Tacere

CALLAR

Callar, callar. No callo porque quiero,
callo porque la pena se me impone,
para que la palabra no destrone
mi más hondo silencio verdadero.

Reina el silencio, el obrador austero
que un puente entre dos músicos compone,
para que el labio enmudecido entone
hacia dentro, hasta el pozo, el salmo entero.

Yo bien quisiera abrir al sello el borde,
desligar a las aves del acorde
y en volador arpegio darles cielo,

si no temiera que al soltar mi rama
en vez de dulce cántico del celo
sonara la palabra que no ama.

§

Tacere, tacere. Non taccio perché voglio,
taccio perché la pena mi si impone,
affinché la parola non detronizzi                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       il mio silenzio più autentico e profondo.

Regna il silenzio, l’artefice austero
che fra due musiche compone un ponte,
affinché il labbro ammutolito intoni
verso l’interno, fino all’abisso, il salmo intiero.

Io vorrei aprire il bordo del sigillo,
svincolare gli uccelli dell’accordo
per dare loro cielo in un volante arpeggio,

se non temessi che lasciando andare il mio ramo
invece del dolce cantico ardente
suonasse la parola che non ama.

GERARDO DIEGO

Published in: on febbraio 18, 2014 at 07:07  Comments (2)  

Speranza

ESPERANZA

¿Quién dijo que se agotan la curva el oro el deseo
el legítimo sonido de la luna sobre el mármol
y el perfecto plisado de los élitros
del cine cuando ejerce su tierno protectorado?

Registrad mi bolsillo
Encontraréis en él plumas en virtud de pájaro
migas en busca de pan dioses apolillados
palabras de amor eterno sin
carta de aterrizaje
y la escondida senda de las olas.

§

Chi ha detto che hanno fine la curva l’oro il desiderio
il suono giusto della luna sul marmo
o la perfetta plissatura delle elitre
nel cinema che esercita il suo tenero protettorato?

Perquisite il mio taschino
Vi troverete piume in funzione di uccello
briciole in cerca di pane tarlate divinità
frasi d’amore eterno senza
carta d’imbarco
e gli occulti sentieri delle onde

GERARDO DIEGO

Published in: on settembre 27, 2012 at 06:53  Comments (3)  

Notturno

NOCTURNO

Están todas

También las que se encienden en las noches de moda

Nace del cielo tanto humo

que ha oxidado mis ojos

Son sensibles al tacto las estrellas

No sé escribir a máquina sin ellas

Ellas lo saben todo

Graduar el mar febril

y refrescar mi sangre con su nieve infantil

La noche ha abierto el piano

y yo las digo adiós con la mano

§

Ci son tutte

Anche quelle che si accendono nelle notti alla moda

Nasce dal cielo tanto fumo
che mi ha ossidato gli occhi

Son sensibili al tatto le stelle
Non so scrivere a macchina senza di esse

Esse sanno tutto
Graduare il mare febbrile
e rinfrescare il mio sangue con la loro neve infantile

La notte ha aperto il piano
e io dico addio con la mano

GERARDO DIEGO

Published in: on marzo 25, 2012 at 07:29  Comments (2)  
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Perchè quando ti parlo

¿Por qué cuando te hablo
cierro los ojos?
Yo pienso en aquel día
y en que tú me los cierres
– esperanza infinita -,
a ver si mis palabras
– costumbre larga mía -
pueden más que la muerte.

 §

Perché quando ti parlo

chiudo gli occhi?

Io penso a quel giorno

In cui tu me li chiuderai

- speranza infinita -,

per vedere se le mie parole

- mia lunga abitudine –

possono più che la morte.

GERARDO DIEGO

Published in: on ottobre 26, 2011 at 07:29  Comments (2)  
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Le tre sorelle

LAS TRES HERMANAS

Estabais las tres hermanas,
las tres de todos los cuentos,
las tres en el mirador
tejiendo encajes y sueños.

Y yo pasé por la calle
y miré… Mis pasos secos
resonaron olvidados
en el vesperal silencio.

