
Bambino
il pomeriggio d’estate
s’andava a riposare
solo il tempo
per uno sguardo
al campo dietro casa
e mi faceva paura
e mai avrei voluto
trovarmi lì
nel calore soffocante
in cui pareva
nessuno potesse esistere.
Dietro i vetri
il ronzio delle cicale
mi trascinava fuori
col pensiero,
dove tutte loro
in una moltitudine informe
cantavano per sé
cercando di spiccare
sulle altre,
senza sapere che
sarebbe arrivato l’inverno
a cancellare i loro
inutili sforzi.

…a cancellare i loro sforzi inutili….fa pensare,caro amico.Tinti
Un ritratto particolare dell’estate, con immagini belle legati ai ricordi d’infanzia. Trovo anche io particolare la chiusa, induce proprio a riflettere. Molto apprezzata
Patrizia
estate… inverno… quando le stagioni erano nella loro pienezza, e se ne coglieva il senso.
saggezze popolari sempre da apprezzare.
dimensioni in cui ti sentivi protetto, ma vedevi fuori
molto bella! azzurrabianca