Sempre si troverà una donna

Sempre si troverà una donna,

che, fredda e lieve,

compatendo e un poco amando,

ti plachi come un fratello.

Sempre si troverà la spalla di una donna

dove, abbandonata la testa scapestrata,

tu possa respirare con ardore

e a cui possa affidare il tuo ribelle sonno.

Sempre si troveranno gli occhi di una donna

che, smorzando il tuo dolore,

in parte almeno, se non proprio tutto,

vedano la tua sofferenza.

Ma c’è una mano

che ha particolare dolcezza

quando la fronte tormentata sfiora,

come l’eternità e il destino.

Ma c’è una spalla

che, un mistero il perché,

in eterno ti è data, non per una notte sola,

e questo tu da tanto l’hai capito.

Ma ci sono occhi

che appaiono sempre tristi,

e sono gli occhi del tuo amore e della tua coscienza,

fino ai tuoi ultimi giorni.

Ma tu vivi malgrado te stesso,

e quella mano, quella spalla,

quegli occhi tristi non ti bastano…

Quante volte in vita li hai traditi!

Ma eccolo, arriva, il castigo.

<<Traditore!>> – ti schiaffeggia la pioggia.

<<Traditore!>> – i rami ti sferzano il viso.

<<Traditore!>> – rimbalza l’eco nel bosco.

Ti rattristi, ti agiti, ti tormenti.

Non saprai perdonare tutto questo a te stesso.

E solo quella mano diafana perdona,

anche se grave l’offesa,

e solo quella spalla stanca

perdona adesso e perdonerà ancora,

e solo quegli occhi tristi

perdonano quello che non si può perdonare.

EVGENIJ ALEKSANDROVIC EVTUSHENKO

Ho infilato a un ramo una poesia

Ho infilato a un ramo una poesia,

che lotta e non si lascia afferrare

dal vento.

Mi chiedi: <<Sfilala, non scherzare>>.

La gente passa. Guarda. Si stupisce.

L’albero brandisce la poesia.

Non dobbiamo discutere. Dobbiamo proseguire.

<<Ma non te la ricordi>>. – <<E’ vero,

però domani te ne scriverò una nuova.

Vale agitarsi per simile sciocchezza!

Non pesa certo al ramo una poesia.

Te ne scriverò quante ne vorrai.

Per ogni albero – una poesia!>>

Ma più avanti, come saremo?

Questo forse presto lo dimenticheremo?

No, se andando avanti diverrà difficile,

ci sovverrà di dove, in piena luce,

un albero brandisce una poesia,

e sorrideremo: <<Dobbiamo proseguire>>.

EVGENIJ ALEKSANDROVIC EVTUSHENKO

Non capirsi è terribile

Non capirsi è terribile -

non capirsi e abbracciarsi,

ma benchè sembri strano,

è altrettanto terribile

capirsi totalmente.

In un modo o nell’altro ci feriamo.

Ed io, precocemente illuminato,

la tenera tua anima non voglio

mortificare con l’incomprensione,

né con la comprensione uccidere.

EVGENIJ ALEKSANDROVIC EVTUSHENKO

Tra vergogna e paura

E allora, aquila bicipite,
verso dove abbiamo preso il volo
con una ignominiosa nuova gloria,
verso le tormente cecene?

Là, per vergogna e paura,
sulle vette guardarsi
negli occhi l’un l’altra
due teste aquiline non potranno.

Chi ti strappò le penne
sopra ceneri e polvere?
No, non fu scelta aquilina -
tra vergogna e paura.

EVGENIJ ALEKSANDROVIC EVTUSHENKO

Published in: on dicembre 27, 2009 at 07:28  Commenti (2)  
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