I buoi

THE OXEN

Christmas Eve, and twelve of the clock.
“Now they are all on their knees,”
An elder said as we sat in a flock
By the embers in hearthside ease.
We pictured the meek mild creatures where
They dwelt in their strawy pen,
Nor did it occur to one of us there
To doubt they were kneeling then.
So fair a fancy few would weave
In these years! Yet, I feel,
If someone said on Christmas Eve,
“Come; see the oxen kneel,
“In the lonely barton by yonder coomb
Our childhood used to know,”
I should go with him in the gloom,
Hoping it might be so.
 .
§
 .

Vigilia di Natale, è mezzanotte:
Ora essi sono tutti inginocchiati,
Disse un anziano a noi seduti in gruppo
Ben crogiolati presso il focolare.

Ci fingemmo le miti creature
Entro il loro ricovero di paglia,
Né ad alcuno a noi venne il pensiero
Che non fossero appunto genuflessi.

Tanto leggiadra fantasia, chi mai
Tesserebbe in questi anni? Pure io sento
Che se in quell’ora un tale mi dicesse:
Vieni a vedere i buoi inginocchiati

Nella solinga fattoria a valle,
Che nell’infanzia avemmo familiare,
Lo seguirei tra le ombre della notte,
Sperando in cuore fosse proprio vero.

THOMAS HARDY

Published in: on marzo 26, 2017 at 07:21  Lascia un commento  

Immobile

.
Nel momento stesso in cui m’accorsi
della debolezza di un momento,
la stasi e la precarietà
di un muro d’argilla
rivestito di malcelata robustezza,
iniziò lo sbriciolarsi inarrestabile
di futili parole, che…
come echi di striduli corvi
rompevano la melodia
di una chimera chiamata… felicità
.
Patrizia Mezzogori
Published in: on marzo 26, 2017 at 07:03  Lascia un commento  

Tra petalo e petalo

Ho incastrato con cura
le emozioni di sempre
tra petalo e petalo
d’una rosa rossa.

Quando li vorrai staccare,
troverai di che ridere
tra le rabbie per le lunghe attese
e i silenzi di speranze invincibili.

I ricordi premono
sulla terra in cui l’ho colta,

quella rosa,
ma si diradano

come nebbie

che vorrei ancora attorno.

Aurelio Zucchi

Published in: on marzo 26, 2017 at 06:58  Lascia un commento  

Il mio piacere

Che piacere il mio piacere


sentirti ancora,  ti ritrovo



in un tempo senza tempo


ti ritrovo nel momento


ti ritrovo dentro me.



Allungo un verbo per parlarti


sono frasi che io amo 


son parole che io sento.



Son carezze 
che protendo verso te.

 

Il Passero

Published in: on marzo 26, 2017 at 06:55  Lascia un commento  

Venti di maggio

WINDS OF MAY

Winds of May, that dance on the sea,
Dancing a ring-around in glee
From furrow to furrow, while overhead
The foam flies up to be garlanded,
In silvery arches spanning the air,
Saw you my true love anywhere?
Welladay! Welladay!
For the winds of May!
Love is unhappy when love is away!

§

Venti di maggio, che danzate sul mare,
ballando un gioioso girotondo
di solco in solco mentre sulle creste
la spuma vola a farsi ghirlanda
di archi d’argento che attraversano l’aria,
avete visto il mio amore da qualche parte?
Ahimè! Ahimè!
Venti di maggio!
Amore è triste se il suo amore è assente.

JAMES JOYCE

Published in: on marzo 25, 2017 at 07:13  Comments (2)  

Ri-cantare

Cercare

frammenti d’Anima

smarriti

nell’Universo.

 

Ricompongo

l’essenza

con rose

e smalti vermigli.

 

Ri-cantare

passi di gioia

insabbiati …

In profumo di luce.

 

Graziella Cappelli

Published in: on marzo 25, 2017 at 07:13  Comments (3)  

Ballata di marzo

Tra il paletot e la tua riga di rossetto
c’è una faccetta febbre dei tigli, ala di gallo
la limonaia in pieno d’estate.
C’è un aliante
un pezzo della Francia e una bambola di pane.
C’è un uccello, una colomba in cerca d’amore
un davanzale, di grate e di fioriere coperte.
Un ché di marzo, da poco cominciato
e già pieno d’invenzioni. Di sole sulle spalle
e di pioggia ballerina.
C’è un’ora di scommesse in un parco, dietro siepi
il gusto di pistacchio nel cono tuo da due;
il libro delle belle maniere preso ieri
rubato da una gazza domani.
C’è l’istante, la femmina che elettrica gode
e che produce
dall’acqua l’erezione dei seni.
C’è la sete
il debole respiro di quando dormi, il vento
da Procida alle isole greche. C’è il progresso
la civiltà che ha gusto per l’arte; una scultura
che parla le due lingue dei gatti.
La natura
che porge il frutto e lenta si nuda. Il mio toccarti
parola dopo santa parola, come niente
potessero distanze e stagioni. Un ché di marzo
che fa la spuma al tratto dei porti, soffia
placa, ti spettina e neanche ti accorgi, un alleluia.

Massimo Botturi

Published in: on marzo 25, 2017 at 07:10  Comments (2)  

Quando saremo ok

E quando saremo ok
Mi piacerebbe davvero
Fare qualcosa con te,
Se ti andrà spero e sì
Tutto tutto.
E magari pranzare
Con cibi buonissimi
In una trattoria di campagna
Senza pretese
Con le tovaglie a quadri
E bere vino schietto
E ridere… ridere…
Parlando con parole
Fatte di piume…

Piera Grosso

Published in: on marzo 25, 2017 at 06:54  Comments (4)  

C’è un tempo per essere figli, nipoti

Un tempo, per essere mariti o mogli
C’è un tempo per essere genitori
un altro, per essere nonne o nonni

Ma c’è un tempo,
che non deve mai mancare
agli altri tempi
ed è il tempo per amare!

Anileda Xeka

Published in: on marzo 24, 2017 at 06:59  Comments (4)  

Madrigale

MADRIGAL

Más transparente
que esa gota de agua
entre los dedos de la enredadera
mi pensamiento tiende un puente
de ti misma a ti misma
Mírate
más real que el cuerpo que habitas
fija en el centro de mi frente
Naciste para vivir en una isla.

§

Più trasparente
di quella goccia d’acqua
tra le dita del rampicante
il mio pensiero tende un ponte
da te stessa a te stessa
Guardati
più reale del corpo che abiti
ferma in mezzo alla mia fronte

Sei nata per vivere in un’isola

OCTAVIO PAZ

Published in: on marzo 24, 2017 at 06:59  Comments (1)