Buon anno amici

 

Questo è  stato davvero un anno straordinario. Merito vostro, cari collaboratori del Cantiere, che arricchite queste pagine con le vostre poesie ma anche con la vostra amicizia. Sento di ringraziarvi per questo, per aver aderito con il vostro entusiasmo a questa iniziativa e per tenerla in piedi con costanza, fedeltà e dedizione. Spero che il sogno concretizzatosi in questi due mesi possa continuare, quel sogno di donare, a chiunque intenda visitarci, un attimo di riflessione, un attimo di compagnia insieme alle vostre voci e a quelle dei grandi del pensiero e della letteratura, un attimo di pausa in questa nostra vita piena di stressanti incombenze o  di noiosa insoddisfazione, quando non anche di dolore e sofferenza. Un attimo di speranza in quella che il filosofo definisce “una vita di quieta disperazione”. E’ il nostro sogno, quello di donare, a chi lo voglia, un attimo di poesia.

Grazie, e buon anno a tutti!

Il Cantiere

Published in: on dicembre 31, 2009 at 11:08  Comments (8)  
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Gigli di neve


Gigli di neve
fioccano dal cielo
e sciolgono ogni dolore,
stupito il cuore
s’arrende al niveo splendore
e attende smarrito
che il primo raggio di sole
lasci intatto manto di purezza
sceso sulla terra
come candida carezza.

Roberta Bagnoli

Published in: on dicembre 31, 2009 at 07:39  Comments (6)  
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Come vorrei…

Come vorrei amarti ancora
e togliermi dagli occhi
la polvere del tempo che irrita
e fa male a lungo andare

come vorrei aprire porte
e braccia ancora e avere voce
e parole a milioni
per dirti tutto ma non la verità
che fa male anche quando si tace

e si può vivere di niente
e morire nudi
come si è nati
e soli e gridando
oppure in pace.

Maria Attanasio

Published in: on dicembre 31, 2009 at 07:23  Comments (4)  
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Domande di un lettore operaio

FRAGEN EINES LESENDEN ARBEITERS

Wer baute das siebentorige Theben?
In den Buechern stehen die Namen von Koenigen.
Haben die Koenige die Felsbrocken herbeigeschleppt?
Und das mehrmals zerstoerte Babylon –
Wer baute es so viele Male auf? In welchen Haeusern
des goldstrahlenden Lima wohnten die Bauleute?
Wohin gingen an dem Abend, wo die Chinesische Mauer fertig war
die Maurer? Das grosse Rom
ist voll von Triumphboegen. Wer errichtete sie? UEber wen
triumphierten die Caesaren? Hatte das vielbesungene Byzanz
nur Palaeste fuer seine Bewohner? Selbst in dem sagenhaften Atlantis
bruellten in der Nacht, wo das Meer es verschlang
die Ersaufenden nach ihren Sklaven.

Der junge Alexander eroberte Indien.
Er allein?
Caesar schlug die Gallier.
Hatte er nicht wenigstens einen Koch, bei sich?
Philipp von Spanien weinte, als seine Flotte
untergegangen war. Weinte sonst niemand?
Friedrich der Zweite siegte im Siebenjaehrigen Krieg. Wer
siegte ausser ihm?

Jede Seite ein Sieg.
Wer kochte den Siegesschmaus?
Alle zehn Jahre ein grosser Mann.
Wer bezahlte die Spesen?

So viele Berichte.
So viele Fragen.

§

Chi costruì Tebe dalle Sette Porte?
Dentro i libri ci sono i nomi dei re.
I re hanno trascinato quei blocchi di pietra?
Babilonia tante volte distrutta,
chi altrettante la riedificò? In quali case
di Lima lucente d’oro abitavano i costruttori?
Dove andarono i muratori, la sera che terminarono
la Grande Muraglia?
La grande Roma
è piena di archi di trionfo. Chi li costruì? Su chi
trionfarono i Cesari? La celebrata Bisanzio
aveva solo palazzi per i suoi abitanti?
Anche nella favolosa Atlantide
nella notte che il mare li inghiottì, affogarono
implorando aiuto dai loro schiavi.

Il giovane Alessandro conquistò l’India.
Lui solo?
Cesare sconfisse i Galli.
Non aveva con sé nemmeno un cuoco?
Filippo di Spagna pianse, quando la sua flotta
fu affondata. Nessun altro pianse?
Federico II vinse la guerra dei Sette Anni. Chi
vinse oltre a lui?

Ogni pagina una vittoria.
Chi cucinò la cena della vittoria? Ogni dieci anni un grande uomo.
Chi ne pagò le spese?

Tante vicende.
Tante domande.

BERTOLT BRECHT

Non ci avevo pensato mai

 

Sai, non ci avevo pensato mai
ad un giorno come questo.
Sarà un gioco nuovo il nostro
tirare a sorte con una moneta
i nomi degli amici da spartirci.
Capita alla fine di un amore
quando decidi di ricominciare
lasciando dietro i tuoi frammenti
Sai, non ci avevo pensato mai
ad un giorno come questo.
Terrò il mio nome ma cambierò
la mia vita con un numero di telefono
e un indirizzo nuovo.
Porto via solo i miei giorni con te
il resto lo lascio qui, buttalo se vuoi
Non ci pensare, passerà prima o poi
qualche volta, se non ce la fai
pensami e vedrai che il tempo passerà
più in fretta su di te, su di noi.
Lo farò anch’io quando sentirò
il cuore stanco di battere da solo
quando monotono sarà il rumore
dei miei soli passi.
Ti chiederanno di me e in quel momento
ti ritroverai a parlare di noi
come se questo amore non fosse
finito mai.

Claudio Pompi

Published in: on dicembre 31, 2009 at 07:14  Comments (4)  
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Nòt d’amåur a Curtgèla

 

Ai éren in cl’alîgra stanziéina
quand l’Anîta uduråusa e pimpanta
la m se striché e alzîra, amicanta,
la suspiré: “A sån un ptån d rôsa
par té stanòt a srò la tô spåusa!”
Mè, indurmintè e gnanc preparè,
ûc’ a sfisûr a guardé l udåur
e cla nòt a Curtgèla… ai fó amåur!
Al gnichèva al litén in fadîga
mäntr a sfiurèva la chèra amîga
che cinéina la stèva stra d mé!
Al fó col såul che insämm a se dsdénn
e äl fói stra i râm a vdénn svulazèr
e i rundanén int al nîd pipièr:
e int al dé nôv beèt a s aviénn.

§

NOTTE D’AMORE A CORTICELLA

S’era in quella giocosa stanzetta
dove Anita odorosa e pimpante
mi si strinse e lieve, ammiccante,
sussurrò: “Sono un bòcciol di rosa
e stanotte sarò la tua sposa!”
Io, assonnato ed impreparato,
occhi a fessure guardai l’odore
e a notte a Corticella… fu amore!
Cigolava il lettino in fatica
mentre io lambivo… la mica
che piccina gemeva fra me!
Fu col sole che ci ridestammo
e vedemmo le frasche volare
e le rondini già cinguettare:
e al nuovo giorno beati ci avviammo.

Sandro Sermenghi

(n.d.a.: Avete mai guardato… l’odore? guardatelo, guardatelo qui! E poi, vi siete mai ridestati col sole, vedendo le frasche volare e le rondini già cinguettare? Se vi è capitato, certamente vi siete avviati con Lei, beati, nel giorno nuovo! Sono emozioni tali che vi rimangono dentro indimenticabili!)

Published in: on dicembre 31, 2009 at 07:02  Comments (3)  
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La purezza

“Ci si crede puri finchè si disprezza quello che non si desidera”

MARGUERITE YOURCENAR

Published in: on dicembre 31, 2009 at 06:53  Comments (3)  
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Frutti

Ma se uno trova
se stesso e ne sente il canto
sente d’esistere
bocca e sangue e vento
quando guarda i frutti
che ha generato
siamo tutti
terra di nessuno
una melma fetida
che svuota ventri
sul nascere?
Sono frutti
quegli alberi
acidi e senza vita
la cappa nera sulle culle
le mazzette di schiavi
la polvere dei fuochi sulla via
le stragi senza nome
la menzogna sovrana
le risate di chi inneggia
contro
contro di me, di te, di lui
l’impunito che sbraita in tv
le coscienze ammorbate che
più non sanno nè vogliono sapere
perchè l’oblio cancella
efferatezza ormai.
Noi siamo a un crocevia
dove fischiano pallottole
o suona il vento:
cerchiamo ancora
con le unghie e i denti
quella strada.

Tinti Baldini

Published in: on dicembre 30, 2009 at 07:50  Comments (8)  
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Vedere il futuro

Ho tracciato
la mia strada
inventandola
metro per metro
ma questa nebbia
fa sì
che solo al posare
il piede
sia certo del mio passo
e sento
il rumore
della via percorsa
crollare
perché non mi è data
possibilità di rimedio;
che sia giorno
o sera
non posso sapere,
troppo incerta la luce,
ma credo che sentirò
la voce
laddove si incontreranno
tutti i sentieri degli uomini.

Gian Luca Sechi

Published in: on dicembre 30, 2009 at 07:47  Comments (4)  
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Oh madonnina dei dolori

Oh madonnina dei dolori
quanti dolori avete voi…
oh madonnina dei dolori
adesso vi racconto i miei.

Voi siete piena di dolori
ma anch’io credete non ne posso più
c’ho sempre un sacco di dolori
c’ho i reumatismi, sono molto giù.

Anche i rapporti con mia moglie
da un po’ di tempo non ne abbiamo mai
ma d’altra parte è risaputo
che anche Giuseppe vi rispetta assai.

Per voi direi è anche giusto
tu sei la Vergine Maria
per noi la cosa è un po’ diversa
a noi ci viene la malinconia.

Di vostro figlio sanno tutti
che non l’avete concepito voi
di questi casi ce ne sono molti
la stessa cosa è capitata a noi.

Il vostro è figlio del Signore
il famosissimo Gesù
il nostro è figlio di un signore
l’ha messa incinta e non s’è visto più.

Gesù era buono più di un santo
ma il porco Giuda lo tradì
mio figlio no, non era proprio un santo
una spiata ed è finita lì.

Il tuo figliolo è morto in croce
quanto ha sofferto lo sai solo tu
il mio è in galera da una vita
povero cristo non vien fuori più.

GIORGIO GABER  E  SANDRO LUPORINI