LA FINE DEL MONDO

Prendendo spunto da una trasmissione “ catastrofistica” che tanto piace a quel genere di persone che vivono di divinazioni, oroscopi e profezie varie avallate in certi casi da scienziati che invece di pensare ai problemi della terra e dei popoli che ci vivono o sopravvivono a seconda dei punti di vista. La fine del mondo, secondo il calendario Maya, è prevista per il 21 dicembre 2012. Se è così mi dispiacerebbe perché non potrei vedere gli europei di calcio e non potrei festeggiare il Natale augurandomi che la crisi sia finita e la recessione dimenticata. È la mia massima preoccupazione a paragone delle fesserie che vengono elargite senza pensare che non tutti siamo lucidi e razionali. Quanti si suicideranno tra coloro che seguono certi programmi? La fine del mondo non dipenderà da macchie solari, allineamento dei pianeti o alcuni di essi con il sole. Non dipenderà neanche da avvenimenti particolari, e già il fatto che non vengano specificati lascia spazio allo scetticismo su questa fine, per giunta datata. Le banche vi chiederanno di anticipare il pagamento del mutuo temendo che possiate approfittare della fortunata combinazione? Tranquilli, le banche rispetteranno il calendario gregoriano e se non pagate la fine del mondo sarà solo per voi che finirete sotto ai ponti. Se il mondo finirà sarà solo per colpa degli uomini potenti che ancora non si sono resi conto che questo pianeta sta morendo di incuria. A Copenaghen non si sono messi d’accordo, Kyoto è fallito. Intanto il pianeta si surriscalda e i ghiacciai si stanno sciogliendo, cetacei e delfini perdono l’orientamento a causa dei campi magnetici, e le api stanno sparendo. La foresta amazzonica è un polmone col cancro da fumatore e il fumo delle fabbriche non diminuisce. La cosa drammatica nella sua  demenzialità è che si parla di una riduzione a partire dai prossimi anni, quando invece dovrebbe partire da subito. I mari sono inquinati da sostanze radioattive scaricate da navi fantasma che affondano e nessuno che ne denunci la scomparsa. Le stagioni non esistono più e il grande caldo si alterna al grande freddo ma l’uomo non se ne accorge o forse finge di non accorgersene. Frane, smottamenti, esondazioni, inondazioni sono il menù a prezzo fisso della cattiva e criminale incuria degli addetti ai lavori. Non è solo un fenomeno italiano ma non ci sentiamo sollevati dalla generalità del fenomeno. Intere popolazioni vengono decimate da fame e malattie, ma gli aiuti non arriveranno mai perché nessuno vuole mettere mano al portafogli. Tante promesse e nessuna data come avvenuto al G8 dell’Aquila nel 2009 e a Roma sempre nel 2009 al congresso della FAO. In compenso i soldi per le guerre ci sono e sono contanti perché la morte non fa né sconti né credito. Il mondo è in mano agli Obama e ai Bin Laden del momento mentre la Russia è una fogna radioattiva con tecnologia da primordi. La Cina inquina sempre di più con le sue industrie che per mantenere i prezzi bassi non si fanno scrupoli. India e Pakistan hanno la bomba atomica e l’Iran si sta attrezzando così come la Corea del Nord.. Il mondo non finirà il 21 dicembre 2012. il mondo esploderà dopo, ma la fine è già cominciata da tempo. Forse mi godrò il Natale e vedrò il campionato europeo di calcio, dico forse, se prima non sarò vittima della malasanità italiana o di uno tsunami o magari del caldo a causa dell’inquinamento atmosferico.

Claudio Pompi

Ogni momento della mia vita

è invaso da questo amore,
pieno dei miei pensieri,
dove ogni immagine, ogni sogno
fanno parte di una tua sempre viva
presenza.
Questo amore, denutrito,
che più si sfama e più si disseta
più si sente vuoto,
sarà mai sazio.
saprò farmi cullare
dolcemente nel vortice della passione
o l’ingordigia di questo amore
mi farà perdere il nettare della vita.
Donna adorata, donna desiderata,
dalla tua bocca sgorgano sorrisi e
la tua voce mi accompagna
nelle notti inquiete.
Guardare te, carpire
ogni sfuggevole visione della
tua adorata carne,
è l’estasi dei sensi,
amarti, possederti
sarebbe ed è la sensazione
che questo amore
cerca e vuole.

