L’aspetto delle cose

 “L’aspetto delle cose varia secondo le emozioni e così non vediamo magia e bellezza in loro, ma, in realtà, magia e bellezza sono in noi”

KHALIL GIBRAN

Published in: on novembre 24, 2009 at 08:18  Comments (3)  
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Pensandoti bimba


Bambina scalza
inseguivi ramarri
lampi di verde
di quegli anni.
È nostalgia di sole
di lampi d’estate
di pioggia improvvisa.
Su rovine di creta
e antiche città
variopinta farfalla
volavi serena.
Vento caldo che passa
luna nel mare
occhio di tigre
ti vedo bellissima
per questo muoio
di troppo amore.

Marcello Plavier

Published in: on novembre 24, 2009 at 08:17  Comments (7)  
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Anche tu dicevi

 

Anche tu dicevi
non venire alla stazione
se un giorno partirò.
Il treno lascia le lacrime
sulla banchina di chi fermo
alla vista pur s’allontana

Anche tu dicevi
non venirmi a salutare
alla stazione se partirò
Voglio di te il ricordo
di un viso felice, lo stesso
che vidi scendendo dal treno
con la mia valigia leggera

Ora sono io che parto
ma la mia valigia pesa
non venire alla stazione
non venirmi a salutare
La mia valigia pesa e
posto per altro dolore
non ne ho più.

Claudio Pompi

Published in: on novembre 24, 2009 at 08:16  Comments (9)  
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Altro cielo

OTRO CIELO

No existe esponja para lavar el cielo
pero aunque pudieras enjabonarlo
y luego echarle baldes y baldes de mar
y colgarlo al sol para que se seque
siempre te faltarìa un pàjaro en silencio

no existen métodos para tocar el cielo
pero aunque te estiraras como una palma
y lograras rozarlo en tus delirios
y supieras por fin còmo es al tacto
siempre te faltarìa la nube de algodòn

no existe un puente para cruzar el cielo
pero aunque consiguieras llegar a la otra orilla
a fuerza de memoria y de pronòsticos
y comprobaras que no es tan difìcil
siempre te faltarìa el pino del crepùsculo

eso porque se trata de un cielo que no es tuyo
aunque sea impetuoso y desgarrado
en cambio quando lleges al que te pertenece
no lo querràs lavar ni tocar ni cruzar
pero estaràn el pàjaro y la nube y el pino

§

Non esiste spugna per lavare il cielo
ma se anche,  tu potessi insaponarlo
e poi sciacquarlo con secchi e secchi di mare
e stenderlo al sole perchè asciughi
sempre ti mancherebbe un uccello in silenzio

non esistono metodi per toccare il cielo
ma  se anche,  tu ti allungassi come una palma
e riuscissi a sfiorarlo nei tuoi delirii
e sapessi, infine, come è al tatto
sempre ti mancherebbe la nube di cotone

non esiste un ponte per attraversare il cielo
ma se anche,  tu riuscissi a raggiungere l’altra sponda
a forza di ricordi e pronostici
e comprovassi che non è così difficile
sempre ti mancherebbe il pino del crepuscolo

questo perchè si tratta di un cielo che non è il tuo
nonostante sia impetuoso e stracciato
quando invece arriverai a quello che ti appartiene
non lo vorrai lavare nè toccare nè attraversare
ma ci saranno l’uccello la nuvola e il pino.

[Trad. di Maria Cristina Vergnasco]

MARIO BENEDETTI

Published in: on novembre 24, 2009 at 08:15  Comments (5)  
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Il turbine


Il mandorlo cresceva, tra l’annosa compagnia
di faggi, solo, ma contento del suo fragile stato.
Lieve, quasi tinto di rosa, al sole riluceva,
nel verde smeraldino d’un bel prato.
Quando improvviso il sibilar del vento
squassa nelle radici la foresta, l’acque del rio
tracimano le sponde… il mandorlo, divelto
dal turbine violento, piega la testa e muore
spargendo i suoi bei fiori in tutto il prato…

Scendevan le sue foglie quasi con volo stanco.
Quasi provasser nel cadere orrore,
come se un lieve ed ultimo pudore
le trattenesse a perdersi nel suolo.
Pensavan alle rosate già sepolte aurore,
al profumo dei fiori, allo splendore del cielo.
E sognavano trilli di usignuolo, lente
cadendo nell’immota pace, fremiti d’ali
in armonie di voli … mentre la terra, sotto,
dall’uomo incolta, umida e nera,
le accoglieva nel suo sen ferace,
per poi mutarle in viole a primavera…

Paolo Santangelo

Published in: on novembre 24, 2009 at 08:14  Comments (6)  
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Lacrime bianche


Stamani il cielo
triste e imbronciato
piange lacrime bianche
che come tenere
farfalle
si posano ovunque;
vagano lievi
al soffio del vento
che le disperde
tra gli alberi
intirizziti
e sui marciapiedi
grigiverdastri
sciogliendosi poi
in rapida agonia.

Nino Silenzi

Published in: on novembre 24, 2009 at 08:12  Comments (4)  
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