UN SOGNO

Quando un sogno s’infrange guardati subito intorno e preoccupati solo di trovare il pezzo più grande che è rimasto per iniziare a sognare di nuovo.

Pierluigi Ciolini

Published in: on febbraio 24, 2010 at 07:41  Comments (4)  
Tags: , ,

Resto qui

Ho smesso di credere
anche ai sogni,
il vento non porta via
gli schiaffi ricevuti
o gli sputi di traverso
né i sorrisi strabici

a malapena stinge
il nero sotto agli occhi
e tira un po’ gli zigomi
se è vento di bora…

e allora resto qui
a fissare il niente,
a scartare le parole
che non posso toccare.

Beatrice Zanini

Published in: on febbraio 24, 2010 at 07:40  Comments (3)  
Tags: , , , , , , , , , ,

Amica mia

“- Ho nello zaino
manciate di sorrisi,
per tutti quei nasi
senza bocca”

“- Non sarà poco
per così tanta tristezza?”

Così vicino al dolore
per non essere prodigo
il suo cuore.

Flavio Zago

Published in: on febbraio 24, 2010 at 07:26  Comments (7)  
Tags: , , , , , ,

Verso la fine del mondo

Ardore,
non alito di vento
non fruscìo, né sussurro:
quel che rimane di foresta tace
sparuta, senza voli d’uccelli,
né d’insetti, né quasi più presenza d’umani,
d’altre specie.

Non Tutto
è a Caso: forse adesso
sento il Nulla: un tenue filo
rosso inondarmi la mente e ricomporla
unendola al Creato in un logico nesso
e senso, sempre stato in eterno
splendore, eterea Luce di Altri
tipi di mondi.

Ultimo e fine, in questo:
mare di onde grigiobiancastre fredde, invadenti;
su quel che resta: tremuli bagliori lontani
vaganti, incendi più brillanti,
quando viene la sera,
freddo intenso
di notte.

Paolo Santangelo

E’ il tuo onore il Silenzio

oltre i suoni che mostri –
ma il fruscio che posso sentire
se solo avvicino l’orecchio
annuncia una pace
che cerco da così tanto tempo
che non ricordo nemmeno il suo nome

La tua voce – come un bastone
che schiocca sulle rocce
spaventa le mie vipere affamate
che diventano – per il tempo di un sospiro
le illusioni che sono

E puoi sentirmi, ora
dalla fine del sentiero –
sotto un albero a cui non potrai resistere –
gridarti: chiamami!
chiamami ancora!

Nicole Marchesin

Published in: on febbraio 24, 2010 at 07:16  Comments (2)  
Tags: , , , , , , , , , , , ,

Princesa

Sono la pecora sono la vacca
che agli animali si vuol giocare
sono la femmina camicia aperta
piccole tette da succhiare

Sotto le ciglia di questi alberi
nel chiaroscuro dove son nato
che l’orizzonte prima del cielo
ero lo sguardo di mia madre

“che Fernandino è come una figlia
mi porta a letto caffè e tapioca
e a ricordargli che è nato maschio
sarà l’istinto sarà la vita”

e io davanti allo specchio grande
mi paro gli occhi con le dita a immaginarmi
tra le gambe una minuscola fica

nel dormiveglia della corriera
lascio l’infanzia contadina
corro all’incanto dei desideri
vado a correggere la fortuna

nella cucina della pensione
mescolo i sogni con gli ormoni
ad albeggiare sarà magia
saranno seni miracolosi

perché Fernanda è proprio una figlia
come una figlia vuol far l’amore
ma Fernandino resiste e vomita
e si contorce dal dolore

e allora il bisturi per seni e fianchi
in una vertigine di anestesia
finché il mio corpo mi rassomigli
sul lungomare di Bahia

sorriso tenero di verdefoglia
dai suoi capelli sfilo le dita
quando le macchine puntano i fari
sul palcoscenico della mia vita

dove tra ingorghi di desideri
alle mie natiche un maschio s’appende
nella mia carne tra le mie labbra
un uomo scivola l’altro si arrende

che Fernandino mi è morto in grembo
Fernanda è una bambola di seta
sono le braci di un’unica stella
che squilla di luce di nome Princesa

a un avvocato di Milano
ora Princesa regala il cuore
e un passeggiare recidivo
nella penombra di un balcone

o matu (la campagna)
o cèu (il cielo)
a senda (il sentiero)
a escola (la scuola)
a igreja (la chiesa)
a desonra (la vergogna)
a saia (la gonna)
o esmalte (lo smalto)
o espelho (lo specchio)
o baton (il rossetto)

FABRIZIO DE ANDRÉ