Papaveri a luglio

POPPIES IN JULY

Little poppies, little hell flames,
Do you do no harm?

You flicker. I cannot touch you.
I put my hands among the flames. Nothing burns

And it exhausts me to watch you
Flickering like that, wrinkly and clear red, like the skin of a mouth.

A mouth just bloodied.
Little bloody skirts!

There are fumes I cannot touch.
Where are your opiates, your nauseous capsules?

If I could bleed, or sleep!
If my mouth could marry a hurt like that!

Or your liquors seep to me, in this glass capsule,
Dulling and stilling.

But colorless. Colorless.

§

Piccoli papaveri, piccole fiamme d’inferno,
Non fate male?
Guizzate qua e là. Non vi posso toccare.
Metto le mani tra le fiamme. Ma non bruciano.
E mi estenua il guardarvi così guizzanti,
Rosso grinzoso e vivo, come la pelle di una bocca.
Una bocca da poco insanguinata.
Piccole maledette gonne!
Ci sono fumi che non posso toccare.
Dove sono le vostre schifose capsule oppiate?
Ah se potessi sanguinare, o dormire! –
Potesse la mia bocca sposarsi a una ferità così!
O a me in questa capsula di vetro filtrasse il vostro liquore,
Stordente e riposante. Ma senza, senza colore.

SYLVIA PLATH

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Published in: on aprile 26, 2018 at 07:49  Lascia un commento  

Amore defraudato

Il mio cuore cercava
sprazzi di cielo
sereno nei tuoi occhi,
nel tuo sorriso il sole.
Ho versato barattoli di miele
per potere addolcire
i tuoi pensieri,
ma una piega
nascondeva l’azzurro
dell’amore
perciò condividesti
le lusinghe
dove l’altezza culmina
su piedistallo delle opzioni…
Ora delusa dalla tua finestra
cerchi laggiù nei vicoli l’amore
defraudato dalle congetture
sullo specchio esoterico
che guarda,
e piangi assorta
dai riflessi muti.

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on aprile 26, 2018 at 07:17  Comments (2)  

Pace

Pace

ti vedo passare ogni giorno ma dove vai?

Là ti hanno vista

attraversare a piedi palmati

i tuoi giorni fioriti d’incenso.

Ti hanno vista

asciugare le gocce

dai cerchi di spine.

Hanno visto il tuo scavo

infossato sul viso.

Scendevi le dune roventi

a brandelli

implume

dispersa.

 

Aurelia Tieghi

Published in: on aprile 26, 2018 at 07:13  Comments (3)  

Via Mancinelli – Milano

Ho cercato notizie recenti
questa via stretta ricordo
tra un’alta cinta muraria
di un deposito di mezzi
tranviari da una parte
d’altra da austeri edifici
del farmaco di ditte famose
poche allora le case private
sì ho cercato notizie recenti
non sapevo di quel fatto
di sangue di due giovani
qui uccisi vilmente, il ricordo
mio va più ad un tempo
lontano io ragazzo mio padre
di fianco nel percorrere
questa via di fretta quelle
sere più vicine alla notte
nel tornar dal Porpora
cine e noi stretti paurosi
vicini era da poco la guerra
finita balordi malavita
di spicciolo taglio regno
avevan in queste periferiche
vie, non sapevo di quel fatto
di sangue di due giovani
uccisi vilmente, il ricordo
torna un poco più indietro
una domenica di primavera
dalla messa tornavo bambino
un dolor lancinante alla pancia
questa via con stento fatica
percorsa e la bocca tra secca
e schiumosa una bava bavosa
corso un rischio di peritonite
poi quel mio urgente soccorso
Santa Rita una clinica lì vicina
fortunato fui da morte scampato,
non sapevo qui di quel fatto
di sangue di due giovani
uccisi vilmente, il ricordo
corre nel tempo più avanti
sempre l’alta cinta muraria
non più quelle di farmaci sedi
del sapere e di scienza istituti
condomini più ampi ed estesi
un mio incontro d’una vecchia
mia amica di un tempo che
lì insegnante di chimica pura
non mi disse non sapeva del
fatto di sangue di quei giovani
qui uccisi vilmente, se potesse
questa via parlare quante storie
quanti fatti noti e non noti
da lei visti e vissuti nel tempo

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Due giovani del Centro Sociale Leoncavallo assassinati nel 1978 A ucciderli furono 8 colpi di pistola esplosi in via Mancinelli n. 8 Nel 2012, a 34 anni dall’omicidio, la giunta comunale ha dedicato al nome delle due vittime i giardini pubblici milanesi di Piazza Durante.

