Se sai che vuol dire

odiare,
hai mai odiato
l’Amore
quello che rima
con fiore e cuore?
Sai che vuol dire
sentire
di non meritare
di sentirlo
di non meritare
di poterlo rubare
e insieme
che sia una figura
così lontana
e così piccola
che nemmeno merita
il tuo interesse?
Capisci quanto sembri
non umano
odiare l’amore?

Nicole Marchesin

Published in: on aprile 13, 2012 at 06:57  Commenti (3)  
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Ti ricordi di quando

ascoltavamo le canzoni
e credevamo nei segni?
di quando ogni stupida
coincidenza
era destino?
Respiravamo
senza rendercene conto
e sulla neve
eravamo angeli
Ti ricordi di quando
avevamo freddo
e non ci importava?
Di quando ridevamo
vedendoci ridere?
Le giornate iniziavano
d’autunno e finivano
d’estate
Sai dirmi quando
le coincidenze
hanno smesso
di essere destino?

Nicole Marchesin

Published in: on marzo 29, 2012 at 07:47  Commenti (5)  
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Disonesto con me – e crudele

Come lo è il bambino che tortura la lucertola
Una risposta così maleducata
A me – che non ti avevo chiesto niente

In quel verde sporco non ho visto altro
Che la spensieratezza di quella cascata
Che tempo fa si riversava su di me…
Questa volta la sua spuma
Non si calmava nel solito specchio d’acqua

Ma spariva in una voragine così nera
Che l’avrei detta un tappeto di formiche
Per la sensazione che avevo sulla pelle -
Ora vedo che nulla si muove – perchè era il Vuoto:

Ero piena di aria nera – stagnante
Forse un po’ umida – e di un silenzio
Così profondo che le mie orecchie caotiche
Hanno preso a fischiare

Sei stato Disonesto con me – ed io
Non ti avevo chiesto niente
Volevo solo passare un altro po’ di tempo
In quel luogo scrosciante
Soltanto ascoltarlo – non volevo berne

Quando sedevo sul grande sasso
In riva a quel fresco lago
Ne sentivo il calore ed il Movimento nel profondo
E mi nutrivo di quella leggerezza…

Ma era solo uno splendido quadro
L’acqua fresca solo olio secco
Come anche la profondità di quel lago
Un quadro firmato «Disonestà»

Nicole Marchesin

Sicura che per tutta la vita sarò

Sul punto di soffocare – le pareti
Della mia gola franano ad ogni colpo
Di vento – bloccando la strada
A merci che non arriveranno mai

A farsi odorare – ne’ gustare
Perché ogni profumo ed ogni essenza
Che sfiori la mia lingua sono più invadenti
Di un’intera montagna che crolla nel Mare.
Ma non possono dissolversi

Consapevoli come sono del loro peso
Insostenibile cercano di nascondersi – di non
Farsi trovare – e forse non le vedo
Ma il loro peso non possono
Farlo portare via dai gabbiani affamati.

Così la montagna affoga nell’acqua salata:
Le mie lacrime non sono che gli schizzi
Di quell’enorme infrangibile aguzzo scoglio
Di pietra – che quando non riesce ad essere

Dolcemente lambito dalla brezza della spiaggia
Non sopporta il calore e la luce accecante
Che mi permetterebbe di riconoscerlo
E sprofonda nel mio Mare rosso sangue

Nicole Marchesin

Spero che potrai perdonarmi

Se il solo colore che riesco a darti
È quello dell’alone della luna sulle nuvole
L’arcobaleno più freddo che da qui si possa vedere
E, mio caro, il freddo io lo amo…
Ma è pur sempre notte – pur sempre buio..
Anche se sono i colori più belli che abbia mai visto,
E una volta dolcemente mi dissi che
La Notte, in fondo, è il minore dei mali -
È pur sempre buio intorno

Nicole Marchesin

Published in: on gennaio 19, 2012 at 07:17  Commenti (5)  
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Tra i nostri passi paralleli

Tra i nostri passi paralleli, che ora
Nell’illusione della prospettiva
Si incontrano – solo ora la gioia!

Ebbene, lui – che distorce i lineamenti e comprime le tue scure sfere
Lui riesce a trapassarmi – come l’albero d’Inverno:
I rami secchi – come aghi sembrano infilzarsi
Nel cielo azzurro – pallido puntaspilli, come il mio pallido corpo
Ed anche la mia ombra riesce a vedere il tuo spoglio stupore!

Nicole Marchesin

Mi sarei accontentata

Di sfiorare i tuoi occhi
Come smalto trasparente –
Non ti saresti accorto di me – se non
Per un discreto luccichio

Invece – presuntuoso – hai pensato
Volessi cavarteli – e portarli via con me -
Hai avuto paura –
Ma non puoi permetterti
D’esser vigliacco
Quando le tue stupide paure
Sradicano i sorrisi
Di una semplice compagnia

Nicole Marchesin

Published in: on dicembre 26, 2011 at 07:50  Commenti (5)  
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Cuore deforme di felino selvatico

Ogni passo – un agguato
Ogni riposo – in allerta
Ogni sguardo – famelico

Ma quanto saprebbe essere delicato
Se solo la vittima non avesse paura!
Se solo non fuggisse
E lo guardasse negli occhi!

Sarebbe uno sguardo d’amore profondo
E nessuno sarebbe più al sicuro di quella preda -
Ed i suoi occhi pieni del suo respiro
Limerebbero il cuore deforme dell’obbligato felino

Nicole Marchesin

Published in: on dicembre 10, 2011 at 07:27  Commenti (7)  
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Se solo sapessi come andarmene da me

Senza dire Addio
A tutto questo Cielo indecente
Se esiste un modo per salutare educatamente
Questa maledizione – che non odio
Perché a suo modo mi vuole con sé
Vi prego, ditemelo

Ve ne prego – prima che io scompaia
Dentro di lei – e non trovi più una strada -
Perché sono troppo indifferente
Per essere così vicina a quel trofeo
Dopo cui il nero è così nero
Che ad ogni luce che saprà filtrare
Riderò in faccia

Così forte da farla dubitare – per poi
Voltarle le spalle – ed accettare l’invitante
Proposta di crudeltà del mio rassegnato scuro.
Quel momento è vicino – ed io
Mi sento troppo a casa
Quel momento in cui
Tutto sembrerà crudelmente Ridicolo
E dalla Tristezza non potrò tornare

Nicole Marchesin

Published in: on novembre 28, 2011 at 07:05  Commenti (6)  
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Sono la preda preferita

di me stessa.
Perché non mi è concesso
di avere un cacciatore –
di aver paura di un lupo
da cui poter scappare?
Come posso fidarmi di un corpo
disgustato dalle parole
che vogliono aiutarlo?

Nicole Marchesin

Published in: on novembre 17, 2011 at 07:02  Commenti (6)  
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