia sarà certezza
di tenerti sopra i flutti
e con semplice carezza
cancellare ciò che tutti
han voluto che tu fossi
solo voce, niente corpo
perchè dall’ invidia mossi
e grazie a te io son risorto
e te guardo, tu sei vera
e i miei giorni potrai cantare
ma ricordati alla sera
non ti lascerò più andare.

Gian Luca Sechi

Il matto della casa in fondo al vicolo

sono le quattro, ancora è notte
e lui
cammina a squarciagola
bambino incanutito e incomprensibile
si rivolge ai camini e alle girandole
berretto scivolato sulla nuca
la camicia sgargiante
quando lo coglie il sole nella piazza
ha fatto il pieno della sua nottata

i cani lo conoscono
restano silenziosi al suo passaggio
il suo sbraitare
arriva da ogni punto del paese

a volte si rivolge alla sua ombra
le parla oltre la spalla
credo che l’accompagni un suo custode
misterioso e invisibile

l’ho visto parlottare sul sagrato
a pecore e pastori d’un presepio
e con un cencio immaginario in mano
tergere il cielo a specchio
ad un passante che osservava zitto
_vieni con me _ gli ha detto
che qui son tutti savi da legare.

Cristina Bove

Quel tuo sguardo

Tu sai leggere i fiori
e non ti vanti.
.
Non so dove trovi l’azzurro
quando i chiodi ringhiano
e ci morde la sera
aguzza.
.
E te ne vai d’un sorriso…
A te da retta il vento,
lo annodi alle foglie pargole
e inventi musica
tra roghi di nulla.
.
Poi mi dici le mani.
.
Il mio profilo resterà
tra i tuoi occhi
e a malapena conosco
i primi versi,
l’incanto,
nella mia creta nera.

Stefano Lovecchio

Published in: on gennaio 1, 2012 at 07:24  Commenti (3)  
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Uve di mare

SEA GRAPES

That sail which leans on light,
tired of islands,
a schooner beating up the Caribbean
for home, could be Odysseus,
home-bound on the Aegean;
that father and husband’s
longing, under gnarled sour grapes, is
like the adulterer hearing Nausicaa’s name
in every gull’s outcry.
This brings nobody peace. The ancient war
between obsession and responsibility
will never finish and has been the same
for the sea-wanderer or the one on shore
now wriggling on his sandals to walk home,
since Troy sighed its last flame,
and the blind giant’s boulder heaved the trough
from whose groundswell the great hexameters come
to the conclusions of exhausted surf.
The classics can console. But not enough.

§

Quella vela che s’appoggia alla luce,
stanca delle isole,
una goletta che percorre i Caraibi
verso casa, potrebbe essere Odisseo,
diretto a casa sull’Egeo;
quella brama di marito
e padre, sotto acini aspri e raggrinziti,
è come l’adultero che sente il nome di Nausicaa
in ogni grido di gabbiano.
Questo non porta pace a nessuno. L’antica guerra
fra ossessione e responsabilità
non finirà mai ed è stata la stessa
per il navigante o per chi è a terra
e ora calza i sandali per incamminarsi verso casa,
da che Troia emise la sua ultima fiamma,
e il masso del gigante cieco sollevò la marea
dalla cui onda lunga i grandi esametri arrivano
alle conclusioni della risacca esausta.
I classici consolano. Ma non abbastanza.

DEREK WALCOTT

Alla luce delle stelle

Felice Anno Nuovo!

Spicchio di luna
brillante
piccole briciole di cielo
miriadi di stelle
scendono nei pensieri
tintinnando ai vetri
conducono i desideri sopiti
riafferrati da mano di angelo
donati nella notte
a chi non ha speranze
illuminando il sorriso
dei sogni più belli

Maristella Angeli

Published in: on gennaio 1, 2012 at 06:56  Commenti (9)  
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