Quadràtt ed dòna

 Spazio
  Zéi såurazéi e bisbéi,
tatt calzàtt e canzunàtt,
rímmel fard rusàtt e un tango
i én ed Dòna un bel quadràtt:
pò drî a cla taila as nascånd…
un côr ch’l’é pió grand dal månd!
 Ritratto
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
RITRATTO DI DONNA
 
Ciglia sopracciglia bisbigli,
tette calzette canzonette,
rímmel fard e un rossetto e un tango
sono di Donna un bel quadretto:
poi la tela dietro nasconde…
un cuor ch’è più grande del mondo!
 

 Sandro Sermenghi

Published in: on novembre 13, 2009 at 08:48  Comments (3)  
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Conosci la terra dove fioriscono i limoni?

Kennst du das Land, wo die Zitronen blühn,
Im dunkeln Laub die Gold-Orangen glühn,
Ein sanfter Wind vom blauen Himmel weht,
Die Myrte still und hoch der Lorbeer steht?
Kennst du es wohl?
Dahin! dahin
Möcht ich mit dir, o mein Geliebter, ziehn.

Kennst du das Haus? Auf Säulen ruht sein Dach.
Es glänzt der Saal, es schimmert das Gemach,
Und Marmorbilder stehn und sehn mich an:
Was hat man dir, du armes Kind, getan?
Kennst du es wohl?
Dahin! dahin
Möcht ich mit dir, o mein Beschützer, ziehn.

Kennst du den Berg und seinen Wolkensteg?
Das Maultier sucht im Nebel seinen Weg;
In Höhlen wohnt der Drachen alte Brut;
Es stürzt der Fels und über ihn die Flut!
Kennst du ihn wohl?
Dahin! dahin
Geht unser Weg! O Vater, laß uns ziehn!

§

Conosci tu la terra dove fioriscono i limoni,

gli aranci dorati rilucono fra le foglie scure,

una mite brezza spira dal cielo azzurro,

il mirto immoto resta e alto si erge l’alloro,

La conosci tu, forse ?

Laggiù, laggiù

Con te, amore mio, io vorrei andare.

Conosci tu la casa ? Il tetto riposa su alte colonne,

risplende la sala, la stanza riluce,

e si ergono statue di marmo che mi guardano:

Che cosa ti hanno fatto, povera bambina ?

La conosci tu forse ?

Laggiù, laggiù

Con te, mio difensore, io vorrei andare.

Conosci tu la montagna e il suo sentiero fra le nuvole ?

Il mulo cerca il suo cammino nella nebbia;

Nelle grotte vive la stirpe antica dei draghi;

Si sgretola la rupe e su di essa si chiudono i flutti,

La conosci tu, forse ?

Laggiù, laggiù

E’ il nostro cammino; andiamo, padre mio!

JOHANN WOLFGANG VON GOETHE

Published in: on novembre 13, 2009 at 08:47  Comments (55)  
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Via delle acacie

Acacia

Le acacie profumano
la nostra via
come tu la mia vita.
Mi punsi un giorno
cogliendo un rametto
di fiori bianchi per te.
Tra le spine in agguato
c’era l’amore
che mi punge ancora.

Nino Silenzi

Published in: on novembre 13, 2009 at 08:46  Comments (4)  
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Amare amaro amor

Cinciallegra

Amare amaro amor:
questo il destino
della mia esistenza,
quaggiù sperduta,
breve e passeggera,
come il trillo della cinciallegra,
tra i verdi rami
d’un ciliegio in fiore.

Ed è stupenda questa
improvvisa fiamma,
proprio perché si spegne
in un batter di ciglia,
proprio perché incede
come il pensiero,
contraddittorio dell’uomo,
nel suo volo fremente.

Paolo Santangelo

Published in: on novembre 13, 2009 at 08:45  Comments (6)  
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I NUOVI MURI

Muro Berlino

Sono passati venti anni dall’abbattimento del Muro di Berlino che significò l’abbattimento delle frontiere e l’apertura alla libertà per le nazioni che vivevano oltre la cortina di ferro. Un passaggio epocale, un mondo nuovo tutto da inventare al di qua della cortina, al di qua della Porta di Brandeburgo. Un mondo tutto da capire quello dell’Est. Sono passati vent’anni e con loro tanta storia. Ma oggi quanti muri sono nati sulle macerie di quello di Berlino? L’Europa occidentale si è vista invadere da gente disperata e speranzosa che nell’Occidente ha cercato una sua collocazione e una propria dignità fino a quel momento calpestata. Sono nati nuovi muri invisibili nelle città occidentali fatti di pregiudizi e diffidenze dopo una iniziale euforica accoglienza. Sono muri eretti all’interno delle varie società e pertanto nelle persone che giorno per giorno si sono trovate a convivere con “ quello dell’Est”. Quell’euforia è andata via via scemando quando insieme alle persone di buona volontà si sono mischiati come dei virus uomini che hanno trovato terreno fertile per esportare altra criminalità a volte feroce. L’Europa occidentale non era preparata dal punto di vista della sicurezza e della tutela dei cittadini, e per prima ha pagato le nuove infiltrazioni criminali che con il traffico di armi, la prostituzione, la droga hanno aumentato e potenziato la criminalità già esistente. Sono venuti a cadere insieme al muro di Berlino anche tutti quei filtri presenti nei passaggi di frontiera che bene o male quantomeno rallentavano il flusso criminale. La gente non si è sentita più protetta ed ha eretto muri che hanno reso difficile l’integrazione con quanti invece sono arrivati armati di speranze e voglia di costruire una nuova vita. Ma nel mondo sono stati eretti altri muri ideologici e religiosi come in Cina e nessuno si sogna di abbattere quel muro che separa il Tibet dalla libertà. In questa assurdità troviamo il muro eretto materialmente da Israele. Non discuto sui diritti dei palestinesi o sulle ragioni difensive israeliane perché non faccio politica ma mi sento di poter dire che non dovrebbero esistere muri di alcun genere che dividano i popoli. A Varsavia, dopo l’invasione tedesca del 1939 venne eretto un muro che significò l’inizio del martirio. Era un muro come quello di Berlino, come quello che hanno eretto sul confine con la Palestina. Le connotazioni strategiche e politiche sono diverse, è vero, ma un muro è un muro e basta. È la negazione al dialogo, una scure che recide il flusso del progresso e delle culture. Oggi ci sono troppi muri ben più intollerabili di quello di Berlino che hanno nelle malintese differenze religiose il loro punto di forza e tutti indistintamente mettono mattoni di pregiudizi e paure.

Claudio Pompi

Muri

Spazio
Se si passa
la mano su
quei muri
eretti
dagli albori
per dividere
uomini da uomini
idee da idee
fedi da fedi
amori da amori
miserie da miserie
se si passa più volte
se ne sente il pianto.

Tinti Baldini

Published in: on novembre 13, 2009 at 08:43  Comments (4)  
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