Permettete questo tango?

Il nostro caro amico Sandro Sermenghi ci ha dato notizia di un interessante evento che si terrà il 23 novembre a Bologna.  Si tratta di uno spettacolo di poesia e musica che, avendo per tema la passione,   non poteva che svilupparsi sulle note del tango argentino. Sono invitati tutti ad intervenire,  bolognesi e non,  gli amici poeti o anche i semplici appassionati e gli amanti della buona musica. Questa è la locandina dello spettacolo con tutte le informazioni utili:

Chi l’ha detto che i poeti sono tristi e noiosi, e non amano la buona compagnia?

Published in: on novembre 18, 2009 at 18:18  Comments (5)  
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Fin dove vado

Solitudine

Sempre fende il tempo
la solitudine mia artefice
in pause inevitabili.
Invece non fa male
ormai quella malinconia
lealmente subdola
nel ricucire spazi di vita
in diuturna nostalgia.
Solo un rimpianto lungo
lunghissimo fin dove vado io
digrigna d’avorio i denti bianchi forti
e ne rinnova ancora
l’incessante configgersi del morso.

Daniela Procida

Published in: on novembre 18, 2009 at 08:36  Comments (4)  
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Non dimenticare

La sento
è là fuori da qualche parte,
così lontana
eppure appena aldilà del vetro,
perché è nel tempo
impigliata
alla mano di chi
non la conosceva
e le ha donato un anno;
la vedo
appena aldilà del buio
quando chiudo gli occhi
e c’è la sabbia
fresca alla sera
e il rumore delle onde
e parole d’amore.
No, quelle non riesco
a sentirle più,
non sono quelle banali
del cinema
ma è il suono che hanno
le frasi più semplici,
dato da chi è felice
e dietro queste palpebre,
dietro questi vetri
mi piace ripetermi
di essere libero,
ma perché allora
questa paura
di due ombre
che non conosco più?
Ombre unite
di persone divise.

Gian Luca Sechi

Published in: on novembre 18, 2009 at 08:35  Comments (4)  
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Il PCI ai giovani !!

È triste. La polemica contro
il PCI andava fatta nella prima metà
del decennio passato. Siete in ritardo, figli.
E non ha nessuna importanza se allora non eravate ancora nati…
Adesso i giornalisti di tutto il mondo (compresi
quelli delle televisioni)
vi leccano (come credo ancora si dica nel linguaggio
delle Università) il culo. Io no, amici.
Avete facce di figli di papà.
Buona razza non mente.
Avete lo stesso occhio cattivo.
Siete paurosi, incerti, disperati
(benissimo) ma sapete anche come essere
prepotenti, ricattatori e sicuri:
prerogative piccoloborghesi, amici.
Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte
coi poliziotti,
io simpatizzavo coi poliziotti!
Perché i poliziotti sono figli di poveri.
Vengono da periferie, contadine o urbane che siano.
Quanto a me, conosco assai bene
il loro modo di esser stati bambini e ragazzi,
le preziose mille lire, il padre rimasto ragazzo anche lui,
a causa della miseria, che non dà autorità.
La madre incallita come un facchino, o tenera,
per qualche malattia, come un uccellino;
i tanti fratelli, la casupola
tra gli orti con la salvia rossa (in terreni
altrui, lottizzati); i bassi
sulle cloache; o gli appartamenti nei grandi
caseggiati popolari, ecc. ecc.
E poi, guardateli come li vestono: come pagliacci,
con quella stoffa ruvida che puzza di rancio
fureria e popolo. Peggio di tutto, naturalmente,
e lo stato psicologico cui sono ridotti
(per una quarantina di mille lire al mese):
senza più sorriso,
senza più amicizia col mondo,
separati,
esclusi (in una esclusione che non ha uguali);
umiliati dalla perdita della qualità di uomini
per quella di poliziotti (l’essere odiati fa odiare).
Hanno vent’anni, la vostra età, cari e care.
Siamo ovviamente d’accordo contro l’istituzione della polizia.
Ma prendetevela contro la Magistratura, e vedrete!
I ragazzi poliziotti
che voi per sacro teppismo (di eletta tradizione
risorgimentale)
di figli di papà, avete bastonato,
appartengono all’altra classe sociale.
A Valle Giulia, ieri, si è cosi avuto un frammento
di lotta di classe: e voi, amici (benché dalla parte
della ragione) eravate i ricchi,
mentre i poliziotti (che erano dalla parte
del torto) erano i poveri. Bella vittoria, dunque,
la vostra! In questi casi,
ai poliziotti si danno i fiori, amici………

PIER PAOLO PASOLINI (da “Scritti corsari”)

Published in: on novembre 18, 2009 at 08:34  Comments (5)  
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Così…

…ed è così che te ne vai
senza mettere punti o croci
in modo che possa identificarti
non solo dalle impronte
se mai ne trovassi sul vetro del mio cuore
così fragile adesso
così indifeso di fronte al dolore
del mondo senza te.

Maria Attanasio

Published in: on novembre 18, 2009 at 08:33  Comments (4)  
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Feminilitè

Spazio

At vadd at sent
famna,
anch se t fstéss
la tô feminilitè
con indiferänza,
quèsi ch’la t paisa.
 
Äl tåu aréol
a n’ho gnanc intravesti,
såul insugnè.
 
Mo
a in pasarà dl’âcua,
e fôrsi
un’èlba una lóuna,
un vèsper,
is farän incuntrèr! 
 
Femminilità
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
FEMMINILITA’
 
Ti vedo ti sento
femmina,
anche se indossi
la tua femminilità
con indifferenza,
quasi ti pesi.
 
Le tue areole
non ho neanche intraviste,
solo sognate.
 
Ma
ne scorrerà dell’acqua,
e forse
un’alba una luna,
un vespro,
ci faranno incontrare!
 

Sandro Sermenghi

Published in: on novembre 18, 2009 at 08:29  Comments (2)  
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Gocce di luna

  

Desertmoon

 
 Gocce di te
stilla la notte
e con pianto di nubi
disseta la terra   
come pioggia d’amore.
 
Tu luce di luna
sei donna e sirena
solo in te vive
il mio deserto
e aspetta la notte
la magica notte
che nulla e nessuno
porterà via
così sarai
per sempre mia.

Marcello Plavier

Published in: on novembre 18, 2009 at 08:27  Comments (2)  
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