Qui es-tu, messieur Gauguin?

gauguin

Paul Gauguin – Autoritratto “Buongiorno, signor Gauguin”-1889

 

Quel est ce trouble,

questo cercare in tondo

dentro a un colore o a un’anima in turbolenza?

Io vedo un uomo tenere testa a cieli poderosi

e tracciare campiture di una terra

fatta di zoccoli e calvari.

Vedo cuffie pesanti come un malanno

e donne come alberi sottili

tacere alle ombre.

Quelle est ce fuite

verso donne dai capezzoli d’ambra?

Io lì vedo ancora feticci di paure

e vitali esuberanze

vedo una nostalgia candida

e la gloria di un sintetico assoluto.

 

Anna Zucchini

Published in: on dicembre 7, 2016 at 18:48  Comments (2)  

Non qual lucertola al sole

Prima al sole le lucertoline stanno
ferme tra l’erbe e solo il capin lor
si muove poi ecco lì un muro alto
e pronte a danzar strisciando sono
e con le crepe lì a nascondino tra
i matton giocare al sole io sto pure
fermo coi miei pensieri e tanti
cupi pesanti e altri più leggeri
strisciar non so ma striscian sì
nei labirinti della mente quelli
e a nascondersi vanno solo i belli
ritornan dopo il gioco le lucertoline
al sole ma alla mente più tornan più
a rallegrarla i miei pensier più belli

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on dicembre 7, 2016 at 07:47  Comments (2)  

I nostri errori

I nostri errori spesso non notiamo
a lor pensiamo quando è troppo tardi
quando dei danni fatti ci accorgiamo
e allor diciamo di essere testardi.

Invece, sempre un po’ vigliacchi siamo
ci comportiamo come i gattopardi
al male seminato poi pensiamo
dopo che in mano scoppiano i petardi.

La perfidia spesso in mente frigge
guardiamo sol a quel che ci conviene
l’odio la tenerezza ognor sconfigge.

Oggi doniamo amor poi con le pene
l’animo dell’amato si trafigge
solo il veleno resta nelle vene.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on dicembre 7, 2016 at 07:38  Lascia un commento  

Resta cu’mme

Ammore…Ammore…Ammore…
Dimme tu che ll’ aggi’ ‘a di’,
dimme tu comme aggi’ ‘a fa
stasera,
dimane
pe’ ‘a fa restà…
Resta cu’ mme
pe’ carità,
statte cu’ mme
nun me lassà.
Famme penà,
famme ‘mpazzì,
famme dannà,
ma dimme si.
Moro pe’tte,
vivo pe’ tte,
vita d’ ‘a vita mia.
Nun me ‘mporta d’o passato,
nun me ‘mporta ‘e chi t’avuto,
resta cu’ mme, cu’ mme.

DOMENICO MODUGNO

Published in: on dicembre 7, 2016 at 07:34  Lascia un commento  

Mancanza

Manca sempre qualcosa
in ogni mia giornata.
Manca a tal punto
che la sua assenza diventa presenza.
E con questo qualcosa
che non è materiale
che non ha nome nè concretezza
mi trovo a dialogare.
La sua presenza ricolma
tutto il mio vuoto
rendendolo vivo e appagante.
A lui una preghiera rivolgo.
Non lasciarmi mai.
Ricordati che di te ho estremo bisogno.
Mio “oltre” adorato.

Sandra Greggio

Published in: on dicembre 7, 2016 at 07:34  Lascia un commento  

Partenza

PARTIDA

Me voy con cada barco de este puerto,
con cada gota azul de oxígeno
entre roncos silbatos.

Me voy a Rotterdam donde ahora cae densa la nieve
y las gaviotas holandesas
hurgando las mercaderías
se posan en los mástiles.

Un camarote me espera en cada barco,
un libro de Li Po para mi travesía;
-búsquenme en Rótterdam, escríbanme
aunque no parta.

Si no salgo a esta hora será en otra;
las naves cambiarán, no mi deseo;
mi deseo está en Rótterdam:
desde aquí con la nieve lo diviso
entre sus casas.

No hay un solo camino sobre el mar
sin su contrario,
no hay maneras de estar y no estar donde se viaja.
Si mediara otra senda más simple, más humana,
saldría sin ausentarme,
la nieve me sería cálida al tacto.

