Tre amiche

Avevamo detto tempo addietro che non era prevista nel nostro Cantiere una rubrica per le recensioni, perchè seguire il mercato editoriale nel campo della poesia è veramente un’impresa al di sopra delle nostre forze. Consentiteci però di fare un’altra eccezione nel caso di queste tre poetesse, perchè le loro voci impreziosiscono questo sito e la loro collaborazione ci onora, e non potremmo fare a meno nè della loro poesia  nè della loro amicizia. Pensiamo sia giusto fare un omaggio al lavoro di Cristina, Maria e Tinti  ricordando le loro più recenti pubblicazioni, da cui sono tratte anche alcune delle poesie che compaiono ogni giorno su queste pagine. Un grazie di cuore alle nostre tre amiche e buona lettura a tutti coloro che seguiranno i nostri consigli!

ATTRAVERSAMENTI VERTICALI

di Cristina Bove

Ed. Il Foglio Letterario

(Prefazione di Renzo Montagnoli)

§

GIOCHI IN SPECCHI D’ACQUA

di Maria Attanasio

Ed. Il mio libro

(Recensione di Tinti Baldini)

§

SEGNI

di Tinti Baldini

Ed. Altromondo

(Recensione di Giovanna Giordani)

Published in: on dicembre 1, 2009 at 07:30  Comments (8)  
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Il tuo mare

Vivi il tuo mare,
possente di creste
schiumate
e fluenti
seriche pieghe,
ornate di suoni
struscianti
e sferzate
su rive d’attese
in granelli di credo.

Vivi il tuo mare
sbiancato, danzante
dai ritmi stracciati
da ere di stelle
cadenti da spazi
infuocati e percorsi
da scie siderali,
e scogli scolpiti
da sogni sfrangianti
e beffanti,
bucoliche mete.

Vivilo ora
nuvola liscia
aspirando, sfumando
la spira silente
d’anguilla argentata
ammaliata, sinuosa
dolce d’attesa,
desnuda d’indugi
su labbra accostate
a giochi di palpebre

E allora veleggia
il tuo mare fraterno,
ebbro compagno,
acqua da bere,
pioggia serena
che vive ed imperla
l’intimo drappo

di falce di luna.

Tinti Baldini e Flavio Zago

Published in: on dicembre 1, 2009 at 07:25  Comments (5)  
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La possibilità di un Dio

Quanti anni ancora
mi cercherò dentro
l’indicibile e il detto
con le parole fatte freccia
che scocca
nella campana che rintocca
ed annuncia anche la mia fine
più volte in un giorno
e sono fiore
restando seme
e sono parole
senza fiato
e prato negato
al quartiere più lontano
dal centro della città
e sono materia
e brodo primordiale
e sono diversamente scaltra
solitaria al punto giusto
tanto da aspettare ancora
e sono suono e corda di violino
sono lontana
ma non ti ho avuto mai così vicino
da farmi carne ardente
pur di volerti al mio fianco
folle al punto da cavarmi gli occhi
per non vederti
quando poi sarai stanco
sono legno d’ulivo
e cedro del Libano
sono monte sacro
e zolla del tuo giardino
scendo e poi salgo
le scale della passione
come tanti cristi
senza croce e senza esposizione
(e tu di me cosa sai
mentre te nei stai in disparte
e decidi come un amante
di chiudere il conto
e scappare).
C’è la possibilità che io creda
che sia cammino di fede
questo nero su bianco
che pomposamente chiamo poetare
è pane e vino
per la mia comunione col mondo
che pure nel suo giro
mi sposta dal centro
che poi sarei io
impotente per ieri e domani
ma oggi  vivo
quasi senza fiato.
C’è la possibilità
che il chiodo diventi anello
e che io mi ricongiunga al Dio
che nel suo pieno diritto
mi sta cercando.

Maria Attanasio

Published in: on dicembre 1, 2009 at 07:15  Comments (7)  
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Il male di vivere

Spesso il male di vivere ho incontrato:
era il rivo strozzato che gorgoglia,
era l’incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.

Bene non seppi, fuori del prodigio
che schiude la divina indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.

EUGENIO MONTALE

 

Published in: on dicembre 1, 2009 at 07:10  Comments (2)  
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Chiazze di giallo colza

Chiazze di giallo colza
sorridono nei prati
sotto il terso cielo
azzurro vivo d’ottobre.
Rallegrano i radi alberi
e i neri uccelli di passo
che planano lenti
a trovar ristoro.
E gli occhi miei
riposano
al loro vivido colore
e di calma pace
si colma
l’animo inquieto
di luce assetato.

Nino Silenzi

Published in: on dicembre 1, 2009 at 07:05  Comments (7)  
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Bora

un’aria
come gridata a raffica
mi scaraventa a terra

un’ala
di pacatezza mi sia data
per sorvolare circhi e imbonitori

desidero accucciarmi nel silenzio.

Cristina Bove

Published in: on dicembre 1, 2009 at 07:00  Comments (6)  
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