In me il tuo ricordo

In me il tuo ricordo è un fruscìo
solo di velocipedi che vanno
quietamente là dove l’altezza
del meriggio discende
al più fiammante vespero
tra cancelli e case
e sospirosi declivi
di finestre riaperte sull’estate.
Solo, di me, distante
dura un lamento di treni,
d’anime che se ne vanno.
E là leggera te ne vai sul vento,
ti perdi nella sera.

VITTORIO SERENI

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Published in: on settembre 22, 2017 at 07:34  Comments (2)  

Al Balòn

Vociare confuso

suoni, odori

di muffe di cibi d’incensi

di strade di gente,

culture diverse

urla spintoni.

Stringo la borsa

lei ride mi abbraccia

– guarda che bello-

indicando un vestito da sposa

una fiaba antica, tulle bianco

dal tempo ingiallito e

margherite come in un prato

e un raggio di sole

il sorriso di mia figlia

 

astrofelia franca donà

Published in: on settembre 22, 2017 at 07:14  Comments (3)  

Mi piacciono le chiese

Mi piacciono le chiese quando è estate

sono ripari di ordine e magnificenza.

Dai muri i secoli

restituiscono la frescura della loro storia

e io – confusa tra i turisti –

mi fingo straniera e reimparo la città.

Ho la curiosità del viaggiatore

e l’attenzione del pellegrino.

Ne traggo un conforto vago

forse dal caldo

o forse chissà.

 

Anna Zucchini

Published in: on settembre 22, 2017 at 07:02  Comments (2)  

Un’autostrada di poesie

UN’AUTOSTRÈ ED POESÌ

Al mi amig Sandrein
al scriv dal povesî
in dialatt stratt,
ma dimondi stratt.
Tant stratt che la so faza
(a l’ho incuntrè l’ètar dé in piaza)
l’é anca li longa e stratta
cumpagna a na zigaratta.
Ma la bacca no.
La bacca l’é lerga ch’la pèr un’autostrè.
Sé, un’autostrè a sagg’ cursì.
Oh: un’autostrè ed poesì!

§


Il mio amico Sandrino

scrive delle poesie
in dialetto stretto,
ma molto stretto.
Tanto stretto che la sua faccia
(l’ho incontrato l’altro giorno in piazza)
è anche lei lunga e stretta
come una sigaretta.
Ma la bocca no.
La bocca è larga che sembra un’autostrada.
Sì, un’autostrada a sedici corsie.
Oh: un’autostrada di poesie!

Sandro Sermenghi

Published in: on settembre 22, 2017 at 07:01  Comments (3)  

Compleanno

Eccomi tra voi.
Nell’immensa grotta celeste dov’ero
con milioni d’anime vaganti
nell’infinito spazio
delle essenze invisibili
sono stato casualmente
scelto a farmi carne
per venire tra voi.
M’hanno detto
che vivere non è facile
che dovrò soffrire
che sarà sempre più difficile
man mano che crescerò,
e che un giorno
mi riabbracceranno.

La profezia s’è rivelata esatta,
ma, strano, alla vita
mi ci sono affezionato.
Ho amato me stesso,
la mia donna,
il mio fiore,
i miei cari
e tanti
tanti altri.
Mi dispiace andarmene,
ma quegli spiriti
m’aspettano ansiosi,
vogliono sapere com’è
la vita dell’uomo!
La loro speranza è
scendere sulla Terra.
Provare la vita è il più bel
desiderio del cielo.

Nino Silenzi

Published in: on settembre 21, 2017 at 07:45  Comments (4)  

Prosit

la notte
imbavagliata dal silenzio
chiede alla luna
un sorriso di quiete
per i sogni senza pace
l’ombra della solitudine
entra dalla finestra aperta
e riempie lo spazio vuoto
di un addio iniquo
l’amore fa pasto dei ricordi
e beve il calice della sofferenza
fino alla feccia
prosit

Giovanni De Simone

Published in: on settembre 21, 2017 at 07:31  Comments (7)  

Una lettera mi basta

Una lettera mi basta
per andare oltre e
trovarmi a parlare con te
proprio come il vento che attraversa
la notte
e usa il suo sangue
per scrivere un verso segreto
che mi ricorda che ogni parola
è l’ultima
il ghiaccio che hai nel corpo
si scioglie in una leggenda di fuoco
negli occhi del carnefice
l’ira diventa pietra
due file di sbarre di ferro
inaspettatamente si sovrappongono
falene sbattono forte le ali verso
la luce della lampada, segno incessante
che disegna la tua ombra

LIU XIAOBO

Published in: on settembre 21, 2017 at 07:28  Lascia un commento  

L’urlo

Così, ho creduto di poterti sparare,
usando un ramo come mitra…
ed effettivamente sei morta come una foglia
sanguinante in ottobre…
e non avevo capito che eri pronta a rinascere
mentre il mio amore soffocava le pietre,
sentinelle del deserto….
Aaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhh!

Massimo Pastore

Published in: on settembre 21, 2017 at 06:58  Comments (3)  

Il diciassettesimo pensiero

Io ti vedo tornare dal tuo viaggio
e posare il tuo bagaglio d’estate
In quest’ora d’agosto io mi chiedo
chissà quali saranno i tuoi pensieri
quali abiti rimetti nell’armadio
e quali prepari a nuova stagione

Lo so che sei vicina
il tempo breve di un’ora
o di un giorno o di una telefonata
In fondo mi separano da te
soltanto pochi metri infiniti
Sono i tuoi pensieri
a volare lontano
nell’inafferrabile silenzio

Chissà quali saranno i tuoi pensieri
quelli di sempre
quelli di ogni giorno
quelli che non ho mai saputo

Ma nel mio cuore mi accontenterei
nel mio cuore prigioniero

dopo le gioie e i dolori
dopo i ricordi e gli umori
dopo i programmi e i fervori
dopo i sorrisi e gli amori
dopo le passioni e i rancori
dopo le lotte e i dissapori
dopo i notai e i dottori
dopo le speranze e i timori

nel mio cuore mi accontenterei
nel mio cuore prigioniero
di essere almeno
il tuo diciassettesimo pensiero

Fabio Sangiorgio

Published in: on settembre 20, 2017 at 07:38  Comments (5)  

Dammi un attimo di respiro

La mia pelle che diventa tua,
la tua pelle che diventa mia,
quattro mani abbandonate,
il paradiso è già arrivato qui.

Nascosto tra le nostre pieghe,
non chiude più i suoi battenti.

Dammi un attimo di respiro.
Fammi aprire questi occhi

per controllare i tuoi colori,
per misurare i tuoi sudori,
per fermare i tuoi respiri
e i tuoi rossori, se rossori hai.

Questi occhi già perduti
tra le curve del tuo petto
e dei tuoi umidi rifugi,
fammeli aprire, te ne prego,

per guardare in ogni dove
la bella fretta di non morire,
la stessa che ora freme
nella fretta di vibrare.

Dammi un attimo di respiro
per pensare a quando tu
sarai lontana, rossa nuvola
mescolata nei ricordi bollenti.

Di queste nostre ore
io farò brodo fumante
in cui bagnare i miei sigilli
e il pane raffermo dell’oblio.

Aurelio Zucchi

Published in: on settembre 20, 2017 at 07:37  Comments (4)