
Dicono che repetita iuvant;
che il primo bacio è insipido, ma è il secondo che conta;
che il bis d’un minuto radioso
s’insaporisce d’un miele che ci sfuggì quella sera …
Ma l’anno che ritorna col suo rauco olifante
a soffiarci dentro le orecchie
l’ennesima Roncisvalle,
e ingrossa i fiumi, impoverisce gli alberi;
l’anno che nello specchio del bagno consegna
a uno svogliato rasoio la barba sempre più bianca;
l’anno che cresce su sé con l’ingordigia dei numeri,
sgranando sul calendario
il recidivo blues del Mai più …
chi oserebbe dire che meriti la festa del Benvenuto?
chi potrebbe giurare che non sia peggio degli altri?
Il male si moltiplica e repetita non iuvant.
Eppure … Eppure nella tombola arcana del Possibile
fra i dadi e il caso la partita è aperta;
gonfiano fiori insoliti il grembo d’una zolla;
lune mai viste inonderanno il cielo,
due ragazzi in un giardino
si scambieranno i telefoni, i nomi,
stupiti di chiamarsi Adamo ed Eva;
verrà sotto i balconi
un cieco venditore d’almanacchi
a persuaderci di vivere …
Crediamogli un’ultima volta.
GESUALDO BUFALINO

Crediamogli una ultima volta….bellissimo.Ci proviamo?tinti
Non amo Bufalino narratore. Ma questa poesia è fuori dal comune: forse è veramente così.abbiamo bisogno di illusionistiche conferme per
accettare la vita ,che non vuole conferme, che è resa difficile dai dolori che giungono inattesi, e dal dover finire . Non si sa quando. Ma è nell’esserci e nella sensazione del non durare, del momento senza luogo e senza tempo, che è il fascino del vivere.
In ogni istante ,senza accorgercene, rinnoviamo il nostro patto con la vita. E consultiamo almanacchi, tarocchi, astri per non sentire la responsabilità di averlo già fatto. Solo alla fine della nostra storia, diceva la Blixen, si preciserà il disegno della nostra vita. Ma è meglio che prima ascoltiamo con passione la nostra storia…
Grazie Gloria per esserci venuta a trovare, continua a seguirci!
(Massimo – blogmaster)