Comunicazioni dal cantiere

Innanzi tutto un grazie per aver “scoperto” il nostro Cantiere ed essere intervenuti numerosi, sia come visitatori che come commentatori, e un grazie ovviamente a chi mette a disposizione le proprie creazioni per rendere sempre più bella e qualitativamente valida la nostra vetrina. Questa è solo una comunicazione di servizio, per illustrare alcune piccole innovazioni che dovrebbero rendere più agevole ed interessante la vostra navigazione.  Come avete notato la firma sotto ogni poesia funziona da link verso il sito o il blog del poeta di cui si tratta, dove potete trovare le poesie di quell’autore e conoscere direttamente la sua opera. Qualora il poeta non abbia un suo dominio in rete, troverete il link alla pagina a lui riservata sul magnifico sito  Poetare , in cui l’amico Lorenzo De Ninis, oltre ad una vasta offerta di poesie di autori classici e moderni e a sezioni dedicate agli strumenti ed ai vari generi della tecnica poetica,  raccoglie da anni tutte le poesie che quotidianamente gli provengono da autori noti o meno noti che desiderano sottoporre le loro opere all’attenzione di un pubblico più vasto, o semplicemente vedere “immortalato” sullo schermo il frutto del proprio lavoro. Noi che sosteniamo questo Cantiere e tutti i suoi frequentatori abituali dobbiamo molto a Lorenzo ed al suo sito azzurro, e non lo ringrazieremo mai abbastanza per quello che ci ha dato, sia dal punto di vista delle soddisfazioni “artistiche” che dal punto di vista umano. Per coloro che non lo conoscessero, ecco qui la home page del sito Poetare:

Poetare

Abbiamo inoltre creato la cosiddetta “nuvola dei tag”, che troverete a destra in fondo al “rullo” del sito.  Sono gli argomenti principali o le parole chiave delle poesie e degli altri articoli pubblicati dal Cantiere, che troverete scritti a caratteri più o meno grandi a seconda della frequenza con cui ricorrono nei vari brani. Cliccando su ognuno di loro troverete tutte le poesie e gli articoli che vi fanno riferimento, permettendo una ricerca tematica o addirittura, in alcuni casi, consentendo di risalire da una particolare parola o espressione ad un brano che avete letto ma di cui non vi ricordate il titolo. In calce ad ogni articolo troverete invece le sole parole chiave di quel brano: cliccandovi sopra sarete indirizzati a tutti i blog WordPress che hanno contenuto affine o trattano una tematica attinente all’argomento di cui si tratta. Sperando di aver fatto cosa gradita vi auguriamo buona lettura, e naturalmente contiamo che continuerete a seguirci!

Published in: on novembre 8, 2009 at 18:27  Comments (3)  

Il giardino dei Capuleti

Romeo e Giulietta

But soft! What light through yonder window breaks?
It is the east, and Juliet is the sun!–
Arise, fair sun, and kill the envious moon,
Who is already sick and pale with grief,
That thou her maid art far more fair than she:
Be not her maid, since she is envious;
Her vestal livery is but sick and green,
And none but fools do wear it; cast it off.–
It is my lady; O, it is my love!
O, that she knew she were!–
She speaks, yet she says nothing: what of that?
Her eye discourses, I will answer it.–
I am too bold, ‘tis not to me she speaks:
Two of the fairest stars in all the heaven,
Having some business, do entreat her eyes
To twinkle in their spheres till they return.
What if her eyes were there, they in her head?
The brightness of her cheek would shame those stars,
As daylight doth a lamp; her eyes in heaven
Would through the airy region stream so bright
That birds would sing and think it were not night.–

§

– Ma, piano! Quale luce spunta lassù da quella finestra? Quella finestra è l’oriente e Giulietta è il sole! Sorgi, o bell’astro, e spegni l’invidiosa luna, che già langue pallida di dolore, perché tu, sua ancella, sei molto più vaga di lei. Non esser più sua ancella, giacché essa ha invidia di te. La sua assisa di vestale non è che pallida e verde e non la indossano che i matti;  gettala. E’ la mia signora; oh! è l’amor mio! Oh! se lo sapesse che è l’amor mio! Ella parla, e pure non proferisce accento: come avviene questo? E’ l’occhio suo che parla; ed io risponderò a lui. Ma è troppo ardire il mio, essa non parla con me: due fra le più belle stelle di tutto il cielo, avendo da fare altrove, supplicano gli occhi suoi di voler brillare nella loro sfera, finché esse abbian fatto ritorno. E se gli occhi suoi, in questo momento, fossero lassù, e le stelle fossero nella fronte di Giulietta? Lo splendore del suo viso farebbe impallidire di vergogna quelle due stelle, come la luce del giorno fa impallidire la fiamma di un lume; e gli occhi suoi in cielo irradierebbero l’etere di un tale splendore che gli uccelli, credendo finita la notte, comincerebbero a cantare. –

WILLIAM SHAKESPEARE (da “Romeo e Giulietta” – Atto secondo, scena seconda)

Published in: on novembre 8, 2009 at 11:13  Comments (5)  
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30 agosto

la sera ha ore che
se le guardi ad occhi stretti
hanno le stesse rughe dei tuoi anni

l’anima in secca a volte è grido
s’inceppa a bocca chiusa
aggrappata agli scarti di caduta
in quei giorni d’agosto
che si finiva sassi
sul selciato

mi sbuccio di ricordi e resto nuda
al risuonare di campane e virgole
la vittoria del vano e dell’inutile
imbarco per Cytera

Cede l’impalcatura a tratti

e nella notte il mare

Cristina Bove

Published in: on novembre 8, 2009 at 11:12  Comments (4)  
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Insieme a te

“Insieme a te scriverò ogni giorno poesie e non con le parole”
io t’attornio con gli occhi dei quattro fiumi e cerco quel quanto
che c’è in te nelle tue mani, quel quanto di te in me autentico.
ci vorrebbe una bocca che possa sigillare almeno
una città di silenzio o almeno le sue porte che sbarrano le mani sino alle maniglie.
ci vorrebbe una bocca di fuoco e delle parole di cera
da plasmare a piacere un corpo, un nome, uno spazio astratto
che dimora i risvegli
e allora potrei spegnermi o accendermi trattendoti
come un ultimo respiro
mentro appena ti guardo e non ci siamo nemmeno sfiorati.

Anileda Xeka

Published in: on novembre 8, 2009 at 11:11  Comments (3)  
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Scrivere

Libro

Ditemi dove
posso trovare
l’acqua
che le mie radici
di pagina in pagina
cercano,
seguendo il  filo
d’inchiostro
che segna parole,
impacciando lo scritto
e lo scrittore.
E come trasporre
nella mia poesia
l’emozione,
che improvvisa mi coglie,
quando riappare un ricordo
che credevo perduto
e quando
la magia di un sogno
si affaccia con gioia
nella mia notte,
ditemi
quale linguaggio è così veloce
e lieve e silenzioso da rendere
il senso di questo sentire
immediato, lucido e vero
come mi è apparso.
Le radici si quietano
poi si ritirano
come flusso
del mare
lasciando
alle spalle
l’eco di un’onda
conchiglie aperte
ed in fine silenzio

Kinita e Marcello

Published in: on novembre 8, 2009 at 11:10  Comments (5)  
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