Ho perso qualcosa
As/satira/ti

le colpe dei matrimoni al tramonto
sono nuore e suocere
e a conti fatti non saprai mai
se il fallimento di moglie avrà gravato di più
o meno sulla bilancia che quello di madre
o se con la fortuna che ti ritrovi
finirai per pagarle entrambe.
Da bambini si crede che tutto sia infinito
si corre a cerchio perché ci si ferma sempre
nel punto di partenza.
da grandi si cammina incerti su quel che sarà
tuttavia consci che ogni attimo che passa non fa
che aumentare la distanza dal punto di dove si è partiti.
da vecchi si è troppo stanchi per correre, troppo deboli
per camminare. si sta seduti al tramonto della vita
a fare i conti con se stessi e si finisce poi per credere che tutto
finisce, rimproverandosi di esser stato cosi sciocco da credere
di essere immortale. sciocco per non aver mai smesso di credere.
che un bruco diventi farfalla non importa. egli finisce di essere un bruco.
ecco il punto. o che le foglie morte si dividano in mille particelle e
in altre mille vite si trasformino.
non per questo troveranno se stesse, la memoria che avevano di sé.
o che diventino poesia nulla cambia di certo non cancelleranno
le angosce del Poeta, né la sua tristezza immensa.
ti accorgi di aver vissuto cercando tuttora un senso e mentre la fine arriva
ti aggrappi alla vita con le unghie e ti spaventa sperare non perché
la tua pelle sia diventata simile ad una corteccia raggrinzita e non sei
che un tronco malato da abbattere ma perché temi di sbattere la testa
nella delusione più grande senza rimedio stavolta, perché
non ti è concesso altro tempo;
se solo che la morte approvasse, almeno lei che tutto finisce o quasi
e si trasformi in un’altra occasione, una seconda vita magari.
se solo l’autunno non fosse un seduttore fatale che andando
lascia un vuoto agghiacciante
ma un amante dolce e premuroso che fa bruciare di passione
i rami, tremare d’amore le foglie.
I Poeti indossano giacche usate

che stanno in molti armadi. e sono di diverse taglie.
li modificano a piacere con l’abilità dei migliori sarti
tanto che ognuna che pare confezionata a misura.
ma i Poeti spesso sono sarti anonimi
che nessuno conosce, tranne la penna
anonima a sua volta che sta
nel taschino all’interno con le sue iniziali cucite.
accade talvolta
leggendo una poesia e sollevato ti accorgi
che il cappio al collo non è che il nodo della cravatta
che pian piano s’ allenta.
Assenza di te

Piovo d’incertezze
fotografate
in triangoli di luce.
Tra le ombre
ho mille mani che tacciono
i sentieri del cuore.
Fumo l’assenza
che oltrepassa
l’adiacente orizzonte
dei tuoi occhi
sono goccia
che ti sfiora appena
tra i versi sbiaditi
di quel che fummo
senza memoria.
Il cuore del Poeta

ha battiti che migrano in molti cuori.
lasciano, andando, uno stupore di intima
comprensione -
il sapore nostalgico di una parola amica
sul germogliar di labbra.
L’uomo nasce figlio di molte madri

che sia nel grembo protetto o al seno della madre attaccato
un imbranato che corre dietro la sottana della prima ragazza
o dalle labbra di un bacio appeso.
che sia confuso davanti ad un altare scambiando le fedi e promesse
d’amore e tuttavia felice
o diventato padre si commuove mentre tra le braccia tiene un figlio suo
o al matrimonio di una figlia, affidandola ad un uomo che non sia lui
o settantenne magari che alla moglie borbotta le stessi frasi di una vita;
sposarti è stato la mia condanna; il caffè è pronto? la camicia stirata?
per poi prenderla dolcemente per mano mentre con lei passeggia e
dirle in silenzio guardandola che perderla sarebbe peggio di morire
egli rimane sempre un bambino.
è il bambino di tutte le donne della sua vita.
che si atteggi da strafigo facendo lo stupido con le altre
di aspetto colto e sicuro di uno in carriera o raffinato e gentile
d’altri tempi cavaliere
o uno di quelli che credono di poter tutto che giocano con altrui destini
a testa o croce.
che sia un poveraccio con il cuore nella mano e un sogno nel petto
che offre poesia e petali sbiaditi di rose finte
o il bastardo di turno uno come tanti che lascia il segno, di chi non ci si
può scordare
è uomo se tale soprattutto e spesso soltanto
dinnanzi a se stesso.
la fama, il potere, la forza, la ricchezza, nulla contano se poi
non raggiungono la fine prefissa, il vero intento;
conquistare lei che tutto possiede – la donna interamente, almeno
una sola volta -
non il suo corpo caldo, seducente, desiderato, abusato,
stuprato più volte da se stessa anche, né il suo cuore ferito,
spezzato, amato, donato, venduto persino da alcune
ma la mente sua
che genesi è di tutte le cose, caos e ordine, oblio e vita,
fonte di guerre e meraviglie
la mente di colei ch’è sempre in fuga di mistero in mistero
e tuttavia ferma
– perché figlia anche lei di quella imperfezione
che rende umani –
prigioniera a sua volta dell’inganno sottile della vita.
I sogni sono le ali segrete dei bambini

i bambini tutto possono e il cielo non è
che un prato azzurro ove correre scalzi.
i sogni sono le loro ali segrete.
da grandi ci si ritrova invasi dai cassetti
e con le tasche zeppe di chiavi
costretti a decidere se sia il caso di aprirli
e spiccare il volo sopraffatti soltanto dalla vita
o disfarsi delle chiavi una volta per tutte per
trovarsi alla fine con null’altro
che un misero pugno di rimpianti.
Albania – Canale d’Otranto 1997 (sola andata)

Finirà!
anche questo paradosso
che si ostina a confinarci, con Macedonia
Janine, Montenegro, Kosovo , e il mare!
Il treno è già partito
biglietti solo andata
in questo ponte che ci lega
con il dolore delle madri, dei padri
fratelli e sorelle, che sono morti anche loro
in questo lutto di uomini, donne, bambini e vecchi
Solo il mare, può nascondere alla notte, i suoi segreti!
…mentre le ricerche, continuano…
Invano. Altri, prendono il treno della speranza
senza ritorno.
Quella…era, l’America di noi albanesi
e non fu scoperta da Cristoforo Colombo,
ma da quest’anime senza quiete, che perdono
tra queste onde di tradimenti, questi cuori senza cuore.
Eppure…
ci sarà qualcuno che la notte, gli fanno compagnia,
gli incubi, perché io mi domando:”Come si può?
come si può addormentarsi, su quelle grida d’aiuto
sui pianti di quei bambini innocenti che galleggiano
in questo mare colpevole, pur senza colpa
come si uccidono i sorrisi all’alba della vita
Come, come si uccidono i sogni, ancor in grembo???”
Finirà!
Anche questo paradosso, e verrà,
anche per queste mura di sopravvivenza, radicati
nel cuore dei Balcani, nobili, quanto la loro storia
quel giorno in cui si aprirà un po’ di cielo,
per pregare per quest’anime, per questi dolori senza tombe
dove poterli piangere, portar loro dei fiori
per ricordarli…
Nelle rovine della città antica,
non è rimasto più nessuno, tranne quella madre
vestita di nero che tuttora aspetta
il ritorno del treno Albania – canale d’Otranto
Chi li ha smarriti i biglietti del ritorno???
Chi sono i colpevoli???

