Il canto del dubbio

 

Tace nella notturna estasi il cielo:

come d’oblìo profondo

in un magico avvolto immenso velo

cade nel sonno il mondo.

- O luna! apporti al core, che le aspetta,­

le soavi novelle?

Ancor m’ama? – Risponde: – È tardi, ho fretta:

domandalo a le stelle. -

Da le stelle qualcun par che mi guardi

pietoso… – Oh dite! ancora

m’ama? – E gli astri rispondono: – È già tardi,

domandalo all’aurora. -

Mesta l’aurora ecco dal mar salire

Velata insino ai piedi.

- M’ama? – Chiedo. Risponde: – Io nol so dire;

alle nubi lo chiedi. -

E delle nubi alla crescente notte

Ecco il mio grido suona.

Rispondono con lagrime dirotte:

- Povero cor!… Perdona! -

VITTORIA AGANOOR POMPILJ

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