Marcello Plavier

Published in: on gennaio 16, 2010 at 07:30  Comments (4)  
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Della sostanza d’amore innamorato

Della sostanza d’amore innamorato
di quel delirio fugace d’ogni fiore
che ti somiglia in freddo di rosa
più a ponente
e all’orifizio del loto quando hai mani
d’apostolo, coi piedi al Giordano
o da dottore.

Dell’estasi che prende a Sistina
o agli Scrovegni
del battito alla sorda campana
della Nona.

Io vivo perché a volte passione qui mi bussa
e come zolfanello mi sfrega
mi consuma.
E allora come un manto mi faccio
e poi l’adoro
per tutti i fianchi stretti nel tempo
dove coda, farebbe lei animale felino.
Sparto,
e incido,
annuso le geometriche vene
ed il pi greco
la luna piena sotto la gonna
il prato amico.

Massimo Botturi

La costruzione di un amore

La costruzione di un amore
spezza le vene delle mani
mescola il sangue col sudore
se te ne rimane

La costruzione di un amore
non ripaga del dolore
è come un’altare di sabbia
in riva al mare

La costruzione del mio amore
mi piace guardarla salire
come un grattacielo di cento piani
o come un girasole

Ed io ci metto l’esperienza
come su un albero di Natale
come un regalo ad una sposa
un qualcosa che sta lí
e che non fa male

E ad ogni piano c’è un sorriso
per ogni inverno da passare
ad ogni piano un Paradiso
da consumare

Dietro una porta un po’ d’amore
per quando non ci sarà tempo di fare l’amore
per quando vorrai buttare via
la mia sola fotografia

E intanto guardo questo amore
che si fa piú vicino al cielo
come se dopo tanto amore
bastasse ancora il cielo

E sono qui
e mi meraviglia
tanto da mordermi le braccia,
ma no, son proprio io
lo specchio ha la mia faccia

Sono io che guardo questo amore
che si fa più vicino al cielo
come se dopo l’orizzonte
ci fosse ancora cielo

E tutto ció mi meraviglia
tanto che se finisse adesso
lo so io chiederei
che mi crollasse addosso

E la fortuna di un amore
come lo so che può cambiare
dopo si dice l’ho fatto per fare
ma era per non morire

Si dice che bello tornare alla vita
che mi era sembrata finita
che bello tornare a vedere
e quel che è peggio è che è tutto vero
perché

La costruzione di un amore
spezza le vene delle mani
mescola il sangue col sudore
se te ne rimane

La costruzione di un amore
non ripaga del dolore
è come un’altare di sabbia
in riva al mare

E intanto guardo questo amore
che si fa piú vicino al cielo
come se dopo tanto amore
bastasse ancora il cielo

E sono qui
e mi meraviglia
tanto da mordermi le braccia,
ma no, son proprio io
lo specchio ha la mia faccia

Sono io che guardo questo amore
che si fa grande come il cielo
come se dopo l’orizzonte
ci fosse ancora cielo

E tutto ció mi meraviglia
tanto che se finisse adesso
lo so io chiederei
che mi crollasse addosso

Sì.

IVANO FOSSATI


Galleggiando tu ed io

dove un cuore fremente rincorrente l’armonia universale trafigge un imbroglio per galleggiare col suo amore.
Giunche di sambuco
incrocianti bucaneve
nei mari di Ofiuco
Latrati nella neve
schizzati del corallo
di un’alba nella pieve
Acuti di cavallo
in bosco sorridente
colorato di giallo
Pazzo cuore fremente
che come un lunario
viaggia inesistente
Rami del binario
di ogni giornata
vissuta da gregario
Selvatica sgroppata
di arruffata venere
che non fu cavalcata
Effluvio di stalliere
che stringe cerfoglio
vicino ad un levriere
Iperbolico germoglio
che con un crepitio
trafigge un imbroglio:
Su questo sciabordio
marzolino amore mio
galleggiando tu ed io.

Sandro Sermenghi

Published in: on gennaio 16, 2010 at 07:09  Comments (3)  
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Senza notizie

Su di te
il tempo di
castagne
abbrustolite
è finito

non sento
tra il respiro corto
e idee a sbozzare

e solo i miei occhi
verdi si perdono
in ordinario
ritaglio di giornale

Pierluigi Ciolini

Published in: on gennaio 16, 2010 at 06:56  Comments (3)  
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