Sognando tra le note

di Danila Oppio

Un testo di Danila Oppio sulle note di Rachmaninov e Besame Mucho, con uno sguardo di ammirazione alla maestria di Andrè Rieu, Hélène Grimaud e la splendida voce di Laura Engel. Drammatizzazione del testo a cura di Maria Cristina Lenti.

Published in: on febbraio 22, 2017 at 07:38  Lascia un commento  

Tra valli nebbiose

.
Tra valli nebbiose raccolgo
quelle gocce di tempo racchiuse 
sul volto solcato di rughe della città, 
dove il disperato urlo di logoranti sofferenze
copre stanche tenerezze 
e l’indifferenza sgretola, 
dopo la prima ebrezza dei sensi,
inconsistenti e vuote abitudini.
Nell’assurdo smarrimento della vita,
vago attraverso questa notte tenebrosa
colma d’incognite, di dura presunzione
che graffia la pelle e infanga
ogni sogno con meschina sporcizia
e infernale rabbia nata dalla cattiveria.
Come un lattante intirizzito dal freddo
va a riprendere calore dalla madre
e succhia fino a saziarsi alla fonte del seno,
è beato l’uomo che sa ancora piangere
ritemprandosi nella speranza 
che cresce rapida e leggera.
 .
Patrizia Mezzogori
Published in: on febbraio 22, 2017 at 07:21  Lascia un commento  

Sull’ali della sera

partono l’ombre
come sospesi aliti
accappiati
dallo specchio icastico,
rotolano a valle
nell’egro mare…
quest’involucro opaco
dove con l’ego sommo
l’io dimora,
gamete impercettibile
abbrancato
alle ceneri dell’archetipo,
vuoto imperfetto
tra covile e cuna,
è un fiume pullulante
di piraña,
polpa avvizzita
masticata da vacuo sermone,
canti e contesti
tra celeste e pane.

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on febbraio 22, 2017 at 07:11  Comments (1)  

Sopra un libro di versi

SOBRE UN LIBRO DE VERSOS

Dejaría en el libro
Este toda mi alma.

Este libro que ha visto
Conmigo los paisajes
Y vivido horas santas.

¡Qué pena de los libros
Que nos llenan las manos
De rosas y de estrellas
Que se esfuman y pasan!
¡Qué tristeza tan honda
Es mirar los retablos
De dolores y penas
Que un corazón levanta!

Ver pasar los espectros
De vidas que se borran,
Ver al hombre desnudo
En Pegaso sin alas,
Ver la Vida y la Muerte,
la síntesis del mundo,
Que en espacio profundo
Se miran y se abrazan.

Un libro de poesías
Es el Otoño muerto.
Los versos son las hojas
Negras en tierras blancas,
Y la voz que lo lee
Es el soplo del viento
Que hunde en los pechos
—Entrañables distancias—.

El poeta es un árbol
Con frutos de tristeza
Y con hojas marchitas
De llorar lo que ama.
El poeta es el médium
De la Naturaleza
Que explica su grandeza
Por medio de palabras.

El poeta comprende
Todo lo incomprensible
Y a cosas que se odian
Él hermanas las llama.
Sabe que los senderos
Son todos imposibles
Y por eso en lo oscuro
Va por ellos con calma.

En los libros de versos,
Entre rosas de sangre,
Van desfilando tristes
Y eternas caravanas
Que hirieron al poeta
Que lloraba en la tarde,
Rodeado y ceñido
Por sus propios fantasmas.

Poesía es Amargura,
Miel celeste que mana
De un panal invisible
Que fabrican las almas.

Poesía es lo imposible
Hecho posible. Arpa
Que tiene en vez de cuerdas
Corazones y llamas.

Poesía es la vida
Que cruzamos con ansia
Esperando al que lleve
Sin rumbo nuestra barca.
Libros dulces de versos
Son los astros que pasan
Por el silencio mudo
Al reino de la Nada,
Escribiendo en el cielo
Sus estrofas de plata.

