Sei grande ragazza

sei grande ragazza con i tuoi quarant’anni
e ridi e mi prendi in giro
tanto ci sono arrivata non so tu.
Ci vorrebbero dieci anni, dieci anni non si contano,
sono lunghi , ci vorrebbero almeno altri dieci per te
e ti direi quanto si è vecchi a quaranta
e poi altri dieci per i tuoi cinquanta
e ancora fino a diventare davvero vecchie
e non crederci e magari prendere in giro
insieme le ragazzine dei venti.
Eravamo belle allora, anzi bellissime
con i nostri capelli biondi
le nostre labbra di rose al mattino i nostri sogni
e i ragazzi poi, che ne potete sapere ? 
 
Ci vorrebbero altri dieci anni amica mia altri cento
e tra gli ulivi sedute accanto potersi raccontare ancora.

Anileda Xeka

Published in: on gennaio 8, 2010 at 07:24  Comments (7)  
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L’intruso


L’INTRUS
Doi, quat, eut euj
as giro a l’unìsson, o a torn,
e a scruto, ant sò miopìa a spero
an vardand fiss,
se ed vòlte it ses ti – quant ed sossì
ed pì bel del passà ‘d cost mond
ti it sie stàit per lor –
e ancheuj . . . ancora. Contut che a son curà
e anternu ant un ospissi discret,
privilegi ‘d pòchi, nen per tuti. Sensa savéj ed la “grand
fortun-a” tocaje a lor,
a resto delus;
a basso le sguard
dal mè, el sconossù intrus,
nen fieul, nen novod. Lor a speto,
d’un continuo,
el risultat, an tra sòrt e fede,
ant l’ospissi.

§

Due, quattro, otto occhi
si girano all’unìsono, o a turno,
e scrutano, miopemente sperando
guardano fiso,
se sei tu – quanto di ciò
più bello del passato in Terra
tu sia stato per loro –
e nel presente . . . ancora.
Nonostante curati,
trattenuti, in buon ospizio,
privilegio di pochi, non per tutti.
Inconsapevoli
della “grande fortuna” loro toccata,
rimangono delusi;
abbassano lo sguardo
dal mio, lo sconosciuto intruso,
non figlio, non nipote, nessuno.
Aspettano, in continuo, il risultato,
tra fato e fede, della loro culla.

Paolo Santangelo

Published in: on gennaio 8, 2010 at 07:16  Comments (6)  
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Attesa

Notte fonda,
nidi di passeri
coperti di sonno
e tu non appari
donna ideale
ornata di luna.

Nei loro sogni
di uomini soli
sei sempre nuova,
ti vedono dea
creatura immortale

Nelle cieche pupille
Dei loro tremori
Forse mèta di donna
Forse sogno a metà

Kinita

Published in: on gennaio 8, 2010 at 07:11  Comments (9)  
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Oppio

Liquido respiro alterno aperto
di liscio mare ferrigno
con pigra una barca là nell’infinito
donde immensa volta di cielo s’inarca
E vi si appuntano
i cipressi che salgono dal mare
Neri, tagliando l’orizzonte
spalancano lo spazio
perché l’anima immota lo vachi
oziando nell’oppio dell’ora.

BARTOLO CATTAFI

Published in: on gennaio 8, 2010 at 07:04  Comments (4)  
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Onna

Te sento, onna, che sputacchi ar vento,
sippure sto lontano; e ner pija’ sonno
me pare de sta in pace co’ ‘sto monno
ner mentre che me cunnuli; e sto attento

a respira’ ogni sòno assieme ar sale
pe’ gòdeme quarsiasi sfumatura
de ‘sti attimi che solo la natura
sa damme a ‘sta magnera senza uguale!

Armando Bettozzi

Published in: on gennaio 8, 2010 at 07:00  Comments (4)  
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