Inevitabile incastro

Non sento redenzione in altra forma
che d’arte non sia quella di danza,
amatoria, fino a schiena e reni in arco
a trovare braccia come virile appiglio.
Impulsiva una scossa dietro l’altra
viscerali fino al punto d’impazzire.
Ogni tanto recupero il mio corpo
tra una resa, una seconda ed ancora…
non c’è verso d’affrancarlo, è tuo
e tu non frani che tra i capelli miei.
Oltre la vita scesi,  lunghi sui lombi,
scarmigliati dal ritmo incalzante.
Contatti ed adesioni combacianti, poi,
del mosaico l’inevitabile incastro,
la perfezione fatta donna / uomo, noi.
Avverto le tue mani possessive
andarmi sopra, gelose come di me
e d’impeto riscattare la spossante
aspettativa della rinuncia mia a lottare…
E’ apogeo!
Del piacere riscuoti il vertice,
apice smaniante di quel bene attirato,
quanto sognato, che ora s’incarna
e diviene amplesso… mentre m’arrendo
docile per a te capitolare paga.

Daniela Procida

Quella redola

Il mio corpo è marchiato,
impresso indelebile,
nel disegno tuo, foggia,
che in me prende spazio
alle mie notti durando oltre,
fino alle luci abbacinanti,
quelle di giorni solitari e tristi
che non mi lasciano vedere,
ansiosi, d’attesa fiaccante,
mancando il tuo sale, vitale,
condimento di pasti sciapiti.
Penso all’aria da respirare
che intensa si frappone,
ci tiene distanti e… e…
parte l’affanno, il tormento,
di un lavoro che sa di pazzia:
scudisciarla!
Come a reciderla, io violenta,
quella fitta boscaglia, da incubo,
ottenebrante ossessiva pressione
su fulgida brama di quella redola
che senza possibile replica
mi pretende e trascina… da te.

Daniela Procida

Mentre vado

Spoglia di parole,
allarmata, attonita
resto,
a pensar di tutto
e non poterlo dire.

Di lemmi disadorna,
triste, pur faconda
resto,
celate frasi a leggere
di velate sconfessioni.

A brandire il coraggio,
quello d’agire, d’impulso
resto,
per osare l’azzardo
e… non aver riscontro.

Smarrita e afflitta
resto…
mentre vado, nientedimeno,
con la sporta in spalla
di derelitte mie banalità.

E mai più banalmente di così,
mentre vado, banale poi perchè,
amando chi non m’ama,
ancor più banalmente,
mentre vado, piango di me.

Daniela Procida

Published in: on aprile 27, 2012 at 07:03  Commenti (5)  
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Dissolvenza

Si dissolve facile
il vigore del dover essere
nel seducente desiderio
di realizzarne la volontà.
Come frecce di ghiaccio
freddo fuoco esso infligge
all’ingenuo pianto di lacrime.
Sulle sane incertezze infuria
dubbi che sanno di voglie
e innanzi a chi pondera
soltanto quel che emerge,
strugge parole imprudenti
rivolte a scolpire la reale
sostanza dell’essere.

Daniela Procida

Dove…gli istanti

A valle vanno
ad accozzarsi
caliginose nuvole
quando deluso
sosta il sonno ferito,
spento bagliore
d’un giorno malfermo.
Rotolare cieco
d’inesorabile fumoso
morire d’istanti.

Daniela Procida

Published in: on aprile 2, 2012 at 06:54  Commenti (2)  
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Ora

Ho ingoiato suoni tra le parole
che avrei voluto ignorare,
ho carpito contorni d’anime
che avrei voluto sbiadire,
ho perso volti nello specchio
che avrei voluto sfiorare,
ho smarrito redini tra le vie
che avrei dovuto serbare.
Ora solco somme di errori
sfido assidui maremoti
sola naufrago dispersa
tra desideri incompiuti.

Daniela Procida

Published in: on marzo 20, 2012 at 07:20  Commenti (6)  
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Senza pudore

Quando a sera
lembi propago
a piovra di me,
oltre me,
scopro
avvincermi
al ricordo,
bramando
senza pudore
trarre dal suo
il mio piacere.

Daniela Procida

Published in: on marzo 9, 2012 at 07:02  Commenti (3)  
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Sarà

Non ricadrà sugli omeri miei
il crine che ieri carezzasti,
s’ondulerà morbido ancora domani
come tregua finale sulla tua spalla,
compagna di chi t’ha dedicato speranze
i mille volti del tormento
i mille ed uno dell’esultanza.
Avrà il colore sciupato delle rughe,
piene, quelle della nostra vita,
la levità ed il peso dell’unione
o l’utile amarezza di certe strane fughe.
Colerà il benefico riposo con l’ennesimo scontro
e la resa compirà il talamo avviato
del sogno lungo che giurammo.
Fumigando d’incenso le ferite
ci planeremo liscio l’uno dentro l’altro,
si tergeranno le anime di pace
nel confortevole amplesso delle ultime sere.

Daniela Procida

Cosa e chi?

Cosa già prenderò da me
se e quando prosciugata
sarò esangue arida arteria
nel lago di linfa dispersa?
Se e quando assetato
proverà il mio gusto andato
chi userà la propria ghirba
per nutrirsi in ricordo?

Daniela Procida

Published in: on febbraio 13, 2012 at 07:41  Commenti (4)  
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Scintilla

A ridosso d’ogni novella notte
al crepuscolo dei tardi pensieri
un ricordo resiste oltre, lontano.

Di passo in passo incede quieto
bussa paziente che gli si apra
e di senno si schiude il bocciolo.

Snudasi la memoria ai rimpianti
in paura di vedersi felici quando
sprezzate si ebbero le ore sane.

Vacilla ora l’estremo esiguo
brandello di gioia smarrita,
sciupata scintilla di vita tutta.

Daniela Procida

Published in: on febbraio 2, 2012 at 07:21  Commenti (7)  
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