Una voce soccorre,
una voce sincera,
ma che sferza e flagella.
Sùbito come fiamma.
mi levo, e grido: per te
mi batto seguimi,
mi batto per l’Amore.
.
Amor tiepide stille
del mio sangue, sorella.
Nelle sue strette spire
una serpe m’avvolge,
lentamente, mi pone
il giogo, e pigramente
succhia tutto il mio sangue.
.
La serpe ha tratto la sua
vendetta con il veleno
fraterni Umani, non tutti
generosi e fieri, mentre
sussurro una canzone fioca,
pacatamente, io mi sento
morire. Con i miei fiori
in mano, adesso esangue.
Ciao! Sorrisi d’amor,
sogni d’oblìo, il mondo
è ancora bello e se d’intorno
di pianti echeggia l’aria,
nobile è più, sebben mai
mi negò quell’arte solitaria:
la Poesia.
Una voce sincera sferza e flagella
Una voce soccorre,
una voce sincera,
ma che sferza e flagella.
Sùbito come fiamma.
mi levo, e grido: per te
mi batto seguimi,
mi batto per l’Amore.
.
Amor tiepide stille
del mio sangue, sorella.
Nelle sue strette spire
una serpe m’avvolge,
lentamente, mi pone
il giogo, e pigramente
succhia tutto il mio sangue.
.
La serpe ha tratto la sua
vendetta con il veleno
fraterni Umani, non tutti
generosi e fieri, mentre
sussurro una canzone fioca,
pacatamente, io mi sento
morire. Con i miei fiori
in mano, adesso esangue.
Ciao! Sorrisi d’amor,
sogni d’oblìo, il mondo
è ancora bello e se d’intorno
di pianti echeggia l’aria,
nobile è più, sebben mai
mi negò quell’arte solitaria:
la Poesia.
Ecco quando

Questa fiaccola inerte,
dolorosa, chiamata civiltà
è scossa, è scossa illusa,
in tenebre più fitte,
mentre stiamo ancora
calpestando l’orme dei bruti.
Ma forse già nel cielo
i primi raggi incerti,
evanescenti annunziano
lontano il tremular del Giorno.
E forse già son pronti
martireroi, di vera
Altra e Superba Vita
fuori dagli Universi,
cantando vittoriosi.
E vedremo la Luce.
Nel vivere per sempre.
Gli uomini risorti
s’aiuteranno,
nella pace regina,
col lavoro di tutti,
mai più lotte insane
per sempre. Né guerre,
né ingiustizie…
La nuova età, la Splendida,
s’inizierà nel nuovo
mondo: fissi nel lampo
magico del vero,
altri occhi vedranno
il NomeVerbo: Amore.
Incontrare l’amor tra giochi e risa
In una gioia spumeggiante come
sprizzo: non conoscesti che amore,
la più divina e tremenda delle
nostre tristezze, ché la felicità
più completa sgorga da un apogèo
di sofferenza.
.
Lenta nel cammino, Tu andasti oltre ..
e di Te non vidi più che penombra,
crescere a dismisura sul deserto.
Mentre l’ultimo sole a te spariva:
Tu partivi per sempre. Dato ho tutte,
intiere le spighe.
.
Del mio campo, le più care ricchezze:
incontrare l’Amor tra giochi e risa.
Al lume delle stelle, spigolo il resto
che hai lasciato per me, non hai raccolto
nel mio povero sito, abbandonate
cadùche dietro Te.
Paolo Santangelo
Se in altri pianeti fossero insetti giganti
A me, per ora, basta
la formica,
la coccinella è sempre
soffiata via dalla finestra
da un foglio di giornale,
sul quale è stata “fatta” salire,
“spintaneamente”, mentre
cammina, magari in verticale
sul vetro.
.Per le zanzare, pidocchi mosche ed altri parassiti dannosi all’umano, no: sono caino. .
Gli scarafaggi non godono della mia simpatia, senza contare i vermi . . . a noi utili e non. .
Altri nostri condòmini sono creature inconcepibili, anche dentro di noi: sapete che l’uomo ospita altre vite per la propria stessa sopravvivenza. .
La ventura o il caso, vivere questa vita, nella città, a contatto di questo rimasuglio di natura, inquinata da effetto di radiazioni nostre e non, senza molte specie mutanti d’ un vasto giardino comunale: al terzo piano, d’un condominio grosso, popolare, mi diverto dalla stanza da bagno a fare il naturista ignorante, entomologo, parassitologo e biologo. .
E mi studio . . . aspettando: e se in altri pianeti fossero insetti giganti?
Tu, sole, hai la falce della morte
UMANI: NON CON . . . QUESTI OCCHI
che cosa
debbo darvi
come prove:
siete, siamo, tutti fasulli e . . . intanto,
nel remoto remoto, nessuno leggerà
quello – che è stato scritto – e sarà scritto,
da me, da voi, dal previssuto Alighieri,
anzi da tutti,
ALMENO NON CON . . . QUESTI OCCHI,
.NON SPECIE, NON PROGENIE, ALTERANTI PROBOSCIDI ACCATTIVANTI CLITORIDI VITA ESTREMA FULGIDA COME UN LAPILLO E VACUA E VAGA COME DA ESTERNO FURORE ETERNO VANO. . VINCOLO PER LA VITA IN CUI NON SIAMO MA STAREMO PER SEMPRE FINO A CAPIRE. . Oltre l’Anima non c’è nulla che scende o che sale verso il Tutto, l’anonimo astrale prova anche lui come noi da culla del tempo alla fine del viaggio. . Coraggio: ne abbiamo bisogno, col sogno dell’ ultimo abbaglio la vita terrena per noi. Travalica i sensi fittizi dell’essere umano, arriva in sinapsi, di sensi mai occorsi, che ora son morsi dal vivere eterno a noi occulto, ché ancora non siamo all’altezza di Loro e di Lui. Di Lui: leggerà i fatti nostri - senza occhi - in un modo diverso.
Sembra d’udire un blando mormorio
Io scrissi, scrissi, scrissi, scrissi.
Scritti tra un tramonto ed un’aurora,
come sospiri di morenti cose,
tra cadere di foglie lieve e lento
sotto il bianco silenzio della neve.
.Sembra d’udire un blando mormorio mentre la giovinezza si scolora come canzone antica dissepolta d’amore, una lusinga anima vana come edera s’avvincerà tenace. . Corre una nube, naviga lontana solcando va l’azzurrità silente, a un tratto fatta più sicura, audace il vento quando appar meno si sente Cadon le foglie nella buia sera.
Il pianeta azzurro

