Di quale notte

Di quale notte avrò bisogno urgente?
Nella quintana d’emozioni immense
che il nostro incontro mi ha procurato
mi muoverò con la follia all’interno
per fare in modo che duri ancora eco.
Tu sei partita e intanto t’accompagna
l’odor del giorno tramutato in sera
ed un tramonto troppo scrupoloso
che di un secondo non ha ritardato.
Lungo il ritorno da stazione ingrata,
luci e vetrine fanno breve guerra
per conquistar la gente in tutta fretta,
non certo me che manco me ne accorgo
fin quando ultimo bacio non svanisce.
Avrò bisogno di una notte maga
esperta a replicar nel sogno atteso
i rasi d’una pelle promettente
e gli occhi, dell’amore prigionieri.

Aurelio Zucchi

Published in: on novembre 17, 2009 at 08:35  Comments (3)  
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Io so bene

Dickinson

Conscious am I in my Chamber –
Of a shapeless friend –
He doth not attest by Posture –
Nor Confirm – by Word –

Neither Place – need I present Him –
Fitter Courtesy
Hospitable intuition
Of His Company –

Presence – is His furthest license –
Neither He to Me
Nor Myself to Him – by Accent –
Forfeit Probity –

Weariness of Him, were quainter
Than Monotony
Knew a Particle – of Space’s
Vast Society –

Neither if He visit Other –
Do He dwell – or Nay – know I –
But Instinct esteem Him
Immortality –

§

Io so bene che dentro la mia stanza
c’è un amico invisibile,
non si rivela con qualche movimento
né parla per darmi una conferma.

Non c’è bisogno che io gli trovi posto:
è una cortesia più conveniente
l’ospitale intuizione
della sua compagnia.

La sola libertà che si concede
è di essere presente.
Né io né lui violiamo con un suono
l’integrità di questa muta intesa.

Non potrei mai stancarmi di lui:
sarebbe come se un atomo ad un tratto
si annoiasse di stare sempre insieme
agli innumerevoli elementi dello spazio.

Ignoro se visti anche altri,
se rimanga con loro oppure no.
Ma il mio istinto lo sa riconoscere:
il suo nome è Immortalità.

EMILY DICKINSON

Published in: on novembre 17, 2009 at 08:32  Comments (1)  
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Sentire il gemere del piovere

Sentire il gemere del piovere è salire
per quella strada in cerca del padre:
tutto è pronto
la fiasca, e la sua sedia scostata.
Qualche miglio
di ventre verde e rose pericole
una biscia
l’umore donna fattosi cielo.
Io bambino
coperto dalle frasche d’un casottino sbieco
un avamposto a guerre felici
senza sangue, un dente di coniglio alle foglie
un urlo in cuore.

Massimo Botturi

Published in: on novembre 17, 2009 at 08:31  Comments (2)  
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Foglie

Foglie


dove gialle sciamano
le foglie
secche,
dei pensieri,
caduche,
coi ricordi
làbili,
cadono
trastullate
nel vento . . . lievi,
le foglie,
senza méta,
eteree,
senza speranza
di tornare
ancora
verdi:
e questo è il Sonno,
che le ammanta
e tace.

Paolo Santangelo

Published in: on novembre 17, 2009 at 08:30  Comments (4)  
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Non so

Melograni
 
 
Non so quale specchio ti  ha catturato
sigillandoti nei miei pensieri, nella mia carne
o se d’una ruga che mi scava il volto,
hai colto il cuore ai melograni del mio  tempo.
 
Se fu pazzia, un ipotesi fortuita
una nota che varcò la soglia dell’ irreale
ma Reale, Amore,
come lacrima agli occhi  d’ottobre mi giunge,
tra  foglie ormai stanche e  braccia inaridite,
un germoglio di desiderio che non so tacere.

Anileda Xeka

Published in: on novembre 17, 2009 at 08:29  Comments (4)  
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