¡Oh, qué penas tan hondas
Y nunca remediadas,
Las voces dolorosas
Que los poetas cantan!

Como en el horizonte
Descanso las miradas.
Dejaría en el libro
Este, ¡toda mi alma!

§

Lascerei in questo libro
tutta la mia anima.
Questo libro che ha visto
con me i paesaggi
e vissute ore sante.

Che pena i libri
che ci riempiono le mani
di rose e di stelle
che si spengono e passano!

Che profonda tristezza
è guardare i mosaici
di dolore e di pene
che un cuore erige!
veder passare gli spettri
di vite che sfumano.
vedere l’uomo nudo

su un Pegaso senz’ali.
Vedere la Vita e la Morte,
la sintesi del mondo,
che in spazio profondo
si guardano e s’abbracciano.

Un libro di poesie
È l’Autunno morto:
i versi sono foglie
nere su terre bianche.
E la voce che li legge
è il soffio del vento
che li affonda nei cuori
impenetrabili distanze.

Il poeta è un albero
con frutti di tristezza
e foglie avvizzite
dalle lacrime per ciò che ama.
Il poeta è il medium
della natura
che spiega la sua grandezza
mediante le parole.

Il poeta comprende
tutto l’incomprensibile
e chiama sorelle
cose che si odiano.
Sa che le strade
son tutte possibili
e per questo nell’oscurità
le percorre con calma.

Nei libri di versi
fra rose di sangue,
tristi ed eterne sfilano carovane
che ferirono il poeta
quando piangeva la sera
attorniato ed oppresso
dai propri fantasmi.

Poesia è Amarezza
miele celeste che scende
da un favo invisibile
che fabbriacano le anime.

Poesia è l’impossibile
reso possibile.
Arpa
Che invece di corde
ha cuori e fiamme.

Poesia è la vita
che percorriamo con ansia
aspettando chi governi
senza meta la nostra barca.

Dolci libri di versi
sono gli astri che vanno,
nel silenzio muto
al regno del Nulla,
scrivendo nel cielo,
le loro strofe d’argento.

Oh, che pene profonde
e mai alleviate
i dolorosi versi
che i poeti cantano!

Come nell’orizzone
ristoro gli sguardi,
così lascerei su questo
libro l’intera mia anima!

FEDERICO GARCIA LORCA

Published in: on febbraio 22, 2017 at 06:59  Lascia un commento  

E ci sono poeti che sono artisti

E há poetas que são artistas
E trabalham nos seus versos
Como um carpinteiro nas tábuas! …
Que triste não saber florir!
Ter que pôr verso sobre verso, corno quem constrói um
muro
E ver se está bem, e tirar se não está! …
Quando a única casa artística é a Terra toda
Que varia e está sempre bem e é sempre a mesma.
Penso nisto, não como quem pensa, mas como quem
respira,
E olho para as flores e sorrio…
Não sei se elas me compreendem
Nem sei eu as compreendo a elas,
Mas sei que a verdade está nelas e em mim
E na nossa comum divindade
De nos deixarmos ir e viver pela Terra
E levar ao solo pelas Estações contentes
E deixar que o vento cante para adormecermos
E não termos sonhos no nosso sono.

§

E ci sono poeti che sono artisti
E lavorano sui loro versi
Come un carpentiere sulle assi!…
Che triste non saper fiorire!
Dover porre verso su verso, comu chi costruisce un muro
E guardare se va bene, o sennò abbatterlo!…
Mentre l’unica casa artistica è la Terra tutta
Che varia e sta sempre bene ed è sempre la stessa.
Penso a questo, non come chi pensa, ma come
chi non pensa.
E guardo i fiori e sorrido…
Non so se essi mi comprendono
Né se io comprendo loro,
Ma so che la verità sta in loro e in me
e nella nostra comune divinità
Di lasciarci andare e vivere sulla Terra
E farci portare in braccio dalle stagioni liete
E lasciare che il vento canti per addormentarci
E non aver sogni nel nostro grande sonno.