Mille croci
d’argento irradiano
dal mare, in risacca
sugli scogli: raggi
del sole, come dardi
luccicanti di pioggia,
trafiggono,
in continua caduta,
il pianeta azzurro.
Big Crunch Apocalypse

I
Primo CreatoreMente
fulgida, viva,
sempre pensa
alla nostra stanza
d’aspettativa.
Senza dolore,
senza
sentimenti, lucida,
fredda.
.
E vive,
in atàvico
del passato
il ricordo,
della fine
il futuro.
.
Termini umani
per la descrizione
mai ci saranno:
solo . . . pensieri.
Dell’ apocalittico
ritorno:
.
II
.
Rosso
e tanto
più fugace, quanto
più atroce.
Rimbombo
fino a squarcio
di udito.
Disintegrato
umano
in solo istante.
.
Macro risucchio
nella notte,
il Caos:
.
Spasimo
fuggente che ritorna
nel nero opaco
d’ eterno d’ infinito
finito.
.
Implosione
orrenda, continua
e ciò che era
il nostro
Universo
si restringe, si imprime
e con il tutto
atrocemente
assembla
uomini e cose,
case, mare e montagne
coi cieli e con le stelle
e tutte
le galassie
lontane insieme
in unico, infinitesimo
pesante,
tra quàsar e pùlsar,
senza
distinzione
tra la materia
e la luce . . . :
.
III
.
Invisibile,
greve,
pesante,
si riaffaccia
in altra
Dimensione
ed ecco . . .
.
l’ inimmaginabile
Esplosione . . .
.
Nel Nuovo,
di Nuovo,
col Nuovo,
Cosmo ancòra,
galassie
stelle ed altri
mondi:
nuova,
divisa da Materia,
vivida Luce . . .
.
IV
.
Nel Silenzio
spande -
d’ un colpo annichilando
la particella in sé
e trasformando massa
in energia –
-
Fuori dal Nuovo
ecco,
la Mente,
Fulgido evento
di pensiero
puro
.
in ricomposta ripetuta
stanza d’ aspettativa,
senza dolore,
senza sentimenti d’ uomo,
lucida,
fredda
senza
speranza -
.
E PLURIBUS
UNUM
ed al Tutto
Niente -
.
di cambiare,
magari in meglio,
di tutti gli Esseri
la Vita.
Il suo candido manto d’ermellino
Il monte
ribelle s’aderge
fiero, ancor per ora,
bianco di ghiacci: sue catene avvinto,
cinto di nubi e stagliato d’azzurro.
.
Il suo candido manto d’ermellino
discende in cento rivoli
sempre di più cantando,
con un tinnante murmure e argentino;
ma è un canto triste…
.
Ché perde le sue sengie in rocce nere:
freme ogni tanto in quella forza
fiera, sovrana
sull’uomo, che semina di croci
e di preghiere la paura d’ignoto
e dell’ agghiaccio
più fiòco