La mayor miró curiosa,
y la mediana riendo
me miró y te dijo algo…
Tú bordabas en silencio,

como si no te importase,
como si te diese miedo.
Y después te levantaste
y me dijiste un secreto

en una larga mirada,
larga, larga… Los reflejos
en las vidrieras borrosas
desdibujaban tu esbelto

perfil. Era tu figura
la flor de un nimbo de ensueño.
… Tres erais, tres, las hermanas
como en los libros de cuento.

§

Stavano le tre sorelle

le tre di tutti i racconti

le tre nel belvedere

tessendo incastri e sogni

E io passai per la via

e guardai….I miei passi

risuonarono obliati

nel silenzio della sera

La maggiore guardò curiosa,

e la mediana ridendo

mi osservò dicendomi qualcosa

Tu adornavi in silenzio

come se non t’importasse

come se ti facessi paura

E poi mi perdonasti

e mi comunicasti un segreto

In una grande  veduta

lunga, lunga……. Sfumavano

i riflessi nelle vetrate

indistintamente

E il tuo slanciato profilo

la tua figura

era il fiore in una nube di sogno

Tre erano, tre le sorelle

come dentro un libro di racconti

GERARDO DIEGO

(traduzione di Marcello Plavier)

La tua infanzia

Y tu infancia, dime, ¿dónde está tu infancia?,
que yo la quiero.
Las aguas que bebiste,
las flores que pisaste,
las trenzas que anudaste,
las risas que perdiste.
¿Cómo es posible que no fueran mías?
Dímelo, que estoy triste.
Quince años, sólo tuyos, nunca míos.
No me escondas tu infancia.
Pídele a Dios que nos desande el tiempo.
Volverá tu niñez y jugaremos.

§

E la tua infanzia, dimmi, dove sta la tua infanzia?
Perché io la voglio.
Le acque che bevesti,
i fiori che calpestasti,
le trecce che annodasti,
i sorrisi che perdesti.
Come è possibile che non fossero miei?
Dimmelo, sono triste.
Quindici anni soltanto tuoi, e mai miei.
Non mi celare la tua infanzia.
Chiedi a Dio che rifaccia il tempo:
tornerà la tua infanzia e giocheremo.

GERARDO DIEGO

Published in: on novembre 22, 2010 at 07:42  Comments (2)  
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Chitarra

GUITARRA

Habrá un silencio verde
todo hecho de guitarras destrenzadas

La guitarra es un pozo
con viento en vez de agua.

§

E sarà un silenzio verde,
tutto fatto di chitarre sfilacciate.
La chitarra è un pozzo
con vento invece di acqua

GERARDO DIEGO

Published in: on giugno 29, 2010 at 07:37  Comments (3)  
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Davvero?

 

¿DE VERAS ?

 ¿De veras necesitas de mis rimas,

te alientan, te alimentan en tus claras,

en tus oscuras soledades raras

- tú, vórtice, epicentro, alud de climas -?

 Cuando te extrañas y sin ti te intimas

y tu propia oquedad desenmascaras

y ya no oyes la piedra que arrojaras

alma abajo en la sima de tus simas,

¿pueden mis versos remontar el vuelo

por tus cóncavas playas interiores?

 pueden acariciarte, alzarte un cielo,

encenderte un anhelo de rubores,

susurrarte un dulcísimo martelo

de sílabas en flor para que llores?

 §

Ti servono davvero le mie rime?

Ti dan cibo, coraggio, nelle terse

tue oscure solitudini squisite

- tu, vortice, epicentro, climi in frane -?

 Quando ti alieni e senza te ti insinui

e l’intimo tuo vuoto hai smascherato

e non odi la pietra che hai scagliato

giù per l’anima all’imo dei tuoi abissi,

i miei versi potranno rivolare

nelle concave spiagge tue interiori?

 potranno accarezzarti, alzarti un cielo,

accenderti un tremore di rossori,

sussurrarti dolcissimo un assillo

di sillabe fiorite, e tu ne pianga?

GERARDO DIEGO

Published in: on dicembre 10, 2009 at 07:25  Comments (1)  
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