Ehi, della vita!

REPRESÈNTASE LA BREVEDAD DE LO QUE SE VIVE, Y CUÀN NADA PARECE LO QUE SE VIVIÒ

“¡Ah de la vida!”… ¿Nadie me responde?
¡Aquí de los antaños que he vivido!
La Fortuna mis tiempos ha mordido;
las Horas mi locura las esconde.

¡Que sin poder saber cómo ni a dónde
la salud y la edad se hayan huido!
Falta la vida, asiste lo vivido,
y no hay calamidad que no me ronde.

Ayer se fue; mañana no ha llegado;
hoy se está yendo sin parar un punto:
soy un fue, y un será, y un es cansado.

En el hoy y mañana y ayer, junto
pañales y mortaja, y he quedado
presentes sucesiones de difunto.

SI RAPPRESENTA LA BREVITÀ DI CIÒ CHE SI VIVE, E QUANTO APPARE NULLA CIÒ CHE SI È VISSUTO

“Ehi, della vita! Nessuno mi risponde?

Qui tutti gli anni passati che ho vissuto!

la fortuna ha addentato il mio tempo;

le ore le nasconde la mia pazzia.

Che io non possa sapere  come nè dove la salute e l’età siano fuggite!

Manca la vita, rimane il vissuto,

e non c’è calamità che non mi circondi.

Ieri fu, domani non è ancora giunto;

oggi se ne sta andando senza fermarsi un istante;

sono un fu, e un sarà, e un è stanco.

Nell’oggi e nel domani e ieri congiungo

pannolini e sudario, e son rimasto

eredità presente di defunto.

FRANCISCO DE QUEVEDO Y VILLEGAS

Dalla torre

DESDE LA TORRE
Retirado en la paz de estos desiertos,
con pocos, pero doctos libros juntos,
vivo en conversación con los difuntos
y escucho con mis ojos a los muertos.

Si no siempre entendidos, siempre abiertos,
o enmiendan, o fecundan mis asuntos;
y en músicos callados contrapuntos
al sueño de la vida hablan despiertos.

Las grandes almas que la muerte ausenta,
de injurias de los años, vengadora,
libra, ¡oh, gran don Iosef!, docta la emprenta.

En fuga irrevocable hoye la hora;
pero aquélla el mejor cálculo cuenta
que en la lección y estudios nos mejora.

§

Ritiratomi in pace tra i deserti
in compagnia di pochi libri dotti,
vivo in conversazione coi defunti
e sto a sentire coi miei occhi i morti.

Se non sempre compresi, sempre aperti,
incitano o correggono i miei assunti,
ed in muti armoniosi contrappunti
parlano al sogno della vita desti.

Le anime grandi escluse dalla vita
le libera dal tempo, vendicandole,
o grande don Josef, la dotta stampa.

Nel corso irrevocabile dell’ore,
qualcuna d’esse segni a suo favore
che leggere e studiare ci migliora.

FRANCISCO DE QUEVEDO Y VILLEGAS

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