Alla maniera del Limerick

Poesia “indeformabile”

ALA MANÎRA DAL LIMERÉCC

 L umarèl l andé int al fiómm
na maténna sänza lómm
con l’idéa ed psair pschèr
una sfójja o un calamèr
 
e agranplères só pr i mûr
pr ascultèr d avsén di fiûr
frecuentèr däl pésst ziclâbil
con poesî indeformâbil!
 
Mo al fiómm ch’l éra instizé
int un spéll al s arvulté
e ai fé una dåzza tèl
a cal pôver umarèl.
 

§

 
L’omarello andò nel fiume
una mattina senza lume
con l’idea di poter pescare
una sfoglia o un calamaro
 
e arrampicarsi su per i muri
per ascoltare da vicino dei fiori
frequentare delle piste ciclabili
con poesie indeformabili!
 
Ma il fiume che era infuriato
in un attimo si ribellò
e gli fece una doccia tale
a quel povero omarello. 

Sandro Sermenghi

Il Limerick è un breve componimento in poesia, tipico della lingua inglese, dalle ferree regole (nonostante le infinite eccezioni), di contenuto puntualmente nonsense e preferibilmente licenzioso, che ha generalmente il proposito di far ridere o quantomeno sorridere. Un limerick è sempre composto di 5 versi, di cui i primi due e l’ultimo, rimati tra loro, contengono tre piedi e dunque tre accenti (“stress“), il terzo e il quarto, a loro volta rimati tra loro, ne contengono solo due. Le rime seguono dunque lo schema AABBA.  Nel limerick più comune il primo verso deve sempre contenere il protagonista, un aggettivo per lui qualificante e il luogo geografico dove si svolge l’azione, mentre i restanti versi sintetizzeranno l’aneddoto e nell’ultimo verso (solitamente) viene richiamato il protagonista, magari definendolo meglio    [da Wikipedia] 

Published in: on febbraio 7, 2010 at 07:38  Comments (3)  
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Corpaccio di vecchio


Quel Vecchio
riguarda
se stesso allo specchio.
Chi è?
Che strano, son’io
quel riflesso. Adesso
io sono
lo stesso di altro
che fui che sarò
espulso da stati
di stadi più bui. Mi vedo e non sono:
la “mia”
mente è una rima,
nel vuoto, brillante
del Sempre,
in tutt’Altro tutt’Uno. 

Non sente se stessa,
la mente,
clonata al casuale
consueto
corpaccio in declino
di vecchio
demente, pria
adolescente,
creato bambino.

Da vincoli scevra,
vuole essere pura
la mente,
non virtuale,
né incarnata:
un continuo fiorente
in eterno gioire
di Luce.

Paolo Santangelo

Published in: on febbraio 7, 2010 at 07:24  Comments (6)  
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Love

Love, he said, gas

kiss me off

kiss my lips

kiss my hair

my fingers

my eyes my brain

make me forget

He had a room on the 3rd floor,

rejected by a dozen women,

35 editors

and half a dozen hiring agencies.

Now I’m not saying he was any

good.

He turned on all the jets

without lighting them

and went to bed.

Some hours later, a guy on his

way to room 309

lit a cigar in the

hall.

And a sofa flew out the window.

One wall shivered down like wet sand.

A purple flame waved 40 feet high in the air.

The guy in bed

didn’t know or care,

but I’d have to say

he was pretty good

that day.

§

AMORE

amore, disse, gas
dammi un bacio d’addio
baciami le labbra
baciami i capelli
le dita
gli occhi il cervello
fammi dimenticare

amore, disse, gas
aveva una stanza al secondo piano,
respinto da una dozzina di donne
35 editori
e una mezza dozzina di agenzie di collocamento,
ora non voglio dire che valesse
qualcosa

aprì tutti i beccucci
senza accenderli
e andò a letto

qualche ora dopo un tizio diretto
alla stanza 309
accese un sigaro
nella hall
e un sofà volò fuori dalla finestra
un muro venne giù come sabbia bianca
una fiamma purpurea divampò fino a 12 metri d’altezza

il tizio a letto
nulla seppe e di nulla si curò
ma oserei dire
che quel giorno
si dimostrò piuttosto in gamba.

CHARLES BUKOWSKI

Itaca

La risacca accarezza
l’Itaca mia,
rifugio di un cuore
mai troppo nutrito.
Orizzonti d’acque,
profili sfoggiati,
lasciano in mano
grassa terra concreta.

Qui coltivo i miei orti
al riparo dal torto,
dissodando al pio sole
i più oscuri pensieri.
Poi riparto all’ignoto,
così ritemprato.
Itaca attende;
non mi ha mai lasciato.

Flavio Zago

Published in: on febbraio 7, 2010 at 07:16  Comments (11)  
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La notte

La notte ha il flusso
placido e cheto
delle onde che sbattono
sulla riva del mare.
E’ impossibile sottrarsi
a braccia trasparenti
che incantano e avvolgono
l’essere nell’estasi
del dolce grembo.
Polpastrelli magici
sfiorano le corde dell’anima
come un violino pizzicato
da mani eteree d’abile musicista.
Mi lascio trasportare
dall’armonia del vento.
S’imprime sulle labbra
e sale fino al cielo
andamento di lento,
sensuale movimento
che rimane sospeso
nel tempo….infinito.

Roberta Bagnoli


(classificata al 3° posto al Concorso Nazionale

Vittorio Alfieri di Asti, sez. poesia italiana inedita, 2009)

Published in: on febbraio 7, 2010 at 07:15  Comments (11)  
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