.
Non ho
soldi i tasca
nè mani sante
per guarire
le piaghe della Terra.
Eppure…
il mio cuore
è un’arca
che accoglie
tutti gli esseri
maltrattati,
mentre
le braccia
impotenti
vorrebbero
cullare il Mondo.
.
.

Ti attendo
alla mia finestra
sospesa nel vuoto
quando
il cielo si dilata
di blu – violetto.
Odo
i tuoi passi
setosi
frusciare
nel silenzio
denso
di malinconie.
San
di miele
i tuoi baci
mentre
mi cingi
collane indaco
a illuminare l’anima.




Son venuta
a trovarti
all’ospizio
nel reparto
malati terminali,
dove
i tuoi figli
ti hanno abbandonata.
Guardo
il tuo corpo
martoriato
e ti siedo vicino.
Non parli
ma sorridi
con gli occhi
e la bocca sdentata.
Dalle mani
ferite
posate
sulla coperta
spuntano
fili d’erba.
Ho visto il sole incandescente
salire sui tetti.
Dall’Ade
riemergo
la cappa nera
poso.
Viandante
ritorno
sulle strade dell’inquietudine
a cercare
il respiro
della sapienza.

oltre
i semafori rossi
nella pioggia
purificante
di Marzo.
Raccogliersi
in un cantuccio
luminoso di me.

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