En cada barco de este puerto
tengo fletado mi equipaje;
aunque me vean aquí mañana por los muelles,
estoy a bordo,
las naves cambiarán, no mi deseo;
-búsquenme en Rotterdam, escríbanme,
mi deseo tiene vuelo de gaviota
y nieve entre sus alas.

§

Parto con ogni nave di questo porto,
con ogni goccia azzurra di ossigeno
tra rauchi fischi.

Vado a Rotterdam, dove ora cade spessa la neve
e i gabbiani olandesi
frugando tra le merci
si posano sugli alberi delle navi.

Una cabina mi attende in ogni nave,
un libro di Li Po per la mia traversata;
– cercatemi a Rotterdam, scrivetemi
anche se non partissi.

Se non parto a quest’ora lo farò in un’altra;
le navi cambieranno, non il mio desiderio;
il mio desiderio è a Rotterdam:
da qui lo intravedo assieme alla neve
tra le sue case.

Non c’è una sola via sul mare
che non abbia il suo contrario,
non ci sono modi di stare e di non stare dove si viaggia.
Se scegliessi un’altra via piú semplice, piú umana,
partirei senza assentarmi,
toccandola la neve mi parrebbe calda.

In ogni nave di questo porto
ho noleggiato il mio bagaglio;
se anche mi vedessero domani qui nei moli,
sono a bordo;
le navi cambieranno, non il mio desiderio;
– cercatemi a Rotterdam, scrivetemi,
il mio desiderio ha il volo del gabbiano
e neve tra le sue ali.

EUGENIO MONTEJO

Published in: on dicembre 6, 2016 at 07:48  Comments (1)  

Coercizione

la freddezza crescente
di un piccolo tumulto malvestito
si allarga tra gli alleati
con occhiali neri
e
l’insignificante prezzo da pagare
non cancella la dovizia
che il vento d’autunno nega
penso ai poeti che furono:
ricordo i loro capelli al vento
e la saggezza di accettare
l’ombra di una foglia d’amore
che si posa sull’acqua verde
nella chiusa stanza
la brezza porta il profumo della luna
è la stagione delle rose bianche
e l’eloquenza coercitiva
dei nostri amici
non vede più
che il bianco dei loro occhi
e ignora che è nevicato
sui loro capelli
la luna
sorge dalle nuvole
e ride

Giovanni De Simone

Published in: on dicembre 6, 2016 at 07:34  Comments (11)  

I miei pensieri

Sospesi pensieri

soavi si poggiano

sul palmo accarezzano

lievi planano

li osservo

e il dialogo ha inizio

non sempre l’accordo

è firmato

ora assenso, ora diniego

ora incerto è l’affanno

dileguo

passi frettolosi

ora mi quieto

e l’animo rassereno

 

Maristella Angeli

Published in: on dicembre 6, 2016 at 07:21  Comments (6)  

Metti una mano sul mio cuore

per sentire quant’è solo
un uomo senz’amore.

Simone Magli

Published in: on dicembre 6, 2016 at 07:13  Comments (6)  

Il volatore

Un giorno mi alzerò, come adesso, ma diverso.
Mi leccherò le ali cresciute nottetempo
e proverò a cantartene una:
una nidiata
una vetta all’Himalaya, o sulla torre Eiffel.
Farò le giravolte che ho visto ai rondinini
per annusare il tuo sottotetto;
o andrò a ponente
dove le donne nude non hanno più vergogna.
Mi scoprirò un eccentrico mago, equilibrista
l’adoratore senza regali del tuo seno.
Un giorno sveglierò il vento caldo, e con sgambetto
ti leverò la gonna di mezzo. Sarai bella
come i respiri alti d’Islanda, come il Cile
la costa di Sardegna e l’azzurro delle grotte.
Un giorno mi alzerò, come adesso, ma diverso
non ci saremo più tu ed io, forse più niente
soltanto le parole che disperato elusi
una calligrafia niente facile, un amore
mai morto per davvero
un grande volatore.

Massimo Botturi

Published in: on dicembre 6, 2016 at 07:07  Lascia un commento