
Ci sono porti intravisti dal mare
e città sorvolate di fretta
dove arriva il tuo viaggio distratto
Bologna invece ti abbraccia
è visione emersa dal cuore
che sale da bassa pianura
e rossa di terra e di umore
innalza il tuo sguardo
e due dita a indicarti il suo cielo
Mi ricordo ero giovane un giorno
dei giorni padrone e dei sogni
Un sogno era là a portata di mano
ed io giocavo a pensarmi una vita
scegliendola nuova e diversa
nel grembo di madre benevola e opìma
scrigno turrito di amore e buon tempo
aperto al mondo e a tutte le strade
Ma gli anni passano e i sogni invecchiano
chissà mai se una Dotta insegnante
uno sbaglio di troppo mi avrebbe evitato?
Ora che imbianco vorrei chiederlo a lei
ma la trovo nebbiosa e distante
E’ una donna violata e percossa
la bella che perse un dì l’innocenza
tra un nero di sangue e di macchine bianche
e più allegra non danza sull’aia
ormai tutta sommersa di “neve“
Ma io con giovani occhi la guardo
come fanno in eterno gli amanti
e mi immagino scendere un giorno
sul sagrato di quella stazione:
ad accogliermi vedo già i musici
cantastorie sapienti e poeti
che il mio tempo hanno allietato
Loro sì che il mestiere conoscono
di scacciare quei neri fantasmi
e tra un sorso un accordo e un sorriso
torneranno a narrarmi gioiosa
di Bologna la sua favola antica.
Massimo Reggiani

Un Inno favoloso a Bologna. Un ricordo del tempo passato.
Un presagio del tempo a venire. Complimenti, Massimo per
questo capolavoro. Un abbraccio, Paolo.
malinconica, come gli atti d’amore migliori
Si… un vero inno a Bologna e al ricordo, piacevole vissuto e direi ora rinnovato. la poesia è meravigliosa, parole che vengono dal cuore, già sentita e molto piaciuta, un abbraccio Rosy
Che bella Bologna! Quanta poesia c’è in quella città.
Bravo Massimo
Simone
Massimo !
Sei il massimo . Grazie per avermi fatto leggere una “melodiosa” poesia
Cordialmente, Ciro
Grazie caro amico di avermi fatto vedere ,sentire una città che amo molto.Ciao .Tinti
“…Ero giovane un giorno, padrone dei giorni e dei sogni…”
Caro Massimo, Bologna o altro c’è una nostalgia spessa come un pezzo di mortadella, intrisa di malinconia difficile da far passare, anche con un sorso, un accordo, un sorriso.
Molto bella!
Magnifica!
Graziella
Bologna é pitturata coi pennelli del cuore…Stupenda!
ciao
Giuseppe
Il pulsare di una città riemersa nel ricordo nostalgico. Una ballata malinconica e bella. Complimenti Massimo. Piero
Massimo l’hai messa…. l’aspettavo. grazie, grazie infinite, non trovo altre parole nella commozione del ritratto che hai fatto. davvero bellissima. e grazie per essere venuto da noi, a Bologna. la prossima volta speriamo sia ancora un giorno migliore
Alessandra