Volta-là

la rosa di giugno

volta pagina

temporale di provincia

in questa estate matta

ringhia di notte

come un randagio

e il giorno a cuccia per un po’


ti sollazza l’afa

ti cava il fiato e la camicia

e poi ritorna a sudarti addosso

con quel bagnato che sa di finto


t’avverte già di primo mattino

che tuonerà a dirotto

e che la pioggia

è solo dettaglio sconsolato.


Beatrice Zanini

Published in: on novembre 15, 2009 at 08:39  Comments (2)  
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Inno al Dio creatore

 
 
I cieli narrano la gloria di Dio,
e l’opera delle sue mani annunzia il firmamento.
Il giorno al giorno ne affida il messaggio
E la notte alla notte ne trasmette notizia.
 
Non è linguaggio e non sono parole,
di cui non si oda il suono.
Per tutta la terra si diffonde la loro voce
e ai confini del mondo la loro parola.
 
Là pose una tenda per il sole
che esce come sposo dalla stanza nuziale,
esulta come prode che percorre la via.
Egli sorge da un estremo del cielo
e la sua corsa raggiunge l’altro estremo:
nulla si sottrae al suo calore.
 
La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è verace,
rende il saggio semplice.
Gli ordini del Signore sono giusti,
fanno gioire il cuore;
i comandi del Signore sono limpidi,
danno luce agli occhi.
 
Il timore del Signore è puro, dura sempre;
i giudizi del Signore sono tutti fedeli e giusti,
più preziosi dell’oro, di molto oro fino,
più dolci del miele e di un favo stillante.
 
Anche il tuo servo in essi è istruito,
per chi li osserva è grande il profitto.
Le inavvertenze chi le discerne?
Assolvimi dalle colpe che non vedo.
Anche dall’orgoglio salva il tuo servo
perché su di me non abbia potere;
allora sarò irreprensibile,
sarò puro dal grande peccato.
 
Ti siano gradite le parole della mia bocca,
davanti a te i pensieri del mio cuore.
Signore, mia rupe e mio redentore.

LA SACRA BIBBIA     (Salmo 18)

Published in: on novembre 15, 2009 at 08:39  Comments (2)  
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Ancora voli

Piume d'angelo

 Di certi voli a mezz’aria racconto
Angelo caduto da tempo
Mi guardo le ali spiumate
E cerco vita nella vita
E parole in scatole cinesi
Per non essere ombra
Tra i corpi che pure mi sfiorano
Quando cammino vuoto a rendere
Incanto dell’antico pudore di dirsi
Quello che brilla nel cuore
Oro su oro qualche scintilla
Nel rosso bagliore di un tramonto
Di periferia dove la gente si attarda
A rientrare per non finire il giorno
Nello stupore di esserci ancora.

Maria Attanasio

Published in: on novembre 15, 2009 at 08:38  Comments (5)  
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Angeli

Angeloblu

In viaggio, confuso
nemmeno rifletti.
E’ soffio di luce
su piume di seta
che loro talora
ti portano in dono,
lezioni di volo
su nuovi orizzonti.
A volte, miraggio
li vedi seduti
ad ali intrecciate,
sull’arcobaleno
dondolare beati
piedi nudi sul mondo.
Ma è ancora dolore,
e ti disperi,
se paravento
una nube,
indossano penne
dipinte di buio,
e mantelli stellati,
per mascherarsi
d’Atlantico cupo,
i tuoi Angeli blu.

Forse era in sogno
la campana spaccata
dal batacchio di fiato
che il mattino ricorda,
perchè canti celesti
risuonano, ora.
Tra palpiti amici
e voli splendenti
volteggiano l’alba;
denudano,
ingenui,
freschi interludi,
squarciando le nebbie
nella luce
impazzita
al passo del tempo,
che acquerella
i miei sogni
e m’innamora.

Kinita e Flavio Zago

Published in: on novembre 15, 2009 at 08:36  Comments (3)  
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Cambiare il mondo

Pietra levigata

La poesia
deve essere levigata
come un sasso di fiume,
chè non abbia
nel leggerla
da graffiarti la gola
e possa scorrere libera
nello spazio
di un respiro,
inspirare,
leggere,
espirare
e nel passaggio
dovrà spalancare
le porte e gli occhi
perché nel farla tua
avrai cambiato il mondo,
sarai uno con chi
l’ha scritta,
uno con chi
prima di te
l’avrà letta
e non sarai più solo.

Gian Luca Sechi

Published in: on novembre 15, 2009 at 08:36  Comments (3)  
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Riflessi di luna

Riflessi

 

Stanotte è notte,
non le altre che la mia estate,
coprendo ogni sussulto triste,
ha fatto brillare sopra la testa.
Lo stolto buio vorrebbe ancora
lanciare qui palle d’inchiostro,
strane meteore a fare concorrenza
a certe stelle che ho visto cadere.
Un po’ indovina, seppure per errore,
e, solo in questi casi, confuso mi ritrovo
smarrito nell’assenza di un sorriso,
traballante in onde sconosciute.
Ed io fermo e rifermo il cielo,
come una lancia gli trafiggo i fianchi,
sbriciolo nubi al pari di biscotti
e bevo infine riflessi di luna.

Aurelio Zucchi

Published in: on novembre 15, 2009 at 08:35  Comments (5)  
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