OPERAZIONE HAITI

Chissà se Hillary Clinton chiederà scusa al mondo per la dimostrazione di “sano americanismo” che sta andando in onda ad Haiti ad opera dei suoi connazionali. Gli USA hanno inviato ventimila soldati come se ad Haiti invece del terremoto fosse scoppiata la guerra. Medici ubriachi col mitra in mano e anche una decina di sospetti trafficanti di bambini. Complimenti. A questo mettiamoci anche la spettacolarizzazione tutta americana e pertanto privata, dei vari personaggi del jet set che hanno raccolto cifre di denaro consistenti e tanta pubblicità gratuita. Anche John Travolta col suo vecchio 707 ha portato di persona il suo contributo materiale (più importante dei dollari) però sempre sotto la luce dei riflettori e gli obiettivi delle telecamere. Quello che gli americani non hanno portato, ma non solo loro, sono le camere iperbariche che più di ogni altra cosa avrebbero evitato le amputazioni di arti per schiacciamento di tante persone che resteranno invalide per sempre. L’unica nazione che ci ha pensato è stata l’Italia, dove malgrado tutto qualche testa ancora ragiona e inquadra la situazione. Tra queste quella di Bertolaso, persona competente, esperta e scomoda solo perché ha il vizietto di dire quello che pensa. Ma la signora Clinton, suscettibile come una zitellona, non ha gradito la semplice constatazione di Bertolaso, che ha parlato di disorganizzazione dei soccorsi. Questo però non c’entra con le camere iperbariche, che sono di competenza di quanti sono preposti al soccorso medico chirurgico. Già da diversi giorni questo prezioso strumento poteva essere presente ad Haiti, che non dista molto dagli USA dove  non mancano i grossi aerei da trasporto, gli stessi con i quali fanno sbarcare sull’isola ventimila sceriffi al comando dei quali avremmo visto bene un John Wayne alla “Berretti verdi”. Ma è risaputo che l’America vede il male ovunque. Ad Haiti c’è una sola camera iperbarica, è italiana, e le altre? In compenso la tragedia dei poveri si trasforma in business per le ricche organizzazioni criminali. Il rapimento, la sparizione di bambini è un affare da milioni di dollari. A parte i dieci sospettati, su cui è ancora presto per pronunciarsi in attesa della conclusione delle indagini,  è comunque certo che adozioni illegali, pedofilia e trapianti di organi avranno purtroppo un incremento notevole. Non parliamo poi dell’invio di fondi alle varie associazioni sorte per l’occasione e messe su in una tenda da campo con lo scopo di raccogliere risorse per quei poveretti: in buona quantità quelle risorse finiranno invece preda di sciacalli oppure andranno a riempire le tasche dei fondatori di queste improvvisate associazioni. Anche in America, non temete, qualcuno si metterà in tasca qualche dollaro magari per pagare tasse o rientrare delle stesse. Insomma la tragedia di Haiti è stata salutata da molti come una manna dal cielo, ma sarebbe più giusto dire dal fondo del mare. Quello che vediamo o leggiamo è solo parte di una verità che per ovvi motivi non può e non deve essere rivelata per non interrompere quel flusso di generosità umana che ancora esiste fortunatamente così come esistono addetti ai lavori che compiono la loro missione in silenzio, immedesimati nel dramma di quella gente. In quanto agli americani dico che Haiti non è il set di un film di Spielberg e che la loro potenza sfocia spesso nell’arroganza e nella presunzione. La Clinton ne è l’esempio lampante e forse è la degna comare di Obama, che da buon premio Nobel per la pace non trova di meglio che vendere armi e protezione per il mondo e aumentare gli stanziamenti per le spese militari. Show must go on!

Claudio Pompi

Brusént amrûs

 
Poesia indeformabile
 
L’é la stòria ed chi dû spûs
che anc se ló sänza richièsta
sänper prånt l éra a culpîr
lî l’avèva… mèl ed tèsta!
 
E agranplères só pr i mûr
pr ascultèr d avsén di fiûr
frecuentèr däl pésst ziclâbil
con poesî indeformâbil
 
e turnèr brusént amrûs
ch’i se strécchen par fèr fèsta
tótt i dé såura al tulîr…
al suzdé cme int na tinpèsta!
 

§

Ardenti amorosi

 
È la storia di quei due sposi
che anche se lui senza richiesta
sempre pronto era per colpire
lei aveva… male alla testa!
 
E aggrapparsi su per i muri
per ascoltare da vicino dei fiori
frequentare delle piste ciclabili
con poesie indeformabili
 
e tornare ardenti amorosi
che si stringono per far festa
tutti i giorni sopra il tagliere…
accadde come in una tempesta!

Sandro Sermenghi

Published in: on febbraio 2, 2010 at 07:37  Comments (2)  
Tags: , , , , , , , ,

Le poesie “indeformabili”

  

Cari amici, vi propongo qui la divertente e stimolante iniziativa del nostro Sandrèn (Sandro Sermenghi, per i non addetti) che ci invita tutti ad imitarlo in un genere del tutto insolito ed originale di poesia giocosa, nato dalla sua fervida fantasia di poeta “a tutto campo”.  Chi si sente in grado di scendere nell’agone e competere con la sua verve immaginifica, può mandarmi le sue composizioni al solito indirizzo:  sarò lieto di pubblicare tutte le poesie “indeformabili” che mi invierete!  

§  

Cari poveti del Cantiere Poesia, nel 2006 mi nacque l’idea di fondare il “Club delle Poesie Indeformabili” che consiste nell’infilare la seguente quartina:

 aggrapparsi su per i muri   

per ascoltare da vicino dei fiori 

frequentare delle piste ciclabili 

 con poesie indeformabili  

 

 in mezzo ad altre due quartine, come se si trattasse d’una brioche imbottita. Vi invito a partecipare con passione all’iniziativa! 

   P.S.- A inizio quartina si può usare una preposizione o un articolo per conservare un filo logico alla poesia. Il gioco è possibile sia in bolognese che in italiano. Curiosate nel sito www.bulgnais.com/poesieindeformabili.html .

  Sandro Sermenghi

 (n.d.r.   Più sopra troverete la prima delle poesie indeformabili di Sandrèn)

Published in: on febbraio 2, 2010 at 07:35  Comments (2)  
Tags: , , ,

Il fronzolo

Il tramonto spargeva riflessi
di soli morti su tronchi di neri
cipressi, fra i rami dell’ìlici
nere; nel fondo era disteso
un frónzolo di porpora logora
in terra e un silenzio di foglie
appassite. Ad un soffio di vento
si rianimarono, come scosse
dallo sgomento della morte, e il volo
tentarono lungo il viale, ansiose
di ricomporsi in nuova forma vitale.

Parevano un nuvolo d’ali le povere
foglie cadute, ma stanche ricaddero
al suolo immobili, mute. Attorno era
una lontananza di tempi, di luoghi,
d’amore. Era disciolta la danza lieve
delle ore, le cose eran tra loro ritrose.

Tutto disgiunto, tutto lontano,
nel vano d’un’ampiezza infinita
continuavo a cercar la mia vita.

Paolo Santangelo

Published in: on febbraio 2, 2010 at 07:24  Comments (3)  
Tags: , , , , , , , , , , , ,

Attesa

 
Nessuna attesa vale il tempo
che resto impietrita
dietro una finestra.
 
Mia madre aveva grandi mani
cariche delle attese dei figli,
alla fine quello che le rimase
fu un respiro corto
ed il tempo per chiamarci
uno alla volta.

Maria Attanasio

Published in: on febbraio 2, 2010 at 07:22  Comments (9)  
Tags: , , , , , ,

Senza corazza


Ad ogni passo
perdo un pezzo
lungo la strada
e tutto
il buono di me
resta impigliato
alle spine
lungo il cammino
ed ho paura
che non resterà
più amore
quando arriverò
alla meta,
perciò spero
che tutti voi
che ne avete
avuta una parte
possiate testimoniare
che in me
un tempo
albergava un’anima
e la bellezza.
E la fiducia.

Gian Luca Sechi

Published in: on febbraio 2, 2010 at 07:21  Comments (3)  
Tags: , , , , , , ,

Per molte genti

Multas per gentes et multa per aequora vectus
advenio has miseras, frater, ad inferias,
ut te postremo donarem munere mortis
et mutam nequiquam alloquerer cinerem,
quandoquidem fortuna mihi tete abstulit ipsum,
heu miser indigne frater adempte mihi.
Nunc tamen interea haec, prisco quae more parentum
tradita sunt tristi munere ad inferias,
accipe fraterno multum manantia fletu,
atque in perpetuum, frater, ave atque vale.

 §

Per molte genti e molte acque di mare portato,
vengo, fratello, a queste esequie dolorose
per consegnarti l’estremo dono di morte
e invano parlare, alla tua muta cenere,
poi che la sorte te, proprio te, mi ha rapito,
ah infelice fratello, crudelmente strappatomi.
Ed ora queste offerte, che per l’antico costume
dei padri, ti reco, triste dono alle tombe,
accoglile, grondanti di molto pianto fraterno.
E per l’eternità addio, fratello, addio.

CAIO VALERIO CATULLO

Published in: on febbraio 2, 2010 at 07:01  Comments (4)  
Tags: , , , , , , , , ,