
Il vecchio e lo specchio
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La mente che si stacca dal corpo ormai in declino; immagine che fa riflettere su che cosa siamo ma, finchè c’è la mente, si vive e c’è la Luce.
Sandra
Cara Sandra, grazie per il commento.
Non è che la mente si stacchi dal corpo in declino,
ma mi sembra che stia guardando un altro, uno sconosciuto. Questo da sempre. Un estraneo.
Vedo una persona alla quale penso di non appartenere e non conosco se questa sensazione capiti soltanto a me o a tutto il genere umano.
Comunque ho l’involucro che mi è stato assegnato
e procedo nell’attesa della Luce. Sono solo mente.
Paolo.
La mente che vive per suo conto,certo è così ma c’è ancora quindi una lanterna che scalda… .Tinti
Grazie Tintina, credo proprio che la mente viva
per conto suo. Adopera il corpo solo per le azioni,
visto che non siamo più telepatici.
Mi piacerebbe un supporto, un aiuto, una lanterna
che scalda: non è stata ancòra concepita. La mente è una rima, nel vuoto, brillante del Sempre, è il
nostro unico contatto con il Primo Creatore.Paolo
Uno specchio straordinario che accoglie corpo e mente un tutt’uno umano a cercare quell’altro tutt’Uno divino a cui tu fai riferimento, così almeno l’ho interpretata. Sicuramente non è facile accettare il cambiamento della vecchiaia, specie quando fiacca il nostro corpo e lo limita ma questo passaggio è inevitabile…necessario per tornare a quel fiore di Luce Eterna. Molto bella la tua poesia , splendida la chiusa. Grazie per la riflessione, un caro abbraccio.
Roberta
Cara Robertina, ti ringrazio per il gradito commento, tuttavia ora che sono un vecchio mi succede di più, ma è da sempre, dall’età della ragione che sento questo dualismo tra corpo e
mente. Anche col corpo fiaccato dagli anni e
dalle patologie (mi par d’essere Giobbe) la mente
è sempre immutabile. E’ quello che mi sforzo d’esprimere, ma non son compreso da tutti (ovvio,
solo per causa mia). Il fiore di Luce Eterna non
lo possiamo nemmeno guardare, ma il mio scopo è il
ritorno, tornare in Essa, a casa.
Con affetto, Paolo.
Caro Paolo, questa poesia mi fa molto riflettere.
Lo specchio a volte mi sembra che non dica il vero e mi chiedo:
se sono proprio io la figura riflessa.
Condivido il commento che hai fatto a Tinti.
Un abbraccio
Graziella
Cara Graziella, vedo che siamo in sintonìa, sembra
che la mente, sia migliore, se non superiore a ciò
che vedo riflesso allo specchio: è libera la mente, scévra del corpo, è una rima nel vuoto, brillante del Sempre, rappresenta la cosciènza,
la porta e l’essenza dell’anima. Quindi chi si
riflette allo specchio: cenere.
Con affetto, Paolo.
Caro Paolo forse sarebbe meglio non guardarsi allo specchio, anche a me succede vedere dall’altro lato dello specchio una persona che non conosco, più la guardo e più mi spavento…
Molto bella la tua poesia, fa salire a galla l’essenza sommersa.
un affettuoso ciao
Giuseppe
Carissimo Giuseppe, grazie del commento.
Nel confermare che ti sembra di vedere un altro,
anzi che te, sei anche umorista, con la facèzia
dello spavento, credo che tu non sia un mostro.
Si parla d’identità tra mente, “essenza sommersa”
(per te) la stessa di altro che è, che fu, che sarà
espulsa da stati di stadi più bui, nell’atto della nostra nascita umana. (Ciò succede anche, in ogni
pianeta abitato, nell’universo degli universi, per altri esseri non umani.)
Un altrettanto affettuoso ciao
Paolo.
La mente non accetta ciò che vede, si sente ancora giovane, vitale e non in declino come la persona riflessa nello specchio.
Una poesia molto bella, che fa capire come in noi c’è sempre un lato sommerso che vuole e deve, a mio parere, venire a galla.
Ciao, Patrizia
Ma che deliziosa rosa bianca. Cara Pat, grazie per l’attenzione.
E’ già tutto a galla. L’anima non invecchia, come
il corpaccio di vecchio riflesso allo specchio nel quale non mi riconosco, naturalmente parlo per me. C’è anche chi nello specchiarsi può ritenersi
daliziosa/o, ma ineluttabilmente invecchia.
Tuttavia la mente è una rima, brillante in un corpo pria adolescente, creato bambino che continuerà a vivere e sognare.
Ciao, Paolo.
Errata corrige:
“delizioso/a” anziché “daliziosa/o”.
Scusate, ho la tastiera un po’ consumata. P.
Ciao Paolo, ho letto questa tua stupenda,” sono mancata un pò ultimamente dal commentare.” mi ha fatto tanto riflettere! E senza accorgermene ho scritto questo: La vita è uno specchiarsi
sei lì difronte, esisti, e
poi svanisci
poiché tutto è in quell’istante
voli ad ale aperte
solchi e separi cieli
eppure non lasci traccia
navighi su acque, ma
della scia non rimane che acqua
come un proiettile miri l’arrivo
ma del percorso non c’è traccia.
R.G.
Mi hai dato un imput, e ti dico grazie, siamo solo il tempo che attraversiamo. un abbraccio Rosy
Cara Rosy, ma è bellissima! Del percorso non c’è traccia: è tutto in quell’istante. Tuttavia allo
specchio la mente non riconosce bene il corpo.
Essere in materia solo il tempo che attraversiamo è certo. E’ l’altra parte di noi.
Grazie del commento poesia, un abbraccio Paolo.
P.S.
La Rosa è il fiore di S. Valentino: è la tua festa
Reblogged this on PRIMO CREATORE.
La vita è un soffio, la morte è Vita !
“la “mia”
mente è una rima”, l’essenza in cui la poesia esprime e dà senso alla vita stessa. Versi intensi e toccanti.
Un caro saluto
Maristella
Grazie cara Maristella dell’attenzione e del
commento.
Nulla di eccezionale: siamo (sono) così.
Con affetto, Paolo