Ma voi potreste?

A un tratto impiastricciai la mappa dei giorni prosaici,

dopo aver schizzato tinta da un bicchiere,

e mostrai su un piatto di gelatina

gli zigomi sghembi dell’oceano.

Sulla squama d’un pesce di latta

lessi gli appelli di nuove labbra.

Ma voi

potreste

eseguire un notturno

su un flauto di grondaie?

VLADIMIR VLADIMIROVIČ MAJAKOVSKIJ

Così anche con me

Perfino la flotta rientra al porto.

Perfino il treno corre verso la stazione.

E io verso di te ancor più,

perché io amo,

sono proteso e attirato.

Il cavaliere avaro di Puskin scende

ad ammirare e frugare nei suoi sotterranei.

Così io

ritorno a te, o amata.

Mio è questo cuore:

lo ammiro.

Voi tornate a casa contenti.

Vi raschiate la sporcizia,

radendovi e lavandovi.

Così io

ritorno a te,

e andando

verso di te,

non vado forse a casa?!

Il grembo terrestre i terrestri accoglie.

Noi torniamo alla nostra meta finale.

Così io

verso te

Inesorabilmente tendo,

anche appena separati,

e persi di vista appena.

VLADIMIR VLADIMIROVIČ MAJAKOVSKIJ (da “Amo”)

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