Il puzzle

Il puzzle si ricompone
parti di vita perdute
in vicoli bui
tornano ad avvicinarsi.
Quasi non li riconosco
loro mi appartengono.
Portati via da un vento gelido
impetuoso.

La luce ricompare
il buio sapeva di eterno.
Rugiada, ali di uccelli variopinti
musiche celtiche
etnie misteriose.
Mi ricompongo.

Maristella Angeli

Published in: on gennaio 31, 2010 at 07:32  Comments (7)  
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La ballata dell’amore cieco

Un uomo onesto, un uomo probo,
tralalalalla tralallaleru
s’innamorò perdutamente
d’una che non lo amava niente.

Gli disse portami domani,
tralalalalla tralallaleru
gli disse portami domani
il cuore di tua madre per i miei cani.

Lui dalla madre andò e l’uccise,
tralalalalla tralallaleru
dal petto il cuore le strappò
e dal suo amore ritornò.

Non era il cuore, non era il cuore,
tralalalalla tralallaleru
non le bastava quell’orrore,
voleva un’altra prova del suo cieco amore.

Gli disse amor se mi vuoi bene,
tralalalalla tralallaleru
gli disse amor se mi vuoi bene,
tagliati dei polsi le quattro vene.

Le vene ai polsi lui si tagliò,
tralalalalla tralallaleru
e come il sangue ne sgorgò,
correndo come un pazzo da lei tornò.

Gli disse lei ridendo forte,
tralalalalla tralallaleru
gli disse lei ridendo forte,
l’ultima tua prova sarà la morte.

E mentre il sangue lento usciva,
e ormai cambiava il suo colore,
la vanità fredda gioiva,
un uomo s’era ucciso per il suo amore.

Fuori soffiava dolce il vento
tralalalalla tralallaleru
ma lei fu presa da sgomento,
quando lo vide morir contento.
Morir contento e innamorato,
quando a lei niente era restato,
non il suo amore, non il suo bene,
ma solo il sangue secco delle sue vene.

FABRIZIO DE ANDRE’


Published in: on gennaio 31, 2010 at 07:24  Comments (2)  
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Brividi


Silenzio inverecondo regna
in questo micro tempo vincitore.
Ora che brividi giungono al cuore
come se la felicità mai è esistita,
io, dietro i vetri della mia finestra,
vado sfaldando i resti dell’attesa.
Mi abbraccio, quasi innamorato
di ciò che non riesco a dimostrare,
dell’aria ingenua che mi ha pervaso
da quando bimbo credevo nelle fate.
Mi porto al collo un lembo di coperta
ma non del gelo tutta è la colpa.
Son brividi d’insana solitudine
che spossa e spossa più dei ghiacci,
che spoglia la mia anima indifesa
e la trafigge senza che sangue n’esca.
Mi coprirò e aspetterò la dolce luna
ma questa notte alle abusive stelle
intimerò di togliersi dal campo.
Non ho la voglia di legittimarle…

Aurelio Zucchi

Published in: on gennaio 31, 2010 at 07:23  Comments (4)  
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Strade

Quella di lato è coperta di stracci
accovacciati sotto cartone e insulti
quella a sinistra in discesa
di sassi e buche ti vede
bambina col falò
di occhiaie vuote
il viale di destra alberato
palazzi rosa di marmo e fiori
cammina solo tra cappelli e
tacchi su misura
l’ultima dinnazi sembra
un nervo tirato
non finisce
va
fra angoli e
sghimbesci
sale e scende poi vira
di striscio
si bagna e si asciuga
rompe argini
caracolla sull’erba
e cerca…

Tinti Baldini

Published in: on gennaio 31, 2010 at 07:12  Comments (7)  
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Il silenzio


Viaggia veloce nell’aria
E penetra nella roccia
Come canto di sirena

Marcello Plavier

Published in: on gennaio 31, 2010 at 07:02  Comments (5)  
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La rosa, il giglio, la colomba, il sole

Die Rose, die Lilie, die Taube, die Sonne,

Die liebt’ ich einst alle in Liebeswonne.

Ich lieb’ sie nicht mehr, ich liebe alleine

Die Kleine, die Feine, die Reine, die Eine;

Sie selber, aller Liebe Bronne,

Ist Rose und Lilie und Taube und Sonne.

§

La rosa, il giglio, la colomba, il sole,

ho tutti amati un tempo con passione.

Or più non l’amo, amo solo lei

la piccola, bella, pura e unica;

lei sola, fonte di tutto l’amore,

è rosa e giglio, è colomba e sole.

HEINRICH HEINE

Published in: on gennaio 30, 2010 at 07:29  Comments (7)  
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E’ spoglia la mia anima

è spoglia la mia anima nelle tue mani.
Non avrei altra corteccia se tu mi ferissi
né gesta sapienti per poterlo cancellare
all’inverno – dimora darei nei miei occhi.
Ma tu abbracciami quando sono disattenta
soprattutto allora quando non riesco a parlarti
vedrai come si scioglierà la brina
nel battito del tuo cuore incendiato
e di frutti rossi si popolerà il silenzio.

Anileda Xeka

Published in: on gennaio 30, 2010 at 07:23  Comments (7)  
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I treni

Doveva essere una notte bella chiara
niente rumore e fumo di stelle,
quelle notti
come d’aprile dopo che il vento ha rotto i rami.
Quelle nottate che i monti sono gobbi
dopo i lampioni secchi
e le cave
dopo il bosco, tra casa mia e la rete dell’oratorio
rara, che tutti ci starebbero bene
lì a guardare. A ringraziare a lungo
d’avere gli occhi buoni
e orecchi
per sentire quel fischio di lontano.

I treni
che scavalcano le cinte, sopra gli orti
che tremano le tazze di quelli svegli
e ai morti
gli fan cadere i nomi dal posto.
Ascolta,
i treni.

Massimo Botturi

Published in: on gennaio 30, 2010 at 07:16  Comments (6)  
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L’amore respira


Il nostro amore
era fatto di vento,
la brezza leggera
che t’accarezza il viso,
che solleva le vesti
e scompiglia i capelli,
il soffio deciso
che gonfia le vele
che agita bandiere
nei giorni di festa
e la terribile forza
che piega la roccia
che strappa gli alberi
come aerei di carta,
che separa le acque
dalle acque
con potenza divina.
Il nostro amore
se n’è andato,
era fatto di vento
ed il vento
non si può fermare.

Gian Luca Sechi

Published in: on gennaio 30, 2010 at 07:07  Comments (6)  
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La realtà


La realtà, funerale di ogni sogno
morto troppo presto quando
inseguito svanì nelle nebbie
della vita che lo schiacciò.
Scheletro orrido di ogni illusione
derisa e violata dalla logica
che mai accetterà rivali.
Cella oscura della libertà
che allo spirito nega il cielo.
La realtà, vestito d’ogni giorno
per chi dall’armadio della mente
altri abiti colorati più non ha.
La realtà, quella che sul volto
dolorosa ti percuote quando torni
da un fuggitivo istante di sorriso.
Non ti parla di ore o giorni a venire
ma ti lega al minuto che vivi.
La realtà, fiore malato del mondo
che adorna il tuo esistere e di te
fa un disanimato  burattino che
con occhi spenti e fissi sul nulla della vita
la stessa recita senza applausi
al calar del nero sipario

Claudio Pompi

Published in: on gennaio 30, 2010 at 07:00  Comments (12)  
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