
Bonifica il mio cuore
che par palude e fango,
ho canne conficcate ai piedi,
aceto sulla bocca,
baci di Giuda
a tradire la pelle mia.
E cade acida
la pioggia sulla casa delle paure
lasciando l’odore di orti
dagli occhi vuoti.
Pescatori in riva al fiume
parlano di donne andate via
e oggi anche i pesci son morti
assieme alle navi del porto,
balene grigio acciaio
spiaggiate sul mare
ad accompagnare i giorni dell’addio.
Ho chiesto una preghiera
in prestito a dio
che avesse il colore del grano
per vederti tornare
nelle messi di giugno
gravide di spighe e pane,
ma cade sulla strada la mia fede,
un digiuno questa notte
fatta di uomini in croce
che non vogliono perdonare
le mani mie vuote,
bianche di neve
e non ho più fiato di gridare,
persa nell’ombra la voce.











