Seguendo il volo

 
Infine si adagiava sul fiore
forse stanca del volo
oppure perché quella
era la meta cercata
Ma forse, ed è normale,
stanco ero io di seguirla
che non avevo ali come lei.
Seguirla pur di non perderla
pur di amarne la leggera follia
che nel sangue mi scorreva
Del solo guardarla facevo
il mio paradiso, nel solo guardarla
inventavo il mio peccato.
Seguendo il volo persi di me
la natura e la misura
quella che regola il cammino
dell’uomo e lo confonde tra un dio
e l’essere nulla vicino a lei.
Socchiusi gli occhi stanchi
cercando una quiete di pensieri
che restassero sospesi.
Al loro riaprirsi più non la vidi
tra mille fiori la persi
ma ritrovai me stesso.

Claudio Pompi

Published in: on febbraio 1, 2010 at 07:27  Comments (14)  
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La ragione

“L’ultimo passo della ragione, è il riconoscere che ci sono un’infinità di cose che la sorpassano”

BLAISE PASCAL

Published in: on febbraio 1, 2010 at 07:25  Comments (3)  
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Tu verdad

Tu verdad? No, la Verdad,
y ven conmigo a buscarla.
La tuya, guàrdatela.

§

La tua verità? No, la Verità,
e vieni con me a cercarla.
La tua, tienitela.

ANTONIO MACHADOY RUIZ

Published in: on febbraio 1, 2010 at 07:16  Comments (1)  
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Risveglio

Così ti ripasso la notte
agghindando
stagioni emigrate di stormi,
esiliati richiami smarriti.

Mezzo sogno in pugno
mezza in gola, io
intaglio zucche
vuote carrozze,
per la mia favola scalza.

Sguardo intarsiato
da mano d’artista, tu
telaio e tessuto
d’estatici arazzi.

E volo
manieri reali
da vivere e Inverni
sgelati da voci
di cori affiatati,
di risa e rincorse
stremate
di stanze infinite
lustrate
vetrate
sospese tra pezzi
acrobatici
e stive solari
di menti
e volute
in cantate
e bevute
di pinte, ricolme
intinte d’amore.

Di colpo mi desto.
Fuori è l’alba
o il tramonto, non so.

Ha il tuo volto
lucente il lampadario;
ti chiamo la voce smorza
tiretti vuoti. Ancora sogna
la mano, ti cerca.
Riappisolano gli occhi
e piano piano piove.
Tutto respira
il tuo ritmo

Flavio Zago

Le piccole cose

O tu che vai
coi sogni alla deriva,
che hai cliccato amore,
non votare
l’immagine corrosa
navigando
lo specchio contraffatto
dai vigenti numi,
non appendere al cielo
nel corpo di un giorno
gli occhi vagabondi
di un pensiero sconfitto
come un treno
invitato in lontananza
che non afferra
immagini accostate,
non trascurare
le piccole cose
dove hai posato
un po’ di cuore…
ti mancheranno sempre.

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on febbraio 1, 2010 at 07:05  Comments (6)  
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La casa inventata

Era quasi un’altra casa,
una voliera di compensato
per tortore e uccelli
dove emigravano
i vecchi giornali,
i giocattoli rotti,
i mobili morti,
e tra l’odore di bucato fresco
e il geranio rosso
io giocavo con le cose spente
e le facevo rivivere
nella stanza dei segreti
quella chiusa in alto con il chiodo
e riparavo le piccole finestre dal sole
con tende di velo ingiallite
a dare un tono elegante
alla casa inventata
bevendo un tè
per finta con le amiche.

barche di carta

Published in: on febbraio 1, 2010 at 07:00  Comments (3)  
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