Primo premio a Santi Cardella

Ho il piacere di comunicarvi che stasera al Teatro Comunale di Novoli (LE) si terrà la cerimonia di premiazione della quarta edizione del Premio Letterario Vitulivaria, nell’ambito del quale l’amico poeta Santi Cardella, recentemente entrato nella schiera dei nostri amici del Cantiere, ha conseguito il primo premio nella sezione A (Poesia) con il brano “Il nostro olio”, che qui di seguito vi proponiamo. Tributiamo un applauso sincero a Santi, che non è nuovo a successi letterari, e gli auguriamo di continuare nella sua brillante carriera di poeta!

§

Il nostro olio

.

Ho chiuso in cuore alcuni versi in pegno

dei sogni d’oro che con te ho vissuto;

sotto la scorza del mio ulivo il legno

genera un olio denso, sconosciuto.

Nel tardo autunno spremerai  quel frutto

che ha maturato lentamente il sole;

così nei versi potrai coglier tutto

l’aroma ignoto delle mie parole.

Nessuno sa qual è l’effetto arcano

che le tue cure han dato a quest’ulivo;

non ha confini il sentimento umano

che muta il cuore in un vulcano attivo.

Sulla battigia non c’è più l’impronta

che ha conservato, nei suoi abissi, il mare,

ma la sua voce magica racconta

d’un sentimento che non puoi scordare.

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Santi Cardella

Published in: on aprile 24, 2017 at 08:00  Comments (2)  

La tua voce al telefono

TU VOZ POR EL TELÉFONO

Tu voz por el teléfono tan cerca y nosotros tan distantes,
tu voz, amor, al otro lado de la línea y yo aquí solo, sin ti, al otro lado de la luna,
tu voz por el teléfono tan cerca, apaciguándome, y tan lejos tú de mí, tan lejos,
tu voz que repasa las tareas conjuntas,
o que menciona un número mágico,
que por encima de la alharaca del mundo me habla para decir en lenguaje cifrado
que me amas.
Tu voz aquí, a lo lejos, que le da sentido a todo,
tu voz que es la música de mi alma,
tu voz, sonido del agua, conjuro, encantamiento.
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§
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La tua voce al telefono così vicina e noi così distanti,
la tua voce, amore, dall’altra parte della linea e io qui solo, senza te, dall’altra parte della luna,
la tua voce al telefono così vicina, rassicurandomi, e tu così lontano da me, così lontana,
la tua voce che ripassa i compiti fatti insieme,
o che rammenta un numero magico,
che al di sopra del chiasso del mondo mi parla per dire in linguaggio cifrato che mi ami.
La tua voce qui, o in lontananza, che dà senso a tutto,
la tua voce che è la musica della mia anima,
la tua voce, suono dell’acqua, scongiuro, incantesimo.
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DARÍO JARAMILLO AGUDELO
Published in: on aprile 24, 2017 at 07:42  Lascia un commento  

Cattività

guardo le stelle
che brillano
sull’addormentata città
ma non sento l’odore del mare
-si confondono i profumi
sul mio cammino-
…in una casa ricca
di luce e d’amore
ho conosciuto la felicità
dormivo abbracciato a lei
su un letto di fiori
la musica più dolce mi allietava
e non vedevo che giardini di zagare
oggi
in questa casa
-qualcuno dice di riposo- odo
solo la fredda voce dei guardiani
e il pianto che si alza
al chiaro di luna tra sospiri e singhiozzi
quando la mia tristezza
è troppo pesante
mi siedo sul balcone
dove il vento
posa fiori di un invisibile pesco
un fremito
aspetto…

Giovanni De Simone

Published in: on aprile 24, 2017 at 07:41  Comments (3)  

Nuda vestita di niente

(Dipinto dell’autore)

Nuda vestita di niente

raggi di Luna sul mare,

profilo di donna veemente

seni baciati dall’onda.

Capelli di Sole nascente

occhi sprizzanti d’Aurora,

colgo le labbra socchiuse

in teneri baci d’amore.

Fata dalle mille promesse

rese in Autunno che muore,

rimane soltanto il sapore,

di pelle bruciata dal sale.

Raffaele Saba

Published in: on aprile 24, 2017 at 07:37  Comments (1)  

Camposanto

Silente è quel viale ove m’accoglie
solo il brusio del vento
che scivola tra i tronchi, tra le foglie,
e gli usignoli sento.

Ed il ricordo della vita coglie
quel volto che s’è spento
non serve il pianto ma il dolore scioglie
al cuor da giovamento.

