
Forse ci amammo per quel comune odore
che ammutolisce il mondo visibile nell’erba;
dopo piovuto come un incanto
dopo il nudo, che viene nello specchio dell’acqua
quando è vento.
Forse il modo
con cui cantavo il seno tuo pudico
e inviolato:
uno scrosciare furbo d’uccelli spaventati
un vuoto cattedrale
che riempie il cielo quando fa giorno.
Forse i segni, hai amato su di me
delle pagine trascorse,
quel mio tenerti come una coppa d’orli mozzi
senza sprecarti mai una sorpresa
un bisestile
un’ora fatta a noci col miele.
Forse il suono
dei campanili stessi premuto nella testa;
quando amavamo stare nei campi
e non a casa. Quando le foglie del granturco
tra le mani
dicevano il futuro
e valeva qualche cosa.

… senza leggere il “Chi” ho subito riconosciuto la sostanziale rappresentazione della Poesia.
Se non è Poesia questa… illuminatemi.
Grazie ♥
é l’odore sai che non passa mai….grazie poeta!tinti
Poesia sorprendente che illumina più di un campo di grano, si sente il sapore della vita e il profumo dell’amore. Grazie caro Massimo per la bellissima emozione, un abbraccio.
Roberta
….dicevano il futuro e valeva qualche cosa…..in fondo è bello credere ancora nel futuro….
kicca
Una vastità di emozioni che riempiono la vita con l’amore
Dolcissima, bellissima
Patrizia
che bello rileggere il sogno….inimitabile amico mio…
Emozioni puri come l’aria nei campi in fiore. bellissima questa tua. Rosy
..che dire…emozionata ! un respiro di purezza , fiori ed amore “antico” .
astrofelia