Non esiste metro di fallimento

se [non] sai da dove nasce.

L’infanzia, qui, non c’entra.

E’ in età matura
che si aprono le porte
delle proprie fusioni insolventi.

L’infanzia, qui, non c’entra.

Nella vita ti foderi
di tasselli mancanti
in continuo (forse), sperato divenire.

Il baratro è un metro di misura
che vive di continua valutazione
ispiratoria, sognante, idealizzante.

Le braccia si arrampicano
scivolose
raccogliendo(si) dagli specchi.
Nonostante tutto.
Son consapevolezze.
Lasci alle spalle l’infanzia
e cresci sui [tuoi] profumi.
Salvando il fiore, il suo stelo.
Compreso le spine che t’illudi
di aromatizzare nei colori.
Nei colori nel tatto.
Nel [suo] vaso di puro germoglio.

L’adolescenza [non] c’entra.

-Son nuove strade, nuovi cementi.
senza fiori/odori-

Le scelte iniziano ad essere soggettive
oggettivamente osservate
da chi si prende cura di te
anche col solo pensiero
di pensare a te.
In concreta assenza.

S’inizia a bollire la [s]bronza
dove l’infanzia c’entra
ma senza fallire la conquista
d’un essere “costruzione”.

Camminando ancora,
seguendo l’invisibile oggettivo
che ti ha reso
colui a cui gli altri non interessa,
colui a cui l’umano non sa entrare.

Glò

Musica e “pignate”

In mezzo alla passione
metto sempre
musica e padelle:
entrambe lasciano ascoltare
i gusti prima del loro sapore:
in bocca abitano
spessori che fuggono
nella digestione d’un bel ricordo.

Ora son sempre di fretta
da qui
al momento d’un successivo
farmi avanti nelle eccezioni
che ancora non conosco.
Mi ripeto in default o coscienza
questo ancora non lo so
se non quando tra le mani
m’accorgo d’aver un capello bianco.

Torno tra i sogni miei,
tra le canzoni ascoltate mille volte
_o forse più
mentre nell’ ubriachezza del ricordo degustato
riaffiora quel profumo di seta
scioltosi nella pettinatura demodé,
ma non ha importanza più:
la vita sa fermarsi anche così…

Glò

L’ Osservazione del [mon] Se

Mi accompagno in una qualsiasi anteprima d’appoggio.
Constatando che tra le punteggiature esiste
un effimero alcolismo da strapazzo, ma non folle
di dis/egualiata dis/umanità.

E’ possibile che osservo tutto al buio?
Forse anche no.

Lo strimpellìo d’un bagliore
mi toglie di dosso ogni bavaglio
accappucciato per difesa,
MA
non per l’invisibile trauma
del non voler capire [me].

Glò

Published in: on aprile 23, 2012 at 06:49  Commenti (4)  
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Mani

Cambio metodo, sai?
Impavida e spavalda
tra suoni d’aria
in correnti viaggiatrici
onoro la mia difesa
perdonandomi dalle colpe
inflitte solo da me stessa.
 
E’ sempre così.
 
Mi strazio ramificata
in estensioni di pensiero
che poi diventa vita mia
         in conchiglia
               in tana
forse in egoismo opportuno.
 
Mi tocco in forme
d’energia fluente
-ora-
cospirata da galleggianti
matasse roventi
da sbucciare
poi…
nella gestualità
    dello specchiarmi
mi si sgrana un corpo
di pelle rassicurata
da una nuova primavera.
 
Frenetico, rispettoso.
 
Caloroso nella freddezza
impiccato a metà
d’una negazione
da inventare…
per una nuova bugia illusoria
da raccontare.
 
Efficace?
No. Se la pelle lasciata
per strada non emana
quel po’ di vero
che sa fare piccola differenza
nella gestualità
d’accoglimento
del diverso

Glò

“Mal de vie”

cosa esterniamo noi in realtà?
una facciata di pillole ingrata verso la vita
dove indifferenza e miseria
son cementi da svergognare
per essere in sintonia con l’aggravio
del sincero mal d’esistenza.

Nessuna pennellata di mascara potrebbe salvare
l’indizio d’una lacrima umana
scremata dal colore della vita primaverile
inverosimile, stagnante,
abbuffata di sazietà liberalizzate.
Balbuziente rimango in atono singhiozzo di lacrima
che non ha dignità perché il suo valore
è contrapposto alla diffidenza di qualsiasi miglioramento.

Glò

Viaggi direzionali

Ecco la vela,
la serratura da cui posso salpare.
La brezza mi elabora
evacuandomi
da incertezze precarie,
dall’aria tesa e rarefatta
molto spesso taciute
da inutili ossimori troppo dettagliati
-quasi coerenti nella loro sinonimia-.
In apparenza
lancio al futuro prossimo
passati da resettare
(s’intende… per pura passione)
irrompendo di parole protette
la culla delle molteplici direzioni.

Glò

Published in: on marzo 18, 2012 at 07:17  Commenti (4)  
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Calda protezione

Non occorre essere sensibili
al cospetto d’orrori
all’odor di sangue retribuito
in calda accoglienza e protezione
dalle moderne bufere.

S’infrange la legge
di suprema intelligenza
ora che la cultura evoluta si fa strada
su cementificata salvezza
delle infinite specie viventi.

Nulla giustifica
la sofferenza
delle vite innocenti
delle grida penetranti
offesi da derisioni e leggerezze
di mani che uccidono
sotto un alone di grande ricchezza pregiata.

Glò

Altra esistenza

Esiste il tempo d’uno strapazzo
non voluto per il semplice motivo
d’un ascolto non desiderato.

Esiste il tempo delle libellule
nel ricordo d’un temporale fulminante
che accresce il desiderio
di tornare indietro nel tempo
dove tutto si può costruire
senza l’arroganza
della umana speculazione.

Esiste il tempo del vento irrequieto
che accorcia distanze labiali
irrilevanti nelle loro interpretazioni.

Eppure in tutte queste bugie
si aggregano ori spezzati
da suoni d’abbaglio;
è nel loro ermetismo che si nascondono
fiabe di noi
che stiamo vivendo
nelle incarnazioni
delle nostre ricche proiezioni.

Glò

Luce dei miei giorni

E’ che so amarti
nel sorriso d’una lacrima
che,
fuggendo,
si lascia
rimboccare da morsi
d’abbagli continui…

avvolgendomi
di tua presenza
la mia vita
nei millesimi
di tempi diversi
diventa eterna

nel trovarti
riscopro
cerchi intoccabili
di futuri
a venire
in soluzioni
diversificate…

E’ un semplice spessore
vissuto
accanto ad un ieri
mai pensato…
e nemmeno sperato
nel tocco di profumo
diventato nostro.

Glò

Published in: on febbraio 13, 2012 at 07:46  Commenti (9)  
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[In penombra]

Mi chiedo, a volte,
quante sono le volte
che volteggiamo intorno
a delle note che sanno imprimere
notevoli cambiamenti direzionali
… aprendo vita a mani, a verità
di cui solo ne scaviamo
arcobaleno d’esistenza nell’ascoltare
ciò che ci succede
DAVVERO
non solo dentro.
Nel profondo.

L’umiltà
non è un pregio che sanno
interpretare in molti.

Passano le ore
senza redenzione
verso noi stessi
cancellando impronte
di chi sa esistere in noi
senza che ce ne accorgiamo.

Glò

Published in: on febbraio 2, 2012 at 07:24  Commenti (6)  
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