
E poi son solo. Resta
la dolce compagnia
di luminose ingenue bugie.
SANDRO PENNA

E poi son solo. Resta
la dolce compagnia
di luminose ingenue bugie.
SANDRO PENNA

Negli azzurri mattini
le file svelte e nere
dei collegiali. Chini
su libri poi. Bandiere
di nostalgia campestre
gli alberi alle finestre.
SANDRO PENNA

Il sole di settembre indora i canti
degli operai. E’ già lontano il tempo
quando vinti al gran sole i nudi corpi
turbavano il mio cuore. Adesso brilla
deserto il fiume. Ritornato è l’uomo
in piedi. Io rido a più sereno amore.
SANDRO PENNA

AUTUNNO
Il vento ti ha lasciata un’eco chiara,
nei sensi, delle cose ch’ài vedute
- confuse – il giorno. All’apparir del sonno
difenderti non sai: un crisantemo,
un lago tremulo e una esigua fila
d’alberi gialloverdi sotto il sole.
SANDRO PENNA
…(SORELLA NERA, OSCURA ASSENZA, MORTE)
Plana sul giorno
l’abitudine
col suo paracadute
e tutto sfuma
Sciolti i contorni
incerti i desideri
sfumate le certezze
infranti i sogni
perdute le carezze
addentano la realtà
Vivrò di voi
vivrete di me
perdutamente soli
Solo l’inciampo
d’una stessa morte
– sicuramente imprevista -
ci soccorrerà
Silvano Conti


Se desolato io cammino… dietro
quel soffio di colline, nella notte
tepida e buia, steso su una zolla
è forse un giovanotto ad occhi aperti.
Ognuno è solo, ma con vario cuore
riguarda sempre le solite stelle.
SANDRO PENNA

Se la vita sapesse il mio amore!
me ne andrei questa sera lontano.
Me ne andrei dove il vento mi baci
dove il fiume mi parli sommesso.
Ma chi sa se la vita somiglia
al fanciullo che corre lontano …
SANDRO PENNA

Mi nasconda la notte e il dolce vento.
Da casa mia cacciato e a te venuto
mio romantico antico fiume lento.
Guardo il cielo e le nuvole e le luci
degli uomini laggiù così lontani
sempre da me. Ed io non so chi voglio
amare ormai se non il mio dolore.
La luna si nasconde e poi riappare
- lenta vicenda inutilmente mossa
sovra il mio capo stanco di guardare.
SANDRO PENNA
Se son malato vago tra la folla
del sobborgo. Ma l’umido grigiore
invernale mi rende triste e solo.
A soffi sale sulla via un afrore
caldo da una palestra sotterranea
ove giovani e nude belve assalgono
nemici immaginari, in basso a scatti soffiando.
Un vecchio mendicante guarda,
con me, la scena senza nostalgie.
SANDRO PENNA

Qui è la cara città dove la notte
alta non ti spaura. Amici
solitari qui passano e ti danno
uno sguardo d’amore. O tu lo credi…
SANDRO PENNA

| L | M | M | G | V | S | D |
|---|---|---|---|---|---|---|
| « apr | ||||||
| 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | |
| 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 |
| 14 | 15 | 16 | 17 | 18 | 19 | 20 |
| 21 | 22 | 23 | 24 | 25 | 26 | 27 |
| 28 | 29 | 30 | 31 | |||
Blog su WordPress.com. | RSS 2.0 | Comments RSS 2.0 | Tema: Quentin.




