Anelarsi


… E quando
dico ancora
corro a tessere
le mie braccia
verso soli
sorridenti…
… E quando
dico niente
passeggio tra gli occhi
di aria pura
fino a dissetarmi
tra il candeggio
dell’esasperato…
… E quando
dico basta
copro le mie nudità
disperse tra corde
libere
di fuochi gelati
dal vicino istante
che mi porterà
lontano vibrando…
senza fine.

Glò

Published in: on febbraio 16, 2010 at 07:34  Comments (10)  
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Tutto è ancora

Ci sono muri salvati
antichi ceppi
budelli di cruente battaglie in ogni dove.
Fortezze alla memoria, ch’è breve
luoghi santi
dove gli eroi da poco sconfissero l’orrore
con mani caffellatte, parole poche
fumo, di rozze sigarette passate a brace chiusa.

Ci sono case ai piedi del mondo
anni segreti
e bande di bambini che giocano alle travi
tra l’erbe là cresciute, selvatiche
e dei fiori
venuti a forza d’essere sangue.
Il fiume scorre,
il cielo capovolge coperte,
va la luna
con le sue uova sotto la sabbia
tutto è ancora.

Massimo Botturi

Published in: on febbraio 16, 2010 at 07:27  Comments (6)  
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Ricordami

REMEMBER

Remember me when I am gone away,
Gone far away into the silent land;
When you can no more hold me by the hand,
Nor I half turn to go yet turning stay.

Remember me when no more day by day
You tell me of our future that you plann’d:
Only remember me; you understand
It will be late to counsel then or pray.

Yet if you should forget me for a while
And afterwards remember, do not grieve:
For if the darkness and corruption leave

A vestige of the thoughts that once I had,
Better by far you should forget and smile
Than that you should remember and be sad.

§

Tu ricordami quando sarò andata
lontano, nella terra del silenzio,
né più per mano mi potrai tenere,
né io potrò il saluto ricambiare.

Ricordami anche quando non potrai
giorno per giorno dirmi dei tuoi sogni:
ricorda e basta, perché a me, lo sai,
non giungerà parola né preghiera.

Pure se un po’ dovessi tu scordarmi
e dopo ricordare, non dolerti:
perché se tenebra e rovina lasciano

tracce dei miei pensieri del passato,
meglio per te sorridere e scordare
che dal ricordo essere tormentato.

CHRISTINA ROSSETTI

Un frètt mèsst…ed maravàjja

Zirudèla dal compleân
festegiè in areoplàn
in unåur d’n’amîg bruzâi
ch’viàza sänper sänza guâi!
Arivè ch’l’é ai zinquantòt
l’ha pensè ed zughèri al lòt
par psair vénzer quéng’ quatrén
e cunprèr vént fiâsc ed vén
pò fèr fèsta int al salån
con carôt zvåll e un zidrån
tragg’ strichétt parsótt e arvàjja
pió un Frétt Mésst… ed Maravàjja!
Anca mé a san coinvólt
e mustràndum disinvólt
a cundûs con gara dûra
la poesî fòra del mûra
in muntâgna só in pruvénzia
quèsi avsén a la Florenzia
dóvv i dlûvien fiurintéini
d zîrca òt etto bän mulséini.
La pusiån in dóvv a stan
a tafièr dîs rusticàn
e a pteglèr sucèr ludrèr
disputànd d zóccher amèr
o se in zêmma a l’Asinèla
van sî mêrl o una clunbèla
l’ha sagg’ râgn stra i vîc’ castâgn
e un vaird stâgn col scheldabâgn.
Qué cla dôna l’é felîz
anc s l’é sanza lavatrîz
lèva e stîra tótt al dé
pr’i trî bâfi ed sô maré
e ogni tant l’ha d’invidè
acsé drétt anzi screanzè
che par métterla in camîsa
sèt dé premma in mâgnen brîsa!
A la fén dla mî sturièla
ch’l’an vèl zért cme una zitèla
svélt s’n’é andè anc un ètr’ân
e int al dîret “Bån compleân”
at cunsàggn sta bratta ed lèna
che d’invêren par la stmèna
parché al fradd an t’la mulèsta
t’i mittrè dànter la tèsta!
Dåpp dû pâs cun la tô câgna
con cla dôna vá in cucâgna
e pò plócca una sardèla
toc e dai la zirudèla!

§

UN FRITTO MISTO… DI MERAVIGLIA!

Zirudella del compleanno
festeggiato in aeroplano
in onor d’un amico barrocciaio
che viaggia sempre senza un guaio!
Arrivato ch’è ai 58
ha pensato di giocarli al lotto
per poter vincere 15 quattrini
e comprare 20 fiaschi di vino
poi far festa nel salone
con carote cipolle e 1 cetriolo
13 nastrini al prosciutto e piselli
più un Fritto Misto… di Meraviglia!
Anch’io sono coinvolto
e mostrandomi disinvolto
conduco con gara dura
la poesia fuor dalle mura
in montagna su in provincia
quasi vicino alla Firenze
dove diluviano fiorentine
di circa 8 etti ben morbidine.
Il possedimento dove stiamo
a taffiare 10 mirabolani
e a pettegolare ciucciare ludrare
disputando di zucchero amaro
o se in cima alla (torre) Asinelli
vanno 6 merli o una colombella
ha 16 ragni fra i vecchi castagni
e un verde stagno con scaldabagno.
Qui la moglie è felice
pur s’è senza lavatrice
lava e stira tutto il giorno
per i 3 baffi di suo marito
e ogni tanto ha degli invitati
così furbi anzi screanzati
che per metterla in camicia
digiunano ben 7 giorni prima!
Alla fine della mia storiella
che non vale certo come una zitella
svelto è passato anche un altr’anno
e nel dirti “Buon compleanno”
ti consegno sta berretta di lana
che d’inverno ogni settimana
perché il freddo non te la molesti
ci metterai dentro la testa!
Dopo 2 passi con la tua cagna
con la moglie va’ in cuccagna
e poi lecca una sardella
toc e dai la zirudella!

Sandro Sermenghi

Alzaia


Sarà la primavera
a portare paglie nuove
al nido di carezza
del colibrì e dell’usignolo,
sarà la primavera
che avrà bagliori di perdono
e un volo verde a legare
il talamo d’erba e foglie
e sogni, sogni tanti a non finire mai,
tanti da far girare la testa,
da scompigliare l’anima tutta
e il rosso delle piume sparse
sugli alberi dell’amore.
Là al solito ramo
delle frasche vecchie
dove il fiume ha vento buono
per gli occhi delle ragazze sole
che hanno barche e navi di carta
e nelle stive baci a salutare marinai.
Sì, sarà in primavera
che coglierà il fiore
il giovane ragazzo delle colline
e avrà canti e cinguettii
il tetto della casa rosa,
sveglierà la donna
dai capelli nudi
che dorme il letargo dei tassi
e il suo bosco si bagnerà
di pioggia smarrita
dal cielo al mare,
un marzo che canta vent’anni
e le ginestre in fiore,
forse l’ultima stagione
di quel perduto amore.

barche di carta

RELIGIONE E OMOSESSUALITA’

Monsignor Scatizzi, vescovo di Pistoia, dopo quello di Grosseto, ha dichiarato che la comunione non dovrebbe essere data agli omosessuali che praticano e palesano apertamente questo loro stato.  E se invece non lo palesano, gliela diamo o non gliela diamo l’ostia, il corpo di Cristo? Essere o apparire? Siamo dunque quelli che gli altri vogliono vedere? Siamo miliardi di identità diverse a seconda di quanti ci parlano o ci vedono? Se una persona dimostra quello che veramente è non è accettabile. I divorziati non possono prendere la comunione a meno che non siano “ vittime” dell’abbandono. Gli omosessuali in quanto tali non possono prendere la comunione. Monsignor Scatizzi, rimangono in pochi gli aventi diritto all’Eucaristia se a queste categorie discriminate aggiungiamo molti cattolici osservanti, gli atei, molti indecisi e tanti giovani che per poca cultura o per ribellione si allontano dal credo…mi dia retta. Cosa ha di “diverso” un omosessuale da un eterosessuale dal punto di vista della religione? È forse diverso un nero da un bianco davanti alla figura del figlio di Dio?  In un momento molto difficile dal punto di vista sociale non abbiamo bisogno di ulteriori discriminazioni. Si può discutere sulla scelta di vita, perché di questo si tratta quando non ci sono a monte cause naturali. Una scelta che si può non condividere, ma va sempre accettata.  Il vescovo emerito di Grosseto, Monsignor Babini, ha chiamato in causa anche Vendola, il governatore della Puglia: a questo punto sarebbe interessante sapere cosa ne pensano del caso Marrazzo. Dove è scritto che la tendenza omosessuale è un peccato?  Credo che questi due Vescovi perdano di vista, forse per l’età o per una interpretazione distorta della realtà, che oggi a dispetto del passato si è usciti dai ghetti del falso moralismo, e che il destinatario del messaggio religioso è l’essere umano, uomo o donna che sia. Così come credo che Cristo non abbia mai fatto differenze con nessuno dei suoi discepoli. Per chi veramente è credente, il non poter prendere la comunione è una sofferenza, è il non sentirsi congiunto con Cristo e pertanto con Dio. Se parlo con una persona non gli chiedo a che partito appartiene, per quale squadra tifa e quale tipo di sessualità pratica. Il mio interesse è per quello che dice, per quello che pensa, nella persona cerco l’onestà dei sentimenti. Tutto il resto non mi appartiene ed è una scelta di ciascuno rivelare o meno le  sue cose private. Le discriminazioni, che oltre tutto sono socialmente pericolose, sono il frutto dell’idiozia, e questa è tanto più grande quanto più elevata è la carica ricoperta da chi la ammette e la favorisce.

Claudio Pompi