L’accento del giorno

 
traballo e farfuglio versi
mentre mi aggiro in dintorni
e lontananze
che sfregiano le ragioni del cuore
– assente –
ora che sconfino in un dove
ho solo una gamba, sinistra
a reggermi i colpi
– di testa – assediata
e respiri sui vetri
che implorano ali
e questi occhi spauriti
a volte truccati
che sfidano deserti
e gabbie
a rinchiudere gli ultimi
credo in rovina
e mani
queste mie mani
impastate di argilla
e fatiche di suoni
a bussarmi le ore d’aria
centellinata […]
e il giorno mi parla.

Beatrice Zanini

Published in: on novembre 28, 2009 at 08:21  Comments (3)  
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Fors’ echi d’echi

Nel letto di palùde,
da tempo asciutta,
ora angusta viuzza
solitaria di paese,
povere pietre,  trite,
secolari,  affaticate,
erose,  sgretolate,
in questa sera
priva di chiarore
ascolto il vostro
canto di dolore,
nota d’un canto
grande e universale.

Stasera non c’è mànco
un filo d’aria
che di voi parli
agli astri solitari:
antichi impatti,
comete dolci amanti
che sanno il vostro male.
Io solo, triste, muto,
intento, curvo su voi,
povere pietre secolari.

Mormorìi strani,
labili, lontani, fiottan
nell’aria da questo
silenzio soave,
coi miei morenti sogni…
musiche arcane, flebili
affiochite, fors’echi d’echi
spenti da…centenni.
Echi d’accordi dolci
di chitarre intonanti
i canti dell’amore,
schiamazzare di lieti
conviviali, di marce nuziali.

Echi di tempi persi
nella brulla pietràia
deserta, muta,
vastità del nulla.

Paolo Santangelo

Published in: on novembre 28, 2009 at 08:20  Comments (4)  
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La rosa e l’ortica

“Amore ha rosa ed ortica, e gli nascono dallo stesso chicco, il rosaliccio e la spiga”

ANTONIO MACHADO Y RUIZ

Published in: on novembre 28, 2009 at 08:20  Comments (3)  
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Coltivo la rosa bianca

Cultivo una rosa blanca

en julio como en enero,

para el amigo sincero

que me da su mano franca.

Y para el cruel que me arranca

el corazon con que vivo,

cardo ni ortiga cultivo,

cultivo una rosa blanca.

§

Coltivo una rosa bianca,

in luglio come in gennaio,

per l’amico sincero

che mi porge la sua mano franca.

E per il crudele che mi strappa

il cuore con cui vivo,

né il cardo né ortica coltivo:

coltivo la rosa bianca.

JOSÉ MARTÍ

Published in: on novembre 28, 2009 at 08:19  Comments (6)  
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Fragile

Se a notte capitasse d’urtarti,
pregherei,
che pietra d’angolare tu fossi
perché si:
vorrei il mattino averti in un livido
quaggiù
dove nascondo il meglio di un angelo,
anche tu?

Massimo Botturi

Published in: on novembre 28, 2009 at 08:18  Comments (5)  
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La favola della notte

 

Musa che accendi
tremolanti fuochi,
fiume che scorri tra le rive
della sera e dell’alba,
le tue virtù pacate
i tuoi silenzi
suonano dolcemente,
si condensano l’ombre
come spalmate oasi di tempo,
escono i puntini sempre accesi
dai labirinti ignoti,
sfogliano desideri tra le dita:
un’isola incantata sempre verde
lambisce il mare l’onda di confini
la riva nuda come una conchiglia
dove la spuma palpitante volta
lungo le insenature color miele…
maturano le notti fior di stelle
sullo stelo di sogni tra le righe
della favola dolce dove un bacio
sveglia la principessa addormentata.

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on novembre 28, 2009 at 08:16  Comments (7)  
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