Rincari

Ora,
che so spendere
la notte,
mi costa l’aurora.

Piangono abitudini
gli occhi,
e ascolto e non odo
lacrime aride
di gravidi domani.

Oscuri
immani muri,
cingono spifferi
di parole
di labbra
recluse grinze
spossate
assorte
in funambolici,
futili esami.

Scendo
in strada oggi.
Lividi
striscioni,
pugni al cielo,
e manifesto.

In questo
giorno asciutto,
imbustato
scontato
sedizioso,
contesto
il prezzo
esorbitante
del biglietto,
di questa mia
accanita corsa.

Flavio Zago

Published in: on novembre 25, 2009 at 07:42  Comments (7)  
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Notturno

La collina è notturna, nel cielo chiaro.
Vi s’inquadra il tuo capo, che muove appena
e accompagna quel cielo. Sei come una nube
intravista fra i rami. Ti ride negli occhi
la stranezza di un cielo che non è il tuo.

La collina di terra e di foglie chiude
con la massa nera il tuo vivo guardare,
la tua bocca ha la piega di un dolce incavo
tra le coste lontane. Sembri giocare
alla grande collina e al chiarore del cielo:
per piacermi ripeti lo sfondo antico
e lo rendi più puro.

Ma vivi altrove.
Il tuo tenero sangue si è fatto altrove.
Le parole che dici non hanno riscontro
con la scabra tristezza di questo cielo.
Tu non sei che una nube dolcissima, bianca
impigliata una notte fra i rami antichi.

CESARE PAVESE

Published in: on novembre 25, 2009 at 07:40  Comments (2)  
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Clochard

Nessuno mi conobbe
in questo mare di genti
perché guardarono le labbra
invece degli occhi
perché sentirono il rumore
invece delle parole
perché aspettarono il prossimo
che mi tendesse la mano.
Nessuno ebbe attenzione
per i miei gesti evidenti
perché aspettarono il tempo
invece di andarlo a cercare
perché nascosero il cuore
disimparando ad usarlo
perché affrettarono il passo
ognuno sul suo binario normale;
e così
nessuno mi conobbe
o mi vide tremare
ed io morii solo
sotto miliardi di stelle.

Gian Luca Sechi

Published in: on novembre 25, 2009 at 07:38  Comments (2)  
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Mentirmi

 

Non confesso di ricordare
torcendo l’anima nel pianto.
Sfido me stessa, mi ignoro
ed è malinconia.

Daniela Procida

Published in: on novembre 25, 2009 at 07:35  Comments (3)  
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Noi…

 

 
Se voglio posso
senza ali volo
pensiero e parole
hanno piedi veloci
e gambe lunghe
a volte come le bugie
 
c’è un silenzio greve
che ci fa colpevoli
quando il dolore degli altri
ci attraversa ma non ci resta dentro
e restiamo senza parole
perché conviene
 
noi che ci crediamo poeti
che sull’asfalto incontriamo cieli
noi che tra di noi ci conosciamo
e ci amiamo senza incontrarci
mai se non nell’aria e siamo vento
l’uno per l’altro
e siamo pane e vino e nostalgia
di un altro volo e che non sia l’ultimo
almeno non ancora
 
noi che abbiamo visto passare
alcuni di noi veloci nella vita
e fermi nelle parole divenute versi
doloranti e dolorosi
ma non vinti
noi continueremo parole nel vento
orme perdute nell’acqua
a darci fiato.

Maria Attanasio

Published in: on novembre 25, 2009 at 07:30  Comments (6)  
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