FERNANDO PESSOA

Published in: on febbraio 21, 2017 at 07:48  Comments (1)  

L’ora

… e ora?

scrivo

scrivo alimentando la lampada

scrivo perché l’eco del pensiero mi comanda

scrivo quando il verbo si dissolve con la fretta

scrivo nell’attimo intrappolato dallo schermo bianco

scrivo

motivata da un motivo

… vivo

e scrivo

 

Aurelia Tieghi

Published in: on febbraio 21, 2017 at 07:47  Comments (1)  

Andarmene

Andarmene e lasciarti lì
Nel tuo pigiamino rosa
Cogli occhi piccoli di stanchezza
E sofferenza,
con le tue 1000 compresse
Che scandiscono il tempo
E la malattia,
No, non lo vorrei.
Lasciarti lì con la nonna
Che sorride e non sa
La badante che non vi ama
E i gatti che non sanno più
Dove stare, cosa fare
No, non lo vorrei mai.
Vorrei di nuovo essere
Con te sulle strade
Dei nostri vent’anni,
Quando correvamo la vita
Pensando che tutto
Il tempo fosse lì e
Il mondo un pianeta
Davvero fantastico,
Quando ridevamo
Di gusto per una sciocchezza
Tornando a piedi alle 4 di mattina
Chissà da dove.
E perciò andarmene no,
Restare sì a guardarti.

Piera Grosso

Published in: on febbraio 21, 2017 at 07:42  Comments (2)  

Fondo a perdere

Ci siamo persi addosso alla luna
e poi lasciati andare senza speranze
con cornucopie sfaldate traboccanti di sé
ormai alla frutta d’un pasto di secoli.

Adesso si tratta di puntellare
l’inutile casa che crolla,
impedire le voglie
di bella gente girata al passato.

Il tempo dell’oggi è limare superfluo,
inutili eccessi,
un inchino alla terra
che ancora dà frutti.

Lorenzo Poggi

Published in: on febbraio 21, 2017 at 07:01  Comments (1)  

Il poeta

Il poeta ha le sue giornate
contate,
come tutti gli uomini; ma quanto,
quanto variate!
L’ore del giorno e le quattro stagioni,
un po’ meno di sole o più di vento,
sono lo svago e l’accompagnamento
sempre diverso per le sue passioni
sempre le stesse; ed il tempo che fa
quando si leva, è il grande avvenimento
del giorno, loa sua gioia appena desto.
Sovra ogni aspetto lo rallegra questo
d’avverse luci, le belle giornate
movimentate
come la folla in una lunga istoria,
dove azzurro e tempesta poco dura,
e si alternano messi di sventura
e di vittoria.
Con un rosso di sera fa ritorno,
e con le nubi cangia colore
la sua felicità,
se non cangia il suo cuore.
Il poeta ha le sue giornate
contate,
come tutti gli uomini; ma quanto,
quanto beate!

UMBERTO SABA

Published in: on febbraio 20, 2017 at 07:44  Comments (1)  

Il Dono

Sei uscito dalla spuma del mare
bello come un Adone,
seduto o aggrappato alla riva
con l’onde a solleticare
quel corpo di bronzo divino.
Sorriso che par penetrare
anima e cuore
e quasi voler soffocare
un gemito di naturale piacere.
Alzo lo sguardo nel cielo
nell’impeto di voler fissare
bellezza e magia d’un istante
che dall’Olimpo in omaggio
a ricevere..
Avanzo timida e accorta
attenta a non rovinare
cotanta armonia celestiale
mentre invano tento di scorgere,
un dio o un Nettuno a ringraziare.
E tutto d’un tratto l’immagine sfuma
rubato dall’onde che t’han portato alla riva,
sorridi ancora una volta
mentre scompari nell’acqua e la schiuma…
Un ragazzino che gioca a pallone
mi sfida nel gioco
ed è allora che piano m’accorgo
nei suoi occhi d’un viso già noto…

Beatrice Zanini

Published in: on febbraio 20, 2017 at 07:24  Comments (1)