Novembre

il tuo vento mi stacca
le ultime larve
ora siamo avvolti nella forma
dell’aspetto
ritiriamo le braccia dal cielo
mentre fuori cadono le foglie
la nostra pelle si scioglie dai vestiti
strappandosi i bottoni
con nostre insicurezze barcollano effusioni
e nei tuoi calmi tocchi
ci rialziamo e ci asciughiamo
gli occhi.

Aurelia Tieghi

Published in: on gennaio 28, 2010 at 07:31  Comments (8)  
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Stardust

No, non resterà
nelle loro mani,
aride e pettegole,
polvere di stelle
sarà
nei sogni veri
di poeti a venire.

Amore
fatto di niente
senza passato,
senza futuro.

Il presente,
sospeso sul nulla,
di piccole ore
rubate alla vita,
piccole ore
di pochi minuti,
minuti d’incanto
per un solo bacio
che vale più di una notte,
più di tutta una vita.

Rimorso o rimpianto,
ha già scelto per noi,
al bivio nel fiume,
il nostro sangue.

Kinita

Published in: on gennaio 28, 2010 at 07:22  Comments (7)  
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Amorevol_mente


Lo so che verrà il tempo dei ciliegi
ammantati di bianco
sarai quel giorno ad aspettarmi
non come adesso
che nei miei versi mai leggi l’amore
e la distanza diventata rima
mi rapirai
da quest’inverno sbocciato nel metallo
sarai fiero di me
delle mie rose morte e poi rinate
pronuncerai  il mio nome
con accenti d’Eterno
Avremo giorni a vivere di sole.

Cristina Bove

Published in: on gennaio 28, 2010 at 07:20  Comments (5)  
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A casa di Hilde


C’è un pianoforte russo
posato al muro della musica,
Stravinskij che suona la notte
di neve a San Pietroburgo.
E ci sono amori tra le dita di Hilde,
un uccello di fuoco
sull’albero di ghiaccio
che scioglie il vento di Vera.
Un uomo con il cappello
di luna e muschio
nasconde sotto il mantello
i quaderni rossi di tuo padre.
Oltre il confine degli urogalli,
oltre l’amore di Hilde
c’è un tramonto grande come il cielo
e la frontiera da passare.
Il doganiere fuma una Belamore di contrabbando
lungo il ponte sulla Neva,
a est sale il confine del mare
e Zayachij ha un’isola per Trotskij.
Tra i fiocchi del giardino blu di Hilde
vola la pernice bianca
e Pushkin e donna Natalia
scrivono poesie di nebbia e amore.
La spiaggia gelata del Baltico
è una coperta bianca di delta
venuta con l’aurora dalla steppa,
venuta con il vapore dei treni,
per te che avresti voluto passeggiare
anche solo un giorno con Hilde
lungo la prospettiva Nevskij,
raccogliere sole e neve
in un bicchiere di vodka
per tua madre che aveva freddo
e pregava con un rosario una madonna nera
a portar via la miseria di quella primavera.

barche di carta

Per il mio cuore

PARA MI CORAZÓN

Para mi corazón basta tu pecho,
para tu libertad bastan mis alas.
Desde mi boca llegará hasta el cielo,
lo que estaba dormido sobre tu alma.
Es en ti la ilusión de cada día.
Llegas como el rocío a las corolas.
Socavas el horizonte con tu ausencia.
Eternamente en fuga como la ola.
He dicho que cantabas en el viento
como los pinos y como los mástiles.
Como ellos eres alta y taciturna.
Y entristeces de pronto, como un viaje.
Acogedora como un viejo camino.
Te pueblan ecos y voces nostálgicas.
Yo desperté y a veces emigran y huyen
pájaros que dormían en tu alma.

§

Per il mio cuore basta il tuo petto,
per la tua libertà bastano le mie ali.
Dalla mia bocca arriverà fino in cielo
ciò che stava sopito sulla tua anima.

E in te l’illusione di ogni giorno.
Giungi come la rugiada sulle corolle.
Scavi l’orizzonte con la tua assenza.
Eternamente in fuga come l’onda.

Ho detto che cantavi nel vento
come i pini e come gli alberi maestri delle navi.
Come quelli sei alta e taciturna.
E di colpo ti rattristi, come un viaggio.

Accogliente come una vecchia strada.
Ti popolano echi e voci nostalgiche.
Io mi sono svegliato e a volte migrano e fuggono
gli uccelli che dormivano nella tua anima.

PABLO NERUDA

Published in: on gennaio 28, 2010 at 07:10  Comments (3)  
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