Quando

Quando decidi di
partire
guarda che sia
tutto a posto
la legna nel camino
il caffè schiacciato
nella Moka
il pigiama piegato
e ben riposto
e il rubinetto
della doccia
spento.
Guarda che in cielo
ci siano nubi formose
morbide e rosate
e profumi ancora
il bucato quasi asciutto
e la rosa quella gialla
sia aperta.
Guarda che la finestra
quella grande sia
socchiusa appena
e passi un poco
dolce dolce
folata mattutina.
Mettiti la giacca
quella spessa
e un poco lisa
ma gonfia di
ricordi e strappi.
Ricorda che la chiave
piccolina quella che
apre tutto è nascosta
tu sai dove.
Quando decidi di partire
non dirmelo:
voglio capirlo io
la notte
standoti accanto.

Tinti Baldini

Published in: on novembre 20, 2009 at 08:13  Comments (12)  
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L’ora di Barga

Al mio cantuccio, donde non sento
se non le reste brusir del grano,
il suon dell’ore viene col vento
dal non veduto borgo montano:
suono che uguale, che blando cade,
come una voce che persuade.
Tu dici, E` l’ora; tu dici, E` tardi,
voce che cadi blanda dal cielo.
Ma un poco ancora lascia che guardi
l’albero, il ragno, l’ape, lo stelo,
cose ch’han molti secoli o un anno
o un’ora, e quelle nubi che vanno.
Lasciami immoto qui rimanere
fra tanto moto d’ale e di fronde;
e udire il gallo che da un podere
chiama, e da un altro l’altro risponde,
e, quando altrove l’anima è fissa,
gli strilli d’una cincia che rissa.
E suona ancora l’ora, e mi manda
prima un suo grido di meraviglia
tinnulo, e quindi con la sua blanda
voce di prima parla e consiglia,
e grave grave grave m’incuora:
mi dice, E` tardi; mi dice, E` l’ora.
Tu vuoi che pensi dunque al ritorno,
voce che cadi blanda dal cielo!
Ma bello è questo poco di giorno
che mi traluce come da un velo!
Lo so ch’è l’ora, lo so ch’è tardi;
ma un poco ancora lascia che guardi.
Lascia che guardi dentro il mio cuore,
lascia ch’io viva del mio passato;
se c’è sul bronco sempre quel fiore,
s’io trovi un bacio che non ho dato!
Nel mio cantuccio d’ombra romita
lascia ch’io pianga su la mia vita!
E suona ancora l’ora, e mi squilla
due volte un grido quasi di cruccio,
e poi, tornata blanda e tranquilla,
mi persuade nel mio cantuccio:
è tardi! è l’ora! Sì, ritorniamo
dove son quelli ch’amano ed amo.

GIOVANNI PASCOLI

Published in: on novembre 20, 2009 at 08:12  Comments (1)  
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Nostalgia

MALL

Lutem
përpara një muzgu
asaj ere
që do të më sjellë
në shtëpi.

§

Prego
davanti ad un tramonto
Quel vento
che mi riporterà
a casa


Anileda Xeka

Published in: on novembre 20, 2009 at 08:11  Comments (6)  
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Il bergamotto sul treno

Bagnara

 

Dal finestrino d’odiato treno
rividi a lungo il mio pacato mare
e insieme a lui le molte tante cose
che mi portavo intanto nel futuro.
Bei ricordi sarebbero poi stati
il gran ventaglio dei colori vivi,
i forti azzurri del frizzante Stretto,
il verde di quegli anni benedetti,
i primi rossi delle labbra al bacio,
il bianco delle mille schiume a riva,
il viola d’una costa benedetta
il cielo che non m’avrebbe visto uomo.
Naso sul vetro, guardai le colline
che ancor da Reggio non ero io uscito.
Scrutai i limoneti che rimpiango,
e di tramonto d’aranceti mi bagnai.
Quante emozioni conteneva il cuore?
Maggior fortuna volle accarezzarmi
quando in valigia vidi il bergamotto,
perfetto per color, forma ed essenza.
Quel giallo intenso ricordò un’alba
forse la stessa che m’aspetto sempre.
Dentro il rovente triste Espresso del 70
pensai al primo mio romano inverno.
Le foglie lucide del bergamotto
non si staccarono per mesi e mesi
così come per anni ed anni ed anni
non son cadute le mie nostalgie…
 

Aurelio Zucchi

Published in: on novembre 20, 2009 at 08:10  Comments (2)  
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Asunto de amor


Sabemos, si, que hay luz,
todo quiere ser cuerpo
mariposa, montana
ensayos son alternativos
a un mismo anhelo
sino de almas errantes.
Querer vivir
es anhelarla carne,
donde se vive
y por la que se muere.

§

ARGOMENTO D’AMORE

Lo sappiamo, c’è luce, si.
tutto vuole essere corpo
farfalla, montagna
prove alternative di forma
per uno stesso anelito
destino di anime erranti.
Voler vivere
è anelito di carne
per la quale si vive
e nella quale si muore

Marcello Plavier

Published in: on novembre 20, 2009 at 08:09  Comments (2)  
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