Io son sì stanco

Io son sí stanco sotto ‘l fascio antico
de le mie colpe et de l’usanza ria
ch’i’ temo forte di mancar tra via,
et di cader in man del mio nemico.

Ben venne a dilivrarmi un grande amico
per somma et ineffabil cortesia;
poi volò fuor de la veduta mia,
sí ch’a mirarlo indarno m’affatico.

Ma la sua voce anchor qua giú rimbomba:
O voi che travagliate, ecco ‘l camino;
venite a me, se ‘l passo altri non serra.

Qual gratia, qual amore, o qual destino
mi darà penne in guisa di colomba,
ch’i’ mi riposi, et levimi da terra?

FRANCESCO PETRARCA

Amor piangeva, et io con lui tal volta

Amor piangeva, et io con lui tal volta,
dal qual miei passi non fûr mai lontani,
mirando per gli affetti acerbi e strani
l’anima vostra de’ suoi nodi sciolta.
Or ch’al dritto camin l’ha Dio rivolta,
col cor levando al ciel ambe le mani,
ringrazio lui, che ‘ giusti preghi umani
benignamente, sua mercede, ascolta.
E sé, tornando a l’amorosa vita,
per farvi al bel desio volger le spalle,
trovaste per la via fossati e poggi,
fu per mostrar quanto è spinoso calle,
e quanto alpestra e dura la salita,
onde al vero valor conven ch’uom poggi.

FRANCESCO PETRARCA

Solo et pensoso

Solo et pensoso i più diserti campi
vo mesurando a passi tardi e lenti,
et li occhi porto per fuggire intenti
ove vestigio uman l’arena stampi.

Altro schermo non trovo che mi scampi
dal manifesto accorger de le genti,
perché ne li atti d’allegrezza spenti
di fuor si legge com’ io dentro avampi.

Sì ch’io mi credo omai che monti et piagge
et fiumi et selve sappian di che tempre
sia la mia vita, ch’è celata altrui.

Ma pur sì aspre vie né si selvagge
cercar non so, ch’Amor non venga sempre
ragionando con meco, et io co · llui.

FRANCESCO PETRARCA

Published in: on febbraio 14, 2010 at 06:59  Commenti (3)  
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