Il cuoco di Salò

Alla sera vedo donne bellissime
da Venezia arrivare fin qua
e salire le scale e frusciare
come mazzi di rose
Il profumo rimane nell’aria
quando la porta si chiude
ed allora le immagino nude a aspettare
sono attrici scappate da Roma
o cantanti non ancora famose
che si fermano per una notte
o per una stagione
al mattino non hanno pudore
quando scendono per colazione
puoi sentirle cantare.

Se quest’acqua di lago fosse acqua di mare
quanti pesci potrei cucinare stasera
anche un cuoco può essere utile in una bufera,
anche in mezzo a un naufragio si deve mangiare.

Che qui si fa l’Italia e si muore
dalla parte sbagliata
in una grande giornata si muore
in una bella giornata di sole
dalla parte sbagliata si muore.

E alla sera da dietro a quei monti
si sentono colpi non troppo lontani
c’è chi dice che sono banditi
e chi dice americani
io mi chiedo che faccia faranno
a trovarmi in cucina
e se vorranno qualcosa per cena.

Se quest’acqua di lago potesse ascoltare
quante storie potrei raccontare stasera
quindicenni sbranati dalla primavera,
scarpe rotte che pure li tocca di andare.

Che qui si fa l’Italia e si muore
dalla parte sbagliata
in una grande giornata si muore
in una bella giornata di sole
dalla parte sbagliata si muore
in una grande giornata si muore
dalla parte sbagliata
in una bella giornata di sole
qui si fa l’Italia e si muore.

FRANCESCO DE GREGORI

Il mio Mondo

Forse non è questo
il mio mondo.
Il mio mondo
è diverso.
La terra
è di forse e di cocci,
perché non
spaccia certezze.
La volta
in pastelli e sorrisi
per tingere gioia.
le foreste
di legni e di fiati
per orchestrare sospiri.
I monti
di versi e crinali
per stagliare poesie.

Forse non è questo
il mio mondo.
Il mio mondo
profuma di Terra.

In questa valle
verde metano,
avverto troppo
un lezzo marziano.

Flavio Zago

Published in: on gennaio 18, 2010 at 07:36  Comments (6)  
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I suoi pesanti vestiti

Le dita di viola
le ha colorate il gelo
e tu smarrita vai con mantelli di pietra
il corpo e il cuore seppelliti
in ceramiche raku
per dormire e sognare
occorrerebbe alloggio di riserva
casa di quelle voci che non puoi
dimenticare mai.
Prestami la fierezza dei tuoi sguardi
diretti
il tuo sorriso aperto il dialogare
intorno agli altri fatti
e ti farò una stanza nel mio petto
tu come scricciolo accolto
finalmente
quando è ghiaccio là fuori.
E poi riprenderai il tuo volo
quando si abbatteranno palizzate al tempo
con ali d’aquila.

Cristina Bove
Published in: on gennaio 18, 2010 at 07:27  Comments (9)  
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Parole incrociate

Parole incrociate
rincorse
un po’ socchiuse, racchiuse
dentro i dedali di una posa

parole non dette, imperfette
per non infierire, per non ferire
pesantezze smorte distorte

parole impossibili da gestire perciò
smussate come minuetti orecchiabili

parole spericolate poi graduate
in saltelli di note
armonie cercate

parole flessibili
dettame e sibili
aventi invisibili trame

parole uscite alla rinfusa
con una scusa
sulla doglia di un amore
svuotano il pensiero.

Aurelia Tieghi

Published in: on gennaio 18, 2010 at 07:11  Comments (4)  
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Pescando un po’ nell’Arno e nel Bisenzio


– Poetastre – disse – fratte e giramondo
che scribacchiate in piedi versi indarno,
meglio sarìa buttastevi giù in Arno
onde sfamare qualche pesce Edmondo!-
E l’amo ch’echeggiava: -Vanno in tondo,
si mostrano et inchiostrano al Lungarno
e accetterebber anche se un po’ scarno
un maschio, ma non fosse pudibondo.-
E l’òmini occhialuti o paciocconi
studiàvan sinalefi o barbarismi,
o i saffici trocaici, e i pistoloni…
Per questo spolverìo di narcisismi
nessuno era disposto a far condoni
et avanzàvan falsi opportunismi.
Ché questi eran lirismi?
Il verme: – No, sofismi.- E andarno a Prato
sull’erba di Bisenzio col gelato.

Sandro Sermenghi

La bellezza

“La bellezza salverà il mondo”

FËDOR MIHAILOVIČ DOSTOJEVSKIJ

Published in: on gennaio 18, 2010 at 06:55  Comments (4)  
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