Published in: on aprile 26, 2018 at 07:04  Lascia un commento  

Il senso

– Quando morirò, vedrò la fodera del mondo.
L’altra parte, dietro l’uccello, il monte e il tramonto del sole.
Letture che richiamano il vero significato.
Ciò che non corrispondeva, corrisponderà.
Ciò che era incomprensibile, sarà compreso.
Ma se non c’è la fodera del mondo?
Se il tordo sul ramo non è affatto un indizio
Soltanto un tordo sul ramo, se il giorno e la notte
Si susseguono non curandosi del senso
E non c’è niente sulla terra, tranne questa terra?
Se così fosse, resterebbe tuttavia
La parola una volta destata da effimere labbra,
Che corre e corre, messo instancabile,
Verso campi interstellari, nel mulinello delle galassie

E protesta, chiama, grida.

CZESŁAW MIŁOSZ

Published in: on aprile 25, 2018 at 07:42  Comments (1)  

Cercare mandorli

Scivolo

al suon di un organetto

sulle linee

incurvate dei colli

accarezzo cipressi

incappucciati di ricordi.

Fili d’erba

ad intrecciare

un tappeto nuovo e

il merlo

di seta saltellante.

Corre

uno spirito libero

sul pronunciarsi di gemme.

Teneramente

sciogliersi in acquerello.

 

Graziella Cappelli

Published in: on aprile 25, 2018 at 07:35  Comments (4)  

Pensiero ardito e vitale

Dell’antica pazienza

ne ho persa traccia

ricamo fiori argentei

mentre involo la penna

fra schizzi d’inchiostro

e schegge di ricordi,

tutto ha un chiaro fluire

tutto ha un semplice nesso

mentre lo sguardo scabro e ansioso

cerca fra lapilli di sofferte emozioni

il sacrosanto senso del nostro umano vivere

 

Roberta Bagnoli

Published in: on aprile 25, 2018 at 06:57  Comments (3)  

La fine delle emozioni

Ho chiuso il mio cuore
alle emozioni.
La stanza del cervello
é sbarrata
ed il buio ha invaso
la coscienza
ostruendo tutte le sensazioni
che mi aiutavano a costruire
situazioni piacevoli.
Le bellezze
che erano intorno a me
si sono trasformate in ombre fugaci,
opache immagini
che non mi regalano più
le visioni d’un tempo.
L’orgoglio rimbalza,
come una palla di bigliardo,
e rotola confusamente
urtando biglie e pallini
e razionalizzando
irrazionalità e violenza.
Il sole
non illumina più i miei versi
e la notte mi regala
solo pensieri confusi
e rancore sordo.

Salvatore Armando Santoro 

Published in: on aprile 25, 2018 at 06:51  Lascia un commento  

Pensieri siderei

Pensieri siderei

che solo il Cielo intende

l’uomo non comprende

confonde, disperde

E si perde…

 

Danila Oppio

Published in: on aprile 24, 2018 at 07:45  Comments (3)  

Ancora intra-versi

Tra righe di quaderni
qui, colori alterni…
sospese girandole-
fiumi come ventole.

Rapisce lacrimosa
una gioia festosa
tra l’imparar dei detti
e genio d’intelletti.

In testa mia adesso
la rima porto appresso,
incombo un’altra volta-
giocar con mia rivolta.

Interiore.
Stupore.
Languore
Di Cuore.

Glò

Published in: on aprile 24, 2018 at 07:42  Comments (1)