Osservi intorno foto con sorrisi
quasi la vita fosse stata gaia
occhi coperti a tratti da narcisi

che danno al cuore un senso di vecchiaia
mentre risuona tra gli allegri visi
stridulo un crocidare di ghiandaia.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on aprile 24, 2017 at 07:02  Comments (1)  

Ero la più minuta nella casa

I WAS THE SLIGHTEST IN THE HOUSE –

I took the smallest Room –
At night, my little Lamp, and Book –
And one Geranium –

So stationed I could catch the Mint
That never ceased to fall –
And just my Basket –
Let me think – I’m sure
That this was all –

I never spoke – unless addressed –
And then, ‘twas brief and low –
I could not bear to live – aloud –
The Racket shamed me so –

And if it had not been so far –
And any one I knew
Were going – I had often thought
How noteless – I could die –

§

Ero la più minuta nella casa
Per me avevo la stanza più piccola –
Di notte, il mio lumetto, ed un quaderno –
Ed un solo geranio –

Così appostata coglievo la menta
Che di cadere non cessava mai –
E appena il mio cestino –
Lasciatemi pensare – son sicura
Questo era proprio tutto –

Mai parlavo – se non interrogata –
Ed anche allora, in breve e a voce bassa –
Vivere non potevo – ad alta voce –
Tanto mi dava il baccano vergogna –

E se non era talmente lontano –
E che ci stava andando qualcheduno
A me noto – io pensato avevo spesso
Come poter morire – inavvertita –

EMILY DICKINSON

Published in: on aprile 23, 2017 at 07:15  Comments (3)  

Tempi…moderni

Vecchio trombone trombato
così m’apostrofarono un
Giovinotto e un Giovin-Nove.
Aitanti cocco-birilli vestiti in
doppiopetto, correvan sulle scale
urlando Luce…Luce…..Luce.
Io, tra un incubo e un sognato
ancora assonato, mi parea
Duce….Duce……Duce.
Di soprassalto svegliato da un
campanello con forza pigiato
mi presentai alla porta….armato.
-Vuoi vedere che è un colpo di stato –

Ma per fortuna trovai soltanto
un Gattonese ed un Cinese.
Ed io oltremodo incazzato
per lo sconquasso e il campanello
esageratamente suonato, brandii
con foga quel bastone impugnato.
Lo scontro era …nell’aria
lor vedendomi…deciso
fuiron per la tromba delle scale
urlandomi di sotto un -va a cagare-.
Di rimando gli dissi ancor più spiccato
che ai tempi d’oggi ad esser maleducati
si rischia, se ti va bene, di venire…..bastonati.

Il Passero

Published in: on aprile 23, 2017 at 07:11  Comments (7)  

Nove vite

Avessi nove vite come i gatti
ci metterei più tempo a esordire con l’amore
imparerei ad avere i migliori, i voti alti
del come fare a giungere a te con testa e corpo;
dosando la saggezza dentro la lingua amara
e cestinando tutti gli errori con le mani.
Se avessi nove vite come i gatti
terrei le prime tre al materasso degli incontri
per dedicarle al bel cigolio che fa di notte
quando per troppa saliva al basso ventre
gli amanti fanno cose da matti.
E poi la quarta
la doserei ad ognuno che ho perso, come il pane
una moneta d’anima e aria. Tutte l’altre
ancora non ci ho fatto pensiero
ma, credete, c’è un mondo là di fuori che merita rispetto
fotografie e scritture nei secoli.
C’è gente
uguale a me che vuole un abbraccio
una parola, una semplice carezza
come si fa coi fiori, con gli alberi che volano via
con te che dormi.

Massimo Botturi

Published in: on aprile 23, 2017 at 06:51  Comments (2)  

Incertezza

Nessuna stella

ad accendere la notte

interrogo la mente

bagliore intermittente,

serpeggia sottile malessere

vento gelido

che spazza fioca luce,

resto in fervido ascolto

immergo il cuore

nel costato del cielo,

scendono lievi

stille di neve rappresa,

per attimi senza tempo

torno a vivere,

torno ad illuminare

la stanza rimasta orfana

di sole e certezze.

 

Roberta Bagnoli

Published in: on aprile 23, 2017 at 06:50  Comments (5)  

Quanto di bel stasera sei vestita

Quanto di bel stasera sei vestita,
che dea bellezza d’affacciarsi sdegna!
Degna sei tu a vincer la partita
di chi tra voi è di beltà più pregna.

Come l’artista nella tela segna,
-mio bell’incanto, stella mia fiorita –
il cuore mio la mente mia impregna
di te per quando, pur, sarai partita.

Quest’io faccio, ora nel guardarti,
che in me, tale bellezza che commuove,
voglio tenere…per mai più scordarti.

La pelle tua lisciar vorrei…palparla…
Sentir con te che tutto mi si smuove,
e tanta dolce smania in te affogarla.

Armando Bettozzi

Published in: on aprile 22, 2017 at 10:31  Comments (5)