
Viene la nostalgia a sentir piovere,
e anche senza.
Perché ci siamo messi di fronte alla bellezza
ai fili d’erba e al sole
pietrificato negli occhi, come allora
che messo un po’ di fumo sul vetro lo rapimmo
nel mentre amoreggiava la luna a penzoloni.
Ci mise dei minuti senza la canottiera,
sembrava quando avevo mio padre là vicino,
nel letto dell’estate che aveva sponde bianche.
Bella, e dolce.
La nostalgia che fa quattro nodi ad un foulard
la nostalgia dei fianchi sui quali mi tagliavo
a fare il filo come alla mola, ed all’amore
il più pericoloso e sudato, il più normanno:
la sciabola e la spina dorsale, tutta nuda.

Nostalgia come consolazione e rifugio
Nostalgia di (…)amore/il più pericoloso
e sudato, il più normanno:/la sciabola
e la spina dorsale, tutta nuda.”.Bravo,
anch’io vivo di rimpianti.
grazie Paolo, un caro saluto
senza nessun rimpianto però
La nostalgia è dolce nenia di ballo ….scriveva qualcuno.Grande sei !tinti
E’ una nostalgia dolce-amara quella che leggo nelle tue parole ed è bellissima
Bravissimo Massimo, una poesia molto molto bella
Adorabile quella luna a penzoloni
Ciao, Pat