
Tra lecci e tralicci d’aria rarefatta,
in attesa di spicchi di cielo,
si consuma un altro giorno.
Vengono fuori albori autunnali
e piogge paleolitiche
a misurar ossa di dinosauri.
E’ l’alba del mondo, paludi gasate
e catene montuose che fanno il solletico
appena sott’acqua.
Son pensieri rappresi come lacrime di pioggia
nel grigiore del cielo.

Guardando il mondo ,anche con un raggio di sole oggi e forse domani se ne vede prevalentemente il grigio ,ahimè.Ciao
tinti
Ottima immaginaria descrizione della preistoria, origini dell’uomo: l’alba del mondo.
E, quale colonna sonora per questo bellissimo squarcio di preistoria, metterei l’attacco dell’ Also sprach Zarathustra di Richard Strauss ed anche (per dar speranza) la Sagra della Primavera di Stravinsky.
In effetti il magistrale Lorenzo usa queste immagini, fantasiose e forti, quali metafora di un’anima tormentata. Complimenti vivissimi Lorenzo. Piero
.
Un grigiore che denota tormento interiore tra immagini legate al preistorico e alla natura.
Complimenti, Patrizia
Un quadro primordiale alla ricerca di una intensità poetica che vada oltre il tempo. Molto bella.
Indubbia capacità di esprimere sentimenti ed emozioni attraverso immagini della natura, come solo Lorenzo sa fare.
Sandra
Una poesia molto malinconica che abbraccia il mondo a partire dal tempo dei dinosauri.
Sembra che il mondo, oggi come allora sia avvovto da una nuvola grigia
“in attesa di spicchi di cielo,
Molto rappresentativa
Giuseppe
Sono commosso. Non mi aspettavo tanti commenti e così positivi per questi semplici versi. Un grande grazie a tutti.
Condivido con gli altri. Bellissima!
Graziella
Non so come esprimermi, ma so che mi piace molto questo testo. ciao Lorenzo, Rosy