Mi sono avvicinata

Mi sono avvicinata
Al dolore con riguardo e
Umiltà, con l’intenzione
Di imparare, migliorare.
Tu mi hai regalato
Questo dolore perché
Io aprissi nuovi varchi
In me, negli altri, nella vita.
Ho assaporato il dolore
Perché era nel piatto
Di portata del mio destino
Proprio ora e
L’ho fatto con amore.
Tuttavia, ti assicuro,
A tratti pesa.
Eppure lo attraverso
Per essere più leggera.

Piera Grosso

Published in: on gennaio 16, 2017 at 06:59  Comments (2)  

Aquile

Le aquile non hanno stormi

eppure osano

quando c’è tempesta

sfidano il vento

alzano la testa

 

coronate di colori

inverni e primavere

volano al sole

tra gli spazi delle gole

 

aquiloni senza fili

che fanno pulsare il cuore

si lanciano da nidi stellari

ridestano le ali

di madre natura

 

sfrecciano occhi vincenti sulle valli

senza guerra

cacciano la terra.

 

Aurelia Tieghi

Published in: on gennaio 14, 2017 at 07:26  Lascia un commento  

Silenzio

Sei nel silenzio assoluto
Della mia anima,
Dove non arriva
Nessun rumore,
Dove l’altezza
È vicina al Cielo,
Dove esistono
Solo ricordo
E amore.

Piera Grosso

Published in: on gennaio 7, 2017 at 07:03  Comments (1)  

Lavoro alacremente

 

Lavoro alacremente

con una vecchia usanza

riesumo la speranza…

quando il cielo non sta sulla terra

e nulla procede lungo le rive…

Voglio nutrire un profumo

un pizzico di floreale

essenza ibisco con

note di melone, mora

lampone.

A piccole gocce di limone

lascio spazio alla fiducia

affinchè possa comparire

una mescolanza per

profumare il cuscino

e parte dei polsi

senza abbondare

lavoro alacremente

per non volare

troppo in alto

altrimenti poi

chi mi riprende!

 

Aurelia Tieghi

Published in: on gennaio 5, 2017 at 07:22  Lascia un commento  

Hotel California

 
.
On a dark desert highway, cool wind in my hair
Warm smell of colitas rising up through the air
Up ahead in the distance I saw a shimmering light
My head grew heavy and my sight grew dim
I had to stop for the nightThere she stood in the doorway, I heard the mission bell
Then I was thinking to myself this could be Heaven or this could be Hell
Then she lit up a candle and she showed me the way
There were voices down the corridor I thought I heard them say”Welcome to the Hotel California
Such a lovely place
(Such a lovely place)
Such a lovely face
Plenty of room at the Hotel California
Any time of year
(Any time of year)
You can find it here”

Her mind is Tiffany twisted, she got the Mercedes Benz
She got a lot of pretty, pretty boys that she calls friends
How they dance in the courtyard, sweet summer sweat
Some dance to remember, some dance to forget

So I called up the captain, “Please bring me my wine”
image: http://static.urx.io/units/web/urx-unit-loader.gif
He said, “We haven’t had that spirit here since 1969”
And still those voices are calling from far away
Wake you up in the middle of the night just to hear them say

“Welcome to the Hotel California
Such a lovely place
(Such a lovely place)
Such a lovely face
They’re living it up at the Hotel California
What a nice surprise
(What a nice surprise)
Bring your alibis”

Mirrors on the ceiling, the pink champagne on ice
And she said, “We are all just prisoners here of our own device”
And in the master’s chambers they gathered for the feast
They stab it with their steely knives but they just can’t kill the beast

Last thing I remember I was running for the door
I had to find the passage back to the place I was before
“Relax,” said the night man, “We are programmed to receive
You can check out any time you like but you can never leave”

§
Su un’autostrada buia e deserta, con il vento fresco tra i capelli
un caldo profumo di colitas, si solleva nell’aria
più avanti in lontananza, vidi una luce scintillante
la mia testa divenne pesante e la mia vista si indebolì
dovetti fermarmi per la notteLei stava sulla soglia
ed io udii il campanello d’allarme
mentre pensavo tra me
‘potrebbe essere il paradiso o potrebbe essere l’inferno’
poi lei accese la candela e mi mostrò la strada
si udivano nelle voci nei corridoi
e credevo che dicessero….Benvenuto all’Hotel California
un posto così amabile
un volto così amabile
ci sono tante camere all’Hotel California
in ogni momento dell’anno puoi trovarne una

La sua mente è perversa, ha le curvature di una Mercedes
ha tanti bei ragazzi che chiama amici
danzano nel cortile, sudati per la dolce estate
alcuni danzano per ricordare, altri per dimenticare

Chiamai il Capitano,
‘Per favore, mi porti del vino’,
lui disse ‘non abbiamo quel tipo di bevanda dal 1969’
ed ancora quelle voci si facevano udire da lontano
ti svegliavano nel mezzo della notte
solo per sentirle sussurrare…

Benvenuto all’Hotel California
un posto così amabile
un volto così amabile
si stanno divertendo molto all’Hotel California
che bella sorpresa, ti porge le sue scuse

Specchi sul soffitto
champagne rosato sul ghiaccio
e lei disse ‘Noi siamo tutti prigionieri del nostro nuovo congegno’
e nella camera del padrone
si sono raccolti per il banchetto
lo trafiggono con i loro coltelli in acciaio
ma non possono uccidere la bestia

L’ultima cosa che ricordo
è che stavo correndo verso la porta
cercai il passaggio che mi riportasse indietro nel posto in cui ero prima
‘Rilassati’ disse l’uomo della notte
noi siamo programmati per ricevere
tu puoi lasciare l’albergo quando vuoi,
ma non potrai mai abbandonarci

GLENN FREY  E  DON HENLEY
 .
Published in: on dicembre 29, 2016 at 07:37  Comments (1)  

Haiku – La maschera

.
Tu sei mistero
fascino ed attrazione,
tutta falsità
.
Patrizia Mezzogori
Published in: on dicembre 29, 2016 at 07:33  Comments (4)  

Tieni le mani

Tieni le mani come me,
Leggere.
L’ho notato all’improvviso
Dalla foto.
Un piccolo particolare
Che dice sei mio figlio,
Che un pezzetto
Della tua anima
È proprio come la mia,
Che una parte dei nostri cuori
Risuona allo stesso modo.
Pensa che storia la vita
Piccolo mio,
Quelle mani appoggiate
Nell’aria come in volo,
Quasi fluttuanti,
Raccontano già
Le carezze gentili
Di domani, il tuo amore e
Mi fanno sorridere
Nel profondo.

Piera Grosso

Published in: on dicembre 29, 2016 at 06:54  Comments (4)  

Il cielo ha colore di perle

dagli alberi gocciola il gelo,

scintilla di luce dell’alba

lo sguardo pietoso diffonde

scolpito  dai segni del gelo

la donna accostata ai carrelli,

Silenzio tra verde di fronde

di pini sul grande parcheggio.

Si sfalda nell’aria la neve,

ondeggiano i fiocchi smarriti,

carezzano il viso e i capelli

intrisi di lividi e neve,

la donna accostata ai carrelli

coperta da stracci di panni

ha voce pietosa che insiste.

Vestita di giacche e cappotti

le mani imbottite di guanti

la gente che passa non vede

le lacrime sotto la fronte.

La gente che esce non sente

la donna che parla un silenzio

più forte del freddo che incombe.

 

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on dicembre 29, 2016 at 06:50  Comments (7)  

Klimt

Ad ogni passo di musica

c’è il segreto delle note

c’è il bacio di Klimt

 che s’avventura dentro bocche dorate

 

L’abbraccio sceglie la strada cocente

sulla pelle sconfinata scalfita dal dolore

si nutrono

attraverso la coltre d’amore.

 

Aurelia Tieghi

Published in: on dicembre 27, 2016 at 07:20  Comments (2)  

L’albero

“L’albero a cui tendevo la pargoletta mano”

era un ginepro e spesso mi pungevo,

il babbo lo addobbava

con caramelle, qualche mandarino

e finti pacchettini in cui fingevo

di nascondere i sogni.

Le candeline di cera colorata

si dovevano accendere una ad una

con un fiammifero, facendo attenzione

a non mandare a fuocola cucina.

Oggi è tutto di plastica

albero, addobbi e pure le luci

psichedeliche, a pioggia, intermittenti

non effondono più i  magici incanti

che avvolgevan l’infanzia.

O forse no!

E’ per i bimbi il Natale sempre bello

se c’è la Pace e possono far festa

e i ricordi nostalgici il rovello

di chi oramai conta il tempo che resta

 

Viviana Santandrea

Augurissimi a tutti

 

 

Published in: on dicembre 25, 2016 at 07:18  Comments (5)