La bambola di pezza

Bambola

Hanno rotto la tua bambola di pezza
quella rosa, sempre chiusa nell’armadio
–  ricordi quanto fosse bella? –
Una nicchia sul divano tra i cuscini
le sue trecce sistemavi
e di viaggi e giochi le storielle
poi ridevi
sulla sella cavalcioni:

la tenevi stretta stretta per la vita
chè nessuno mai te la rubasse…

L’hanno rotta la tua bambola di pezza
mezzo metro di graffette di metallo
a rattoppo di due lembi di tessuto
made in Italy

###################

L’han trovata ieri l’altro su in soffitta
tra i ritagli di giornale e roba vecchia

avvolta da cento metri quadri di silenzio.

Beatrice Zanini

Published in: on novembre 12, 2009 at 08:34  Comments (5)  
Tags: , , ,

Hotel Supramonte

E se vai all’Hotel Supramonte e guardi il cielo
tu vedrai una donna in fiamme e un uomo solo
e una lettera vera di notte falsa di giorno
e poi scuse accuse e scuse senza ritorno
e ora viaggi ridi vivi o sei perduta
nel tuo ordine discreto dentro il cuore
ma dove, dov’è il tuo amore
ma dove è finito il tuo amore?
Grazie al cielo ho una bocca per bere e non è facile
grazie a te ho una barca da scrivere ho un treno da perdere
e un invito all’Hotel Supramonnte dove ho visto la neve
sul tuo corpo così dolce di fame così dolce di sete
passerà anche questa stazione senza far male
passerà questa pioggia sottile come passa il dolore
ma dove, dov’è il tuo cuore
ma dove è finito il tuo cuore?
E ora siedo sul letto del bosco che ormai ha il tuo nome
ora il tempo è un signore distratto è un bambino che dorme
ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano
cosa importa se sono caduto se sono lontano
perché domani sarà un giorno lungo e senza parole
perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole
ma dove, dov’è il tuo amore
ma dove è finito il tuo amore?

FABRIZIO DE ANDRE’



Published in: on novembre 12, 2009 at 08:33  Comments (4)  
Tags: , , , ,

Il cantiere

Pennello
 
 
Si chiede in prestito
un triangolo d’acqua
per impastare
burrasche e tregua
un poco di tintura
color di scia d’occhi
alla sera
e un pennello grande
da maneggiare tutti
che carezzi un poco
pelle ossa e narici
e apra labbra
in sorriso
e scivoli nel sogno.
 
Caschetti gialli
in grande fermento
e fili di rame e nastri di seta,
con petali d’oro
e cristalli di neve
si va presto al sodo,
al terzo quarto di luna
la bandiera è sul tetto.
 
E i vicini si chiedono
ma come hanno fatto,
saranno matti
o soltanto golosi,
già profuma di luce
cannella
e torta di mele
questo nido di versi
d’amicizia e d’amore. 
 
Tinti e Kinita
Published in: on novembre 12, 2009 at 08:32  Comments (8)  
Tags: , , ,

Quale terra mi accoglierà?

 Pescatore

Quale terra mi accoglierà domani,
io seduto a numerare gli anni
sull’edema d’un fico primitivo
dal quale regalar solo due occhi
al lido, al mare, all’orizzonte, al cielo,
a ciascuno dei tanti bei sorrisi,
dei musi del sudato patriarca,
dei sempre in onda sogni replicati
dei miraggi uno ad uno provocati,
che li hanno accompagnati, gli anni?
Sarà, magari, una qualunque baia
che possa definirsi a mezzogiorno,
dove un jukebox non si è stancato ancora
di pizzicar le note preferite
per riempire l’aria d’arie buone.
Sarà, magari, quella stessa baia
che di cabina ventitre faceva
il tempio dove il tempo si fermava,
che la sua sabbia è tuttora calda,
indizio esatto del mio primo amore.
Se fossi fortunato, vi atterrerei
con l’ala di un demente gabbiano
che pur portando un dolce moribondo
non scorda mai i fermi paladini
di quella libertà che sempre strilla.
Io mi contenterei di una bitta
su cui sedermi con la lenza in mano
ad aspettare che impaziente luna
di una spigola rischiari i colori.
Quale terra mi accoglierà domani?

Aurelio Zucchi

Published in: on novembre 12, 2009 at 08:32  Comments (5)  
Tags: , , , , , , ,

Quel che direi se

 

Sto per partire
e tu, non ci pensavi affatto.
Avevo fretta anch’io
d’unirmi al sogno
il perchè non l’afferravo,
ma sapevo

che avrei spaurito
smarrito questa carne
e mi sarebbe giunta
questa gloria
in tempo
per il dignitoso saluto

al mio trascorso
ai giorni senza varchi
inaccessibili al passo
che non sovviene.

Ti ho amato.
Ti amo oggi tanto
e se prima d’altri anelli
si compiranno i miei
come ogni volta me n’andrò via
amandoti di più.

“Non ti scordar mai di me”.

Daniela Procida

Published in: on novembre 12, 2009 at 08:29  Comments (4)  
Tags: , , ,

Con noi sempre

Bea Fiore 

Nel riproporre in questo Cantiere le poesie di Bea e Daniela crediamo di interpretare la volontà di tanti amici che le hanno conosciute e le hanno amate attraverso i loro versi.  Si tratta di due donne speciali, due nostre amiche che ci hanno “momentaneamente”  lasciato. Noi sentiamo che non potrà essere per sempre: le loro voci erano troppo belle perchè da qualche parte non ci sia ancora chi le possa ascoltare.  Per questo  le vogliamo sulla nostra mongolfiera.  Saranno sempre  con noi in questo viaggio,  continueranno a tenerci compagnia sulle nostre pagine, e a farci sentire la bellezza viva della loro poesia.  Chiunque passi da questo cantiere le potrà conoscere,  e le amerà così come le abbiamo amate noi.

Vesuvio

Published in: on novembre 12, 2009 at 08:11  Comments (7)  
Tags: ,