Così rispettata, così nera

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Così rispettata, così nera, tutta circondata di cure,
tutta piccoli garresi, tutta aria e attenzioni,
tutta che si sbriciola, tutta che fa coro –
umide zolle della mia terra e libertà…Nei giorni della prima aratura è nera fino all’azzurro,
e disarmato ci si fonda il lavoro –
mille colli di voci che corrono arate:
c’è qualcosa di sconfinato, si vede, in questi confini.E tuttavia la terra è svista e testa della scure.
Non la ottieni supplicandola, non buttarti ai suoi piedi:
come un flauto che marcisce fa spalancare le orecchie,
come un clarinetto mattutino raggela l’udito…

Come fa piacere lo strato di grasso che arriva sul vomere,
com’è stesa la steppa nel rivangare di aprile!
Dunque salve, terra nera: sìì forte, tutt’occhi…
neroeloquente silenzio del lavoro.

OSIP ĖMIL’EVIČ MANDEL’ŠTAM
Published in: on marzo 31, 2015 at 09:10  Comments (1)  

A volte la tristezza

A volte la tristezza

Insiste discreta

nel parlottar coi ricordi

dietro la porta socchiusa;

poi subitanea nasce

dal profumo di un fiore,

dal sorriso di una foto,

dal pianto di un bambino

dal suono di un violino.

Ti stringe forte il cuore

o dolce t’accarezza

nel riportarti l’ebrezza

di un antico amore.

Allora smetti di lottare,

cedi, la lasci entrare,

t’avvolge e come d’incanto

sgorga liberatorio il pianto.

 Alberto Baroni

Published in: on marzo 31, 2015 at 07:46  Comments (5)  

Eclissi

Che cosa hai fatto
bambola triste che porti catene?
Quale colpa adorna di corda
il bianco tuo viso gentile?
La mia rabbia si volta ad Oriente
ed ancora si chiede perchè
nel giardino dell’Impero Celeste
ogni notte si eclissa la luna.

Il Temporeggiatore

Ogni anno in Cina vengono eseguite 1800 condanne a morte.  Molte delle vittime sono donne.

Published in: on marzo 31, 2015 at 07:28  Comments (6)  

Tra due fiori, il tempo

Ti raccolsi allora

tra sconosciuti sobbalzi di respiri.

 

Sottovoce,

forse ancor più piano

nel rincorrersi lievi di sospiri

ora

ti ho sentito:

“…non è pensiero triste

sfiorire accanto a un fiore”.

 

Giampietro Calotti C.

Published in: on marzo 31, 2015 at 07:20  Comments (5)  

Il tuo cuore

Sul cuore

Ascolto con meraviglia

il tuo cuore,

la testa sul petto,

batte col suo ritmo

regolare, sincopato.

Ascolto il flusso

del tuo sangue,

come un fiume

che scorre, fluido, dolce,

lo accarezzo lieve, amorevole.

Mi confondo in esso

ed entro nella vita

ed oltre attraverso te,

per donarti la mia emozione

ed accogliere la tua.

Sto così bene

abbandonata qui con te,

che vorrei che

questo adesso

fosse per sempre.

 

Piera Grosso

Published in: on marzo 31, 2015 at 07:02  Comments (3)  

Dove nessuno mai

Mi scuoti, remoto,

l’argine ingannevole d’oblio

le dita contratte

in quello spasmo d’amore

che tramuta l’orgasmo in un delirio tremulo.

Non le costole

o i seni appoggiati al tuo fianco

ma il tocco che oltrepassa il cuore

lì, dove nessuno è arrivato mai.

 

astrofelia franca donà

Poesia premiata con menzione d’onore al Concorso Letterario “ Il 21 a primavera “ pubblicata all’interno dell’ Antologia AA.VV. Il 21 A PRIMAVERA – Tributo ad Oriana Fallaci – Associazione CircumnavigArte -

Published in: on marzo 30, 2015 at 07:41  Comments (6)  

Fotografia dell’11 settembre

Sono saltati giù dai piani in fiamme –
… uno, due, ancora qualcuno
sopra, sotto.

La fotografia li ha fissati vivi,
e ora li conserva
sopra la terra verso la terra.
Ognuno è ancora un tutto
con il proprio viso
e il sangue ben nascosto.
C’è abbastanza tempo
perchè si scompiglino i capelli
e dalle tasche cadano
gli spiccioli, le chiavi.
Restano ancora nella sfera dell’aria,
nell’ambito di luoghi
che si sono appena aperti.
Solo due cose posso fare per loro –
descrivere quel volo
e non aggiungere l’ultima frase.
 .
WISŁAWA SZYMBORSKA
Published in: on marzo 30, 2015 at 07:30  Comments (4)  

La follia

Ma dove stanno i pazzi, veramente
non mi interessa in fondo di saperlo
se le rotelle vanno infatti lente
il senno non riesci a trattenerlo.

Tutto oleato non puoi mantenerlo
il giudizio non sempre è risplendente
e il senno non si può in fiale berlo
ci vuol dell’altro a lucidar la mente.

Rimane solo il pesce congelato,
di quello fresco io mi fido poco
vivo ci sembra e invece è stagionato

si disfa tutto appena sente il fuoco.
Per cui del venditore camuffato
gira alla larga e non stare al suo gioco.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on marzo 30, 2015 at 07:25  Comments (2)  

Il mare

Ti guardo seduta sugli scogli
con il pensiero mi tuffo tra le tue onde
sogno di andare lontano trasportata dalle correnti
dentro di te non sarei sola
un mondo sconosciuto mi aspetta.
I colori che celi mi inebriano
Vorrei conoscerti negli anfratti più nascosti
esplorare i tuoi fondali
coprire tesori antichi che raccontano gloriose avventure.
Tutto questo può succedere solo nella mia fantasia
Non ho mai avuto il coraggio di immergermi nelle tue acque
Anche se mi affascini, ti temo, tra noi non ci sarà mai un contatto.

Gianna Faraon

Published in: on marzo 30, 2015 at 07:22  Comments (3)  

Ho chiesto aiuto ai murales

Mural

Ho chiesto aiuto ai murales
di fronte alla casa
per un consiglio d’autore.

Strillavano spot populisti
tanto per farsi ascoltare
gesticolando come gocce
di sudore sul muro.

Portavano segni del loro dolore
incastonati tra costole e scapole nude
e bandiere asfaltate da sangue rappreso
e da tanti morti ammazzati.

Sfidando consensi avanzavano inutili
su strade di carnose speranze
per poter ricordare i giorni dell’ira.

Lorenzo Poggi

Published in: on marzo 30, 2015 at 07:03  Comments (1)  
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