Canto notturno

La prateria t’aspetta
in questa notte di venti
cavalcanti la luna.

La grande anima
si spande disegnando
arazzi di stelle
e viali di luce
dove portare i tramonti.

All’alba domani
ci sarà rugiada
da raccogliere tra le dita
e gli uccelli
non andranno al fiume
per dissetarsi.

Lorenzo Poggi

Published in: on febbraio 13, 2016 at 07:41  Comments (6)  

Identità

In un travaglio
Di persone e cose
Di corpi e stracci
Tra pungoli e grida
Una bimba urla il suo nome
Si chiama e cerca
Ani Ani Ani
Solo quello rimane
E tiene stretto al petto

Tinti Baldini

Published in: on febbraio 13, 2016 at 07:38  Comments (7)  

Libertà

Immersa nel silenzio
vivo questo momento.
E’ uno sbatter di ciglia violento:
rimanere ad occhi chiusi
per sentire dove mi porta il vento…

Michela Turchi

Published in: on febbraio 13, 2016 at 07:09  Comments (5)  

Ora e sempre

Del mio cammino ora guardo indietro

perché davanti rimangon brevi i tempi

in quel che poi mi parlano quest’empi

a ricordarmi momenti di quel che ero.

 

Nel rivedermi di come ero e sono

riscopro il senso di quel cercare

guardai tra quelli che del lor vanto pieni

son poi di se, e ancor di più nell’apparire.

 

Così trovai quelle bottiglie vuote

scavando dentro alle loro vite

vidi soltanto un triste concepire

e ancor di più nel loro divenire.

 

Frammenti persi tra morti e vite

che non si chiedono alcun perché.

Cercai me stesso nel divenire

scavando dentro, per non morire.

 

Il Passero

Published in: on febbraio 13, 2016 at 06:57  Comments (6)  

Non ti vedo

sediamuroscrostato

NO TE VEO

No te veo. Bien sé
que estás aquí, detrás
de una frágil pared
de ladrillos y cal, bien al alcance
de mi voz, si llamara.
Pero no llamaré.
Te llamaré mañana,
cuando, al no verte ya
me imagine que sigues
aquí cerca, a mi lado,
y que basta hoy la voz
que ayer no quise dar.
Mañana… cuando estés
allá detrás de una
frágil pared de vientos,
de cielos y de años.

§

Non ti vedo. So bene che tu sei qui, che sei dietro
una parete fragile
di mattone e di calce, alla portata
della mia voce, se io ti chiamassi.
Ma io non ti chiamerò.
Ti chiamerò domani,
quando non più vedendoti,
penserò che tu sia qui vicino,
al mio fianco,
e che basti oggi la voce
che ieri non volli dare.
Domani, quando tu invece
sarai lontana, al di là
di una parete fragile
di venti, di cieli e d’anni.

PEDRO SALINAS Y SERRANO

Published in: on febbraio 13, 2016 at 06:55  Comments (1)  

Anch’io

I, TOO

 

I, too, sing America.

I am the darker brother.

They send me to eat in the kitchen

When company comes,

But I laugh, And eat well,

And grow strong.

Tomorrow,

I’ll be at the table

When company comes.

Nobody’ll dare Say to me,

“Eat in the kitchen,”

Then.

Besides,

They’ll see how beautiful I am And be ashamed—

I, too, am America.

 

§

Anch’io canto l’America.

Io sono il fratello più scuro.

Loro mi mandano a mangiare in cucina

Quando viene gente,

Ma io rido, e mangio bene,

E cresco forte.

Domani

Io sarò a tavola

Quando viene gente.

Nessuno oserà dirmi

“Mangia in cucina”,

Allora.

Non solo,

Loro vedranno come sono bello

E si vergogneranno-

Anch’io sono l’America.

.

LANGSTON HUGHES

Published in: on febbraio 12, 2016 at 07:39  Comments (4)  

Anche per me l’amore

Spossata vela spazzata dal vento
che turbine ha già preso in sua balia
a te d’appresso l’anima mi sento,
a te lontano è sol malinconia.
Meglio tempesta, dunque, che, infuriando,
di desiderio e voglia il cuore strema
e il corpo intero che ti sta invocando,
amore, che mi sei gioia e anatema.
Prendi pur tutto quello che io sono,
quel che son stata è già dimenticato:
a questa vita ho concesso perdono
nel dono grande d’averti incontrato.

Foglia d’autunno

Published in: on febbraio 12, 2016 at 07:38  Comments (5)  

Bilingua

Ripopolare, ripopolare
è facile dire.
Giostre,
cigolanti voleri impotenti
Strade divise, vesti ormai lise.
Cavalli, promesse e sirene.
Notti bianche, lumi, falene
e voci.
Voci tante, voci stanche.
Voci
rimbalzano, si fondono e saltellano
giocano, si alzano e imprecano.
Sbraitano.
Tremano
ma avanzano, fiere di essere
d’ incrociarsi, tramare, tessere
di vuotare il mare, di vette scalare
e schiette toccare
con garbo
il cuore disposto o di mosto ospitale.

Voci avare
Questo velo è da scostare, pochi anni basteranno,
voci vere,
si potrà ripopolare e ripartire con l’ inganno.

Flavio Zago

Published in: on febbraio 12, 2016 at 07:30  Comments (3)  

La mia amica

La mia amica
mi abbraccia
la tua altezza
tanta, tutta intera.
Mi abbraccia
la tua anima di cui
mi dispiace che
tu non riconosca
la gran luce.
Mille parole
in poco tempo
concentrate a
raccontarci gli anni
come i grani
di un rosario,
ieri oggi domani.
Davanti al vino
-è buono? –
Davanti al couscous
che ho cucinato
per te con cura.
Mille parole,
questo è
il nostro momento,
niente e nessuno
potrà mai toccarlo,
sfiorarlo, guardarlo
perchè adesso
noi siamo
anime che si abbracciano
in un attimo infinito,
orma l’una
nel cammino dell’altra.

Piera Grosso

Published in: on febbraio 12, 2016 at 07:22  Comments (6)  

Desiderio di pace

Annullare distanze obsolete

infrangere barriere disumane,

non basta il pensiero

le parole sono proiettili innocui

scalfiscono appena misere coscienze

resto aggrappata all’astronave dei sogni

mi porterà in terre sconosciute

dove non esiste la frontiera dell’odio

dove basta un dolce la

per conoscere e intonare

la musica della luce universale

che ogni creatura ha in dono

celata nell’ombra del cuore.

 

Roberta Bagnoli

Published in: on febbraio 12, 2016 at 07:20  Comments (4)  
Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Segui assieme ad altri 334 follower