ARTE E VITA

Dice Picasso “L’arte è la menzogna che ci permette di conoscere la verità”. Cosa si chiede all’arte in genere se non l’originalità del fare e non del soggetto? Difatti l’arte non esprime nulla se non se stessa, ha vita indipendente come il pensiero. La vita imita l’arte più dell’arte che imita la vita. Gli effetti tangibili si possono constatare attraverso la poesia e la pittura, ecco il segreto del fascino della natura, anche come spiegazione della sua debolezza. A me, a noi, interessa particolarmente la poesia: dice Gibran “se dovessi scegliere fra la capacità di scrivere una poesia e l’estasi di una poesia non scritta, sceglierei l’estasi. E’ poesia superiore”.   Penso che la poesia non sia l’espressione di un’opinione, ma un canto che si leva da un cuore macerato oppure da una bocca col sorriso, deve nascere da emozioni vissute, da ispirazioni forti nell’animo, oppure da momenti particolarmente veri, appaganti o struggenti.  Le mie sono verità personali, la mia ignoranza è ancora enorme e ogni giorno io mi dedico a capire.  Non so quale sia lo spazio fra l’immaginazione e il conseguimento di un momento poetico, ma l’ardore e l’aspirazione del voler emozionare penso siano la chiave per una buona riuscita dello scrivere.

Marcello Plavier

Ostriche

Ma che ne è stato
di sonni intrecciati
e sogni incollati
di mani sguantate
a succhiare gelo
di quel pozzo in gola
che rigoglia e canta
sorella luna e fratello sole
e la conchiglia
a ridosso del vento
sempre sul petto?

Ora siamo ostriche
ancora di sapore
sbocconcellate fuori
serrate di paura
ma buone dentro.

Tinti Baldini

Published in: on gennaio 7, 2010 at 07:41  Comments (7)  
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Viola d’inverno

Arriverà che fumo
o che do l’acqua ai fiori,
o che ti ho appena detto
“Scendo, porto il cane fuori”,
che avrò una mezza fetta
di torta in bocca,
o la saliva di un bacio
appena dato,
arriverà, lo farà così in fretta
che non sarò neanche emozionato…

Arriverà che dormo o sogno, o piscio
o mentre sto guidando,
la sentirò benissimo
suonare mentre sbando,
e non potrò confonderla con niente,
perché ha un suono maledettamente eterno:
e poi si sente quella volta sola
la viola d’inverno.

Bello è che non sei mai preparato,
che tanto capita sempre agli altri,
vivere in fondo è così scontato
che non t’immagini mai che basti
e resta indietro sempre un discorso
e resta indietro sempre un rimorso…

E non potrò parlarti, strizzarti l’occhio,
non potrò farti segni,
tutto questo è vietato
da inscrutabili disegni,
e tu ti chiederai
che cosa vuole dire
tutto quell’improvviso starti intorno
perchè tu non potrai, non la potrai sentire
la mia viola d’inverno.

E allora penserò
che niente ha avuto senso
a parte questo averti amata,
amata in così poco tempo;
e che il mondo non vale
un tuo sorriso,
e nessuna canzone
è più grande di un tuo giorno
e che si tenga il resto,
me compreso, la viola d’inverno.

E dopo aver diviso tutto:
la rabbia, i figli, lo schifo e il volo,
questa è davvero l’unica cosa
che devo proprio fare da solo
e dopo aver diviso tutto
neanche ti avverto che vado via,
ma non mi dire pure stavolta
che faccio di testa mia:
tienila stretta la testa mia.

ROBERTO VECCHIONI


Di me che allora…Di me che ora

Mi piacerebbe raccontarvi
di tane e di bisbigli
ma nella stanza si nasconde e tace
la rima chiusa della bocca
in formato ridotto.

Arcobaleni tondeggianti
sullo stelo di rosa spampanata
e mi rifletto multipla
microscopici tonfi la caduta

Non voglio che pensiate
a ghirlande romantiche
non c’è niente da cingere d’alloro
anche le gocce
ciondolanti sui rami
paragonarle a lacrime fa ridere.

Ma questo no
starsene a braccia vuote a contenere
quell’io dimenticato di bocciolo
non ancora dischiuso
e ripararlo per assurdo
questo non vale
adesso.

Cristina Bove

Published in: on gennaio 7, 2010 at 07:22  Comments (6)  
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Amo il sogno…e amo la bugia di poter di Re t’amo

sogno (in)finito di un’estate sott’acqua
o son desta?

desta di te che m’appari in REM
fase finale o l’inizio
di onirico gioco che sp(i)azza

il mare dentro e nel mezzo
noi, in membra di sale
e lingue avvoltolate

è danza marina “ligure”
i nostri sensi consenzienti
passo a due
e il cuore che scoppietta
il battito vero

e invece balzo fuori (sp)onda
e il letto è un grande spazio
che mi contiene appena

eppure è stato come viverti di petto
l’odore del salmastro ancora qui
tra le lenzuola
e il pensiero che non scade.

Beatrice Zanini

Published in: on gennaio 7, 2010 at 07:08  Comments (4)  
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Tic…Tac…

 
 
Tic…Tac…
Tic…Tac…
lento e preciso
a destare il tempo
a ricordare che vivo
e sono qui nell’incedere
del presente
che lesto diventa
dolce passato
e fa di me una foglia
lacera di linfa
e di memorie
che domani tornerà
ad essere musica nel vento.
Se le parole
rivelassero l’anima infinita
che si cela fra le pagine della vita
forse basterebbe
soffiarle di respiro
per renderle calde d’amore
per vederle danzare
come aghi di pioggia
per fissarle come immortali stelle
nel cuore libero e quieto
dell’uomo saggio
dallo sguardo di bambino.
Se solo la terra fosse
placida radiosità!
Se fossimo
creature di pura luce
non avremmo l’ombra
ad accompagnarci
per distrarci.

Roberta Bagnoli

Published in: on gennaio 7, 2010 at 07:00  Comments